LE STORIE DI SANDRA Ricordando Maria Iacono e Modesto Ferrandino

Ero ragazzina e stavo con mamma a Piazza Croce, era una vigilia di Natale e tanti pescatori avevano tinozze piene di ” capitoni” che erano vivi. Io ebbi tanta paura di quelle botte in testa ai capitoni per ucciderli e cominciai a gridare e scappare, ma mi trovai di fronte un omone alto che capi subito e disse a mamma di stare tranquilla e comprare quello che doveva, perché mi avrebbe portato con lui. Fu così che vidi per la prima volta il TIP TOP il suo locale proprio a piazza Croce. Era destino che quel signore poi lo avrei rivisto spesso. Modesto Ferrandino era nato a Ischia il 12 gennaio del 1911 in una famiglia numerosa con tre fratelli e tre sorelle, Pietro , Mario, Antonio, Stellina, Nina e Rosaria.Fu fin da piccolo un ragazzino sveglio e estroverso, pieno di idee e di fantasia. Successe che intorno alla metà degli anni sessanta, io lo rividi e mi meravigliai che lui fosse lo zio delle mie amiche Adele e Regina Fondelli e quindi anche di Angela e Modesto, che portava il suo nome in quanto sua sorella Nina era molto legata a lui e, rimasta presto vedova, lo trovò al suo fianco e a quello dei suoi figli, sempre. Che brava persona è stato Modesto, che uomo generoso e caro.Come prima attività avviò il famoso TIP TOP dove in tanti andavano a giocare a carte la sera dopo il lavoro, circondati da giovanotti, che facevano il tifo per uno o per l’altro, creando una dolce atmosfera. Intorno agli anni sessanta, Modesto, apri sul corso un negozio di parrucchiere per signore e lo chiamò Effemme. E anche in questo locale oltre ai vari profumi che si sentivano passandoci vicino, nacque un punto in cui si incontravano non solo barbieri, ma anche barbieri artisti come fu Renato Pollio e tanti altri.
Erano anni in cui si ricostruiva e si cercavano posti non lontani da casa, dove distrarsi un poco. Tutto quello che Modesto avviava, era sempre teso ad aggregare e a dare importanza ai rapporti umani. Modesto crescendo sposò Maria Iacono, una donna riservata e dedicata alla famiglia e a quella bambina biondina e con occhi azzurri di nome Rita, che fu tenuta come una principessa e che è stata una figlia dolce, cara, allegra. E come succede spesso per le bambine, Rita era legatissima a suo padre, che a sua volta, l’amava tanto. Oltre al TIP TOP e all’Effemme, Modesto, apri un nuovo locale sul corso Vittoria Colonna, “Tempo Libero”, un locale dove inserì tavoli da pin pong, biliardo, biliardino, flipper e…anche il Juke box. E quel locale fu sempre pieno di giovani. Se soltanto ci si ferma un attimo, e si torna indietro con il pensiero, si rivedono coppie nascere tra una canzone e l’altra. E oggi molte coppie sposate da anni, devono il loro incontro a quel locale in cui con poco, si vivevano momenti sia romantici che allegri. Quell’uomo dall’aspetto severo, fu veramente importante per spingere al ritrovarsi, conversare, a saperne sempre di più. Da Piazza degli eroi lungo il corso Alfredo de Luca, dire Modesto senza nemmeno bisogno di dire il cognome, significava dire uomo che amava Ischia e che fece di tutto per rendere la zona dove era cresciuto, molto più accogliente. Modesto ci lasciò il 15 gennaio 1987 dopo una vita mai monotona. Ringrazio Rita Ferrandino per aver collaborato con me.







