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Strenna per la giustizia isolana: sbloccati i lavori per la ex Pretura

di Marco Gaudini

 

ISCHIA – Nel giorno in cui la classifica del Sole 24 Ore, pone la provincia di Napoli, agli ultimi posti per la qualità della vita in Italia, dalla Città Metropolitana arriva un segnale importante e decisivo per il mantenimento dei presidi giudiziari sulla nostra isola. Ieri in tarda mattinata, infatti, si è tenuto un incontro presso la sede del Municipio di Napoli, a Palazzo San Giacomo, tra il Sindaco della Città Metropolitana, Luigi De Magistris, il primo cittadino di Ischia, Giosi Ferrandino, il Presidente del Tribunale di Napoli, Ettore Ferrara, i tecnici, Gaudino e Monti ed un rappresentante del Ministero della Giustizia. Tema dell’incontro l’ormai annosa vicenda dei lavori per l’ex Pretura. Un po’ di anni fa, infatti,  fu sottoscritto un protocollo tra il Comune di Ischia e la Provincia di Napoli. All’epoca il Presidente della Provincia era Giggino Cesaro, e l’accordo prevedeva l’elargizione di un finanziamento di 600,000 euro finalizzati al progetto di ristrutturazione del plesso della Pretura. Dopo aver sottoscritto le intese reciproche, tra Comune di Ischia e l’allora Provincia di Napoli, oggi Città Metropolitana, ed aver adottato tutti gli atti deliberativi, si fece un progetto, ed un successivo bando per individuare una ditta alla quale affidare, con procedura di evidenza pubblica, i lavori. Opere che furono assegnate ad un ditta, che prese anche possesso dell’immobile ed iniziò a realizzare i lavori, così come previsto dal progetto esecutivo. All’atto materiale della liquidazione del primo SAL, stato avanzamento dei lavori, l’amministrazione comunale  rivolse alla Provincia, la richiesta per avere un primo acconto, ossia il 25% delle somme che erano oggetto del finanziamento. In quella sede, purtroppo fu scoperto che, per un’imputazione errata dell’impegno di spesa sul capitolo del bilancio della Provincia, afferente a “investimenti su beni propri”, non era possibile elargire il finanziamento e si bloccò tutto. In quanto la struttura  non è di proprietà provinciale, bensì del Comune di Ischia e questo non ha permesso di dar seguito alle necessarie procedure.

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