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Sul ponte sventola bandiera bianca

Voci e indiscrezioni (per fortuna poi rivelatesi infondate) intorno alla sorte del Bar Calise negli ultimi tempi si sono succeduti con costanza. Ma una serie di indizi adesso fanno nuovamente scattare l’allarme rosso

Siamo sinceri, su certi argomenti è opportuno andarci con le molle. E noi de Il Golfo, pur consapevoli che possiamo incorrere in errore come ogni essere umano, su determinate vicende e indiscrezioni cerchiamo sempre di andarci con i piedi di piombo. Ma quando una serie di voci che si rincorrono in maniera ossessiva e preoccupante hanno anche una valenza di natura sociale, allora è compito del cronista farle emergere e soprattutto sollevare il caso nella speranza che da chi di competenza arrivino risposte.

Naturalmente confortanti, perché diversamente ci sarebbe ben poco da stare allegri. L’ultimo “rumor” in ordine di tempo ad essersi diffuso riguarda la possibile chiusura del Bar Calise di Ischia, un vero simbolo dell’ospitalità sull’isola verde a livello planetario, per anni ritenuto uno dei migliori bar su scala europea. Addirittura sarebbe stata già fissata una dead line per l’infausto evento: il 4 novembre dovrebbe essere la data entro la quale la proprietà deciderà se chiudere o proseguire l’attività. E nel primo disgraziato caso, ci sarebbe da chiedersi se lo stop all’esercizio sarebbe soltanto temporaneo o addirittura definitivo.

Il prestigioso locale ubicato nella centralissima Piazza degli Eroi potrebbe chiudere i battenti, non è dato sapere solo se temporaneamente, il 4 novembre. La preoccupazione che serpeggia tra alcune delle maestranze è una “spia” significativa ma la speranza è che nulla accada: per l’isola sarebbe una tremenda ferita

I segnali che vanno in questa direzione, per la verità, sono molteplici e – come si dice in gergo – più indizi fanno una prova. Un paio di dipendenti hanno esternato la propria preoccupazione per il futuro lavorativo parlando per l’appunto della fatidica data del 4 novembre, definendola spartiacque. Altri lavoratori, invece, anche impiegati presso la struttura da diversi anni, hanno già lanciato l’allarme dirigendosi “alle scialuppe”, parimenti non nascondendo ad amici e conoscenti di guardarsi intorno rassegnati alla prospettiva di doversi trovare una nuova occupazione. E c’è addirittura chi si è raccomandato con qualche ex collaboratore o impiegato di ritirare effetti personali dai locali entro e non oltre qualche giorno. Insomma, tanti, troppi segnali che peraltro fanno seguito ad una serie di voci che già circolavano davvero in maniera fitta ed incessante. Non è un caso che la situazione finanziaria veniva definita “preoccupante” (per usare un eufemismo) già nel mese di agosto, per quanto il periodo sia quello maggiormente florido sulla nostra isola dal punto di vista degli incassi: una emorragia in alta stagione, ad Ischia, normalmente è sempre un segno pessimo, terribile. E’ chiaro che noi ci auguriamo di ricevere già nella giornata di oggi una nota di smentita da parte di Emiddio Calise e/o dei suoi rappresentanti, perché la chiusura del Bar Calise a Piazza degli Eroi sarebbe una mazzata per l’isola dal punto di vista non soltanto dell’economia e dell’immagine turistica. Perdere un simbolo della qualità, dell’esclusività, sarebbe un modo per alzare “bandiera bianca” e voler vedere il nostro territorio rassegnarsi ad un’ulteriore caduta verso il basso. Certo, è vero, nella crisi che sta attualmente attanagluando l’attività commerciale non c’entra soltanto l’isola ma una serie di “zavorre” che ci si porta dietro da diverso tempo e che ha portato l’impresa a finire più volte al centro di indiscrezioni soprattutto per quanto riguarda un possibile passaggio di consegne o la cessione a terzi.

In molti ricorderanno che il patron Emiddio Calise, proprio in un’intervista rilasciata a Il Golfo, fu categorico e sincero in un passaggio che tanti lettori del nostro giornale ancora ricordano in maniera chiara. L’imprenditore ebbe a sottolineare: «Le mie difficoltà economiche le conoscono tutti, ma a me non fanno paura. Mi vendo un’altra proprietà, se lo riterrò necessario, ma qui non chiuderò mai. Questa è la mia origine, è stata la mia storia, la mia vita: si chiuderà quando muoio».

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Ecco, noi da ischitani amanti della propria terra e delle sue eccellenze – e Calise è e rimane tuttora una di queste – ci auguriamo che quella promessa possa essere mantenuta. Ma il timore che si possa essere arrivati ai titoli di coda o ai primi preoccupanti scricchiolii stavolta rappresentano molto di più che semplici chiacchiere di paese. Ma, lo ripetiamo, chiudiamo nella speranza di essere smentiti. Raramente una cosa del genere potrebbe farci più piacere…

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Rossy

NOOOOOOOOOOOOOO!… Devi resistere Emiddio. Nella vita prima o poi tutto finisce ma tu non puoi abbandanare le scene così.
Quando si parla di Ischia non si può fare a meno di nominare il Calise. Il solo pensiero rattrista me ( che non sono di Ischia ) e tutti gli ischitani. Quanto tempo passato e quanti ricordi al Calise. La mia mente si rifiuta di affidarsi solo ai ricordi e perciò ti dico di non mollare e tenere duro. Ciao Emiddio e di al pasticciere di prepararmi una delicatissima testa di moro.

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