CRONACA

«Sud motore del Paese, senza investimenti perde anche il Nord»

Mondo della politica e dell'Università, professionisti e associazioni a confronto all'Università Pegaso di Napoli al convegno organizzato daFederproprietà. Schifone: «La crescita generale passa dal Meridione». Giannola dello Svimez: «Il Settentrione sta retrocedendo»

Il Sud stenta a crescere, il Meridione continua ad essere in sofferenza rispetto ad un Nord che, da segnalare, da questo non ne trae alcun beneficio. Di questo si è parlato sabato scorso al Convegno organizzato da Federproprietà, la Federazione Nazionale Proprietà Edilizia, all’Università Pegaso di Napoli con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti e quello degli Ingegneri di Napoli. Un convegno dal titolo “La questione meridionale nella visione del riassetto del territorio” e che è iniziato con i saluti dei professori Edoardo Cosenza (presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli) e Leonardo Di Mauro (presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli). Punto centrale del dibattito è stato il Rapporto Svimez 2019 stilato dall’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno. Un rapporto spiegato per l’occasione dal professor Adriano Giannola, presidente dell’associazione: «Il Sud continua nel suo momento di sofferenza, un momento che non fa assolutamente bene neanche al Nord.

Serve più cooperazione tra le parti sociali affinché si possa andare avanti. Andrebbero fatti seri investimenti al Sud, ne beneficerebbero tutti. Compreso un Nord che piano piano sta perdendo rispetto al resto dell’Europa centrale e non solo». Luciano Schifone, presidente di Federproprietà Napoli, spiega: «Relazioni alto livello che hanno approfondito i vari temi, con lo Svimez del professor Giannola che ha evidenziato una crisi anche del Settentrione. Insomma, il Nord avrebbe tutto l’interesse affinché ci sia un rilancio del Meridione che potrebbe fare da motore a una crescita generale. Serve connessione tra i vari corpi intermedi che oggi vengono bistrattati, messi in condizione di non operare. I corpi intermedi come gli ordini professionali, le associazioni, le categorie produttive devono poter collaborare con il sistema politico per lo sviluppo e la risoluzione della questione meridionale».

Un dibattito fortemente voluto dell’onorevole Massimo Anderson, presidente nazionale di Federproprietà: «Occorrono incentivi da parte dello Stato, un regia centrale che guardi al Sud come al Nord. La battaglia è questa. Il Sud è un grande bacino produttivo per la piccola e media industria e andrebbe sfruttato a pieno, cosa che non sta accadendo». Coordinati dal professor Aldo Aveta dell’Università Federico II di Napoli, il dibattito è proseguito con gli interventi dell’ingegner Paolo Clemente (dirigente di ricerca dell’Enea), uno scritto del professor Giuseppe Sappa(dell’Università La Sapienza di Roma), del dottor Gianni Guerrieri (dell’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia delle Entrate) c con il dottore Marcello Cruciani (Direttore area legislativa mercato privato dell’Ance). Gli interventi del senatore Riccardo Pedrizzi, dirigente nazionale di Federproprietà, e dell’avvocato Francesco Granato, vicepresidente di Federproprietà, hanno chiuso la giornata. Cooperazione e investimenti seri, nessuna politica di assistenzialismo per un Sud che ha ancora un potenziale enorme che, a quanto pare, però non sembra essere in cima alle priorità italiane. 

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