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Il suicidio di Luca, l’incredulità della comunità ischitana

Si è scatenata una certa incredulità nel primo pomeriggio di ieri, in quel di Via Alfredo De Luca, quando si è diffusa la notizia della scomparsa di Luca Renzullo. In tanti lo avevano visto ieri mattina, poco prima di quel tragico epilogo  che ha lasciato tutta la comunità della zona sconcertata. Aveva scambiato qualche chiacchiera con quelli del Bar Minicucci, aveva salutato i vicini negozianti, proprio come era solito fare da quando aveva aperto la propria attività commerciale. « Nulla faceva presagire- ha commentato chi ha avuto modo di  scambiarci due parole prima che compisse il triste gesto – che ci fosse qualcosa che non andasse. Mi era parso quello di sempre».  Qualcuno, accorso dopo pochi minuti sul luogo del misfatto, dopo essere stato avvertito dell’accaduto ha perfino pensato che si trattasse di uno scherzo.

«Luca era un ragazzo scherzoso e sorridente. Quando l’ho saputo – ha commentato un suo conoscente- credevo mi stessero prendendo in giro. Invece…». Invece, uno scherzo  purtroppo non lo era ed in tanti hanno dovuto amaramente constatare che Luca, originario di Sarno, ma ormai residente da tempo ad Ischia, avesse davvero scelto di andarsene così: impiccandosi in un mattino di inizio novembre all’interno del suo  negozio di abbigliamento, aperto circa un anno fa.  Da poco si era, quindi insediato in zona, ma  era diventato,dopotutto, punto di riferimento per molti, stringendo buoni rapporti non solo con quanti avevano un esercizio commerciale nei paraggi, ma anche con gran parte degli abitanti dei due edifici ubicati dietro il suo negozio.

«Non lo conoscevo molto bene-  ci ha racconto una delle tante increduli residenti della zona – ma da quando è arrivato qui, vi avevo parlato diverse volte. Era sempre molto gentile e disponibile con tutti. A volte anche apprensivo perfino su cose che non lo riguardavano in prima persona. Mesi fa, c’era un gattino di pochi mesi bloccato nel motore di un’auto  vecchia parcheggiata dietro il suo negozio. Ricordo che Luca si adoperò tantissimo per liberarlo, lasciando perfino la sua attività incustodita.  Mi sembrava un caro ragazzo. Il suo negozio certo non era propriamente dei più affollati, ma comunque quelli che vi andavano rimanevano sempre soddisfatti del servizio. Sono scioccata per quanto accaduto». Già, nessuno immaginava, tra quanti in questi mesi avevano avuto modo di conoscerlo – chi più, chi meno – che Luca avrebbe messo in atto un così tragico gesto, sulle cui motivazioni ora ci si interroga.

Forse  non lo immaginavano neppure i familiari che lo hanno rinvenuto nel suo negozio, dopo esservisi recati allarmati dal mancato suo arrivo a pranzo a casa dalla moglie Elena, con la quale si era sposato nel settembre 2016. Proprio a lei, qualche mese fa, sul suo profilo di Facebook, Luca aveva dedicato un post di auguri di buon anniversario di matrimonio. «Oggi è un anno- aveva scritto – che siamo sposati. Non so se hai fatto bene, ma dovrai sopportarmi per tanto tempo ancora. Poi se pensi che oggi la vita dell’essere umano si è allungata, sono fatti tuoi!».Peccato che il  tempo da trascorrere insieme, invece,  sia stato poi così breve ed oggi leggere il suo messaggio d’amore  per la moglie, nero su bianco,  fa male.  Cosa abbia spinto Luca a scegliere di togliersi la vita,  a soli 39 anni, non lo sappiamo, ma quel che certo è che oggi resta una grande amarezza di un’altra vita spezzata dal quel male di vivere che qui sull’isola ormai si fa sempre più forte.

Sara Mattera

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