ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

Striscione intimidatorio contro il sindaco, nuova udienza per Lista e Tortora

di Francesco Castaldi

ISCHIA – Si svolgerà stamattina, presso la sezione distaccata del Tribunale di Napoli, l’udienza del procedimento penale che vede protagonisti il leader del movimento “Noi siamo Nessuno” Gigi Lista e l’attivista Antonio Tortora, classe 1994. Come di certo ricorderanno i nostri lettori, l’udienza del 4 maggio scorso non si celebrò, e ciò a causa dell’assenza del giudice titolare, il dottor Capuano. A sostituire il magistrato fu il giudice onorario, che non poté far altro che rinviare l’udienza. Presso l’aula del tribunale sito in via Michele Mazzella, oltre ai già citati Lista e Tortora, giunse anche il primo cittadino di Forio Francesco Del Deo, che tramite il proprio legale di fiducia, l’avvocato Giuseppe Di Meglio, presentò l’atto di costituzione di parte civile. Su richiesta dell’accusa intervennero anche due testi, ovvero l’ex comandante della stazione dei Carabinieri di Forio, il maresciallo Alessandro Pagliaroni, e Antonio Ruggiero, uno dei dipendenti della società Ego Eco, che sarà escusso anche questa mattina.

Ma cosa ha condotto il vice procuratore onorario Silvana Rotondo a richiedere al Gip del tribunale di Napoli l’emissione del decreto penale di condanna nei confronti di Gigi Lista e di Antonio Tortora? Per rispondere al quesito è necessario fare un passo indietro e ripercorrere la vicenda dai suoi albori. Nella notte tra il 16 e il 17 febbraio 2015, approfittando del favore delle tenebre, alcuni ignoti (identificati da Antonio Ruggiero nelle persone di Gigi Lista, Antonio Tortora e di un terzo individuo) hanno offeso la reputazione del sindaco Francesco Del Deo “affiggendo – si legge nella richiesta della dottoressa Rotondo – all’ingresso della galleria che conduce dal porto di Forio a Citara, un manifesto artigianale realizzato con un lenzuolo bianco recante la scritta realizzata con pittura spray di colore nero: «SINDACO CORROTTO CAMORRA DEL PORTO IL FASCISTA BUONO E’ SOLO QUELLO MORTO».”

All’indomani dell’affissione del predetto manifesto (che di lì a poco sarebbe stato rimosso), il primo cittadino del comune all’ombra del Torrione decise, tramite il proprio avvocato, di adire seduta stante le vie legali. Parallelamente, nelle ore successive al ritrovamento dello striscione, le forze dell’ordine giunte sul posto per effettuare i rilevi del caso e raccogliere altri elementi utili, fecero partire un’informativa alla Procura della Repubblica di Napoli contro Gigi Lista e Antonio Tortora che, come detto pocanzi, sarebbero stati pizzicati dal dipendente Ego Eco Antonio Ruggiero e da altri testimoni nell’atto di affiggere lo striscione, dal contenuto gravemente intimidatorio.

Annuncio

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close