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«Sul porto abbiamo riportato la legalità»

Lunga intervista al sindaco di Forio Stani Verde che commenta senza mezzi termini l’approvazione dei bilanci della Marina del Raggio Verde ed i conseguenti recenti sviluppi. Poi spazio a turismo, caso mezzi pesanti, questione Evi ma anche una stoccata alla minoranza sui conti del Comune. E ancora…

Sindaco Verde, partiamo dal porto di Forio. In un momento in cui il diportismo rappresenta una risorsa sempre più importante per l’isola d’Ischia, l’approvazione dei bilanci della Marina del Raggio Verde rappresenta un passaggio significativo per la società.

«Sì, finalmente siamo riusciti a mettere ordine nella situazione contabile della Marina del Raggio Verde. Eravamo fermi ai bilanci del 2022, che riportavano alcune poste che abbiamo ritenuto necessario rivedere e aggiornare. È stato svolto un lavoro attento di verifica che ci ha consentito di approvare i bilanci relativi al 2023, al 2024 e al 2025, riportando la società in una condizione di piena regolarità amministrativa e contabile. Era un passaggio importante, perché una società che gestisce un’infrastruttura strategica come il porto turistico deve poggiare su basi solide, trasparenti e pienamente rispettose delle regole. Oggi possiamo dire di aver riportato la Marina del Raggio Verde nell’alveo della legalità e di aver creato le condizioni per programmare con maggiore serenità le sfide dei prossimi anni».

Che cosa rappresenta il diportismo per Forio e, più in generale, per tutta l’isola? Non soltanto in vista dell’America’s Cup, ma come settore sul quale sempre più amministrazioni sembrano intenzionate a investire.

«Ormai è evidente a tutti quanto gli approdi turistici siano diventati importanti. Il diportismo rappresenta una delle grandi opportunità di crescita per il nostro territorio, perché produce ricadute economiche che coinvolgono praticamente ogni comparto. Chi arriva via mare frequenta i nostri ristoranti, fa acquisti nei negozi, soggiorna nelle strutture ricettive, utilizza i servizi e contribuisce a far lavorare tante attività economiche. Il beneficio non riguarda soltanto il porto, ma l’intero sistema turistico dell’isola. C’è poi anche un aspetto legato all’immagine. Quando una località riesce ad attrarre imbarcazioni di prestigio e un turismo nautico di qualità, trasmette un messaggio importante all’esterno. Significa che quel territorio è organizzato, offre servizi adeguati ed è capace di competere con altre destinazioni del Mediterraneo. Per questo ritengo che continuare a investire sugli approdi turistici sia una scelta strategica»,

«Oggi possiamo dire di aver riportato la Marina del Raggio Verde nell’alveo della legalità e di aver creato le condizioni per programmare con maggiore serenità le sfide dei prossimi anni»

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Lei è sindaco da relativamente poco tempo, ma le pongo una domanda anche da imprenditore. L’attuale approdo diportistico di Forio la soddisfa oppure immagina un porto profondamente diverso?

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«Noi immaginiamo una marina diversa da quella che conosciamo oggi. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di realizzare un porto capace di offrire molti più servizi ai diportisti e agli operatori del settore. Naturalmente questo significa programmare investimenti importanti, soprattutto sul piano infrastrutturale. Occorrerà intervenire per migliorare l’accoglienza, aumentare la qualità dei servizi e rendere l’intera area portuale sempre più funzionale. È un percorso che richiederà tempo, ma è una delle sfide che intendiamo portare avanti. Forio possiede enormi potenzialità e credo che la sua marina possa diventare un punto di riferimento ancora più importante per il turismo nautico».

L’attività amministrativa prosegue mentre è iniziata una nuova stagione turistica. Qual è oggi il termometro dell’estate a Forio e sull’intera isola? E in quali aspetti Ischia è cresciuta maggiormente negli ultimi anni, mentre dove ritiene che sia ancora necessario migliorare?

«Non dispongo ancora dei dati ufficiali sulle presenze, che mi saranno consegnati a breve, ma il riscontro che arriva dagli operatori e da ciò che vediamo quotidianamente è certamente positivo. Ritengo che nei mesi di aprile e maggio si sia registrato un incremento di almeno il dieci per cento rispetto allo scorso anno e che giugno possa aver fatto segnare una crescita ancora superiore. Naturalmente preferisco attendere i dati definitivi prima di parlare con precisione, ma le sensazioni sono molto incoraggianti. Quello che noto con particolare soddisfazione è la crescita del turismo straniero. Oggi arrivano visitatori provenienti da mercati che fino a qualche anno fa erano marginali per Ischia, penso ai Paesi del Nord Europa come Norvegia e Svezia, ma anche all’Irlanda. Continua inoltre a crescere il mercato francese, che già negli ultimi anni aveva mostrato segnali molto interessanti. Credo che questo sia il segnale di una visibilità internazionale sempre maggiore dell’isola. Sicuramente contribuisce anche il grande successo turistico di Napoli, che sta facendo conoscere non soltanto il capoluogo ma tutte le straordinarie destinazioni del Golfo, tra le quali naturalmente c’è anche Ischia. Però…».

Però?

«Detto questo, non dobbiamo pensare che tutto vada bene. I margini di miglioramento esistono e sono evidenti. Dobbiamo lavorare per rendere più efficiente il trasporto pubblico su gomma, migliorare i collegamenti marittimi e rafforzare i servizi destinati sia ai residenti sia ai turisti. Su questi temi credo che la Regione Campania debba ascoltare con maggiore attenzione la voce dei sindaci dell’isola. Da anni i miei colleghi portano avanti queste richieste e ritengo che Ischia meriti un’attenzione ancora maggiore, perché rappresenta uno dei principali motori del turismo campano».

«Negli incontri con la New Atec ho riscontrato grande disponibilità. I sindaci hanno dimostrato apertura al confronto e gli autotrasportatori hanno compreso le ragioni che hanno portato all’adozione»

Restando sulle questioni di stretta attualità, parliamo dell’ordinanza che disciplina la circolazione dei mezzi pesanti nei fine settimana, nata dopo il confronto tra Ischia e Pozzuoli. Per alcuni rappresenta un buon compromesso, mentre gli autotrasportatori continuano a sostenere che alcune categorie merceologiche, come i generi alimentari, abbiano bisogno di maggiori deroghe. Qual è il suo giudizio?

«Su questo tema preferisco non fare confronti con Pozzuoli, ma concentrarmi sulle esigenze del nostro territorio. Credo che la strada giusta sia quella del dialogo che, come sindaci, abbiamo avviato fin dall’inizio con gli autotrasportatori. Il problema esiste ed è sotto gli occhi di tutti. Nei fine settimana è difficile immaginare che sulle nostre strade possano continuare a circolare numerosi mezzi pesanti, soprattutto quelli di grandi dimensioni, perché inevitabilmente incidono sulla viabilità, sulla sicurezza e sulla qualità della vita in un periodo in cui l’isola registra il massimo afflusso di visitatori. Allo stesso tempo, però, non possiamo dimenticare il ruolo fondamentale svolto dagli autotrasportatori. Sono loro a garantire gli approvvigionamenti delle attività commerciali, delle strutture ricettive e, più in generale, dell’intera isola. Era quindi necessario trovare un punto di equilibrio tra due esigenze entrambe legittime. Negli incontri che abbiamo avuto anche con i rappresentanti di New Atec ho riscontrato grande disponibilità da entrambe le parti. I sindaci hanno dimostrato apertura al confronto e gli autotrasportatori hanno compreso le ragioni che hanno portato all’adozione di queste misure. Ritengo che il dialogo abbia prodotto un risultato importante e che il compromesso raggiunto possa rappresentare una buona base di partenza. Del resto, la rinuncia al ricorso davanti al TAR dimostra che è stato possibile trovare un’intesa. Per quanto riguarda invece Pozzuoli, resta aperta la questione dei bus turistici. Il sindaco ci aveva assicurato interventi per migliorare l’accessibilità al porto e alcuni passi avanti sono stati compiuti, ma ritengo che le soluzioni adottate soddisfino soltanto in parte le esigenze degli operatori del comparto turistico. Anche su questo tema, però, non vedo contrapposizioni. Non c’è un muro né da parte nostra né da parte dell’amministrazione di Pozzuoli. Sarà sufficiente tornare a sedersi attorno a un tavolo e proseguire quel confronto già avviato nelle scorse settimane per individuare soluzioni ancora più efficaci, nell’interesse dei turisti, degli operatori e dell’intero sistema dei trasporti».

Una domanda che stiamo rivolgendo a tutti i sindaci dell’isola riguarda l’EVI. Tra il debito con Acqua Campania, le assunzioni, le richieste del presidente Basentini, i consigli di amministrazione rinviati e poi celebrati, i bilanci e tutte le polemiche degli ultimi mesi, quale idea si è fatto dell’attuale situazione della società?

«Quella dell’EVI è una situazione estremamente complessa, ma sarebbe un errore pensare che le difficoltà siano nate oggi. Si tratta di problemi che si trascinano da molti anni e che l’attuale Consiglio di amministrazione, insieme ai sindaci, si è trovato ad affrontare. Oggi siamo chiamati a risolvere questioni che si sono accumulate nel tempo e che non possono essere eliminate dall’oggi al domani. È evidente che alcune decisioni siano state condivisibili, mentre su altre, con la serenità e l’onestà che mi hanno sempre contraddistinto, ritengo che si sarebbe potuto fare qualcosa di diverso. Questo, però, non cambia il quadro generale. L’EVI deve fare i conti con problemi molto importanti, primo fra tutti quello relativo al contenzioso con Acqua Campania. È una vicenda delicata, che comporta conseguenze economiche rilevanti e che richiederà tempo per essere definita. La differenza rispetto al passato, però, è che oggi vedo finalmente la volontà di affrontare il problema. Per troppo tempo si è preferito rinviarlo, senza arrivare a una soluzione concreta. Oggi, invece, mi sembra che ci sia la consapevolezza che non sia più possibile rimandare. Naturalmente nessuno immagina che una questione di questa portata possa essere risolta in poche settimane. Acqua Campania vanta crediti importanti e sarà necessario individuare un percorso che tenga conto degli interessi della società, dei Comuni e soprattutto dei cittadini. Sarà un percorso lungo e certamente non semplice, ma credo che oggi ci sia una maggiore determinazione nel cercare soluzioni concrete rispetto a quanto accaduto negli anni passati».

«Quella dell’EVI è una situazione complessa, ma le difficoltà non nascono oggi. Si tratta di problemi che si trascinano da molti anni e che l’attuale CdA, insieme ai sindaci, si è trovato ad affrontare»

Non si è trovato un vettore disposto a garantire il trasporto dei rifiuti da e per l’isola. I bandi promossi dalle società interessate non hanno prodotto gli esiti sperati. Che riflessioni le suscita questa vicenda?

«Ho sempre sostenuto che i Comuni dell’isola, almeno per quanto riguarda i trasporti speciali, dovrebbero ragionare in maniera unitaria. Credo sia arrivato il momento di valutare seriamente la possibilità di acquistare e gestire direttamente un mezzo destinato ai collegamenti con la terraferma. Una soluzione di questo tipo garantirebbe diversi vantaggi: maggiore controllo sul servizio, più qualità nelle prestazioni offerte e anche un significativo contenimento dei costi. Oggi il trasporto dei mezzi comporta spese molto elevate e, anche quando tali costi sono sostenuti dalle società che gestiscono il servizio di raccolta dei rifiuti, finiscono comunque per gravare indirettamente sui cittadini attraverso i contratti di servizio. Ritengo che una gestione condivisa tra i sei Comuni possa rappresentare una soluzione concreta ed economicamente più vantaggiosa».

Parliamo dei conti del Comune di Forio. Nell’ultimo Consiglio comunale il dibattito sul bilancio è stato particolarmente acceso. A distanza di qualche giorno, che cosa risponde a chi sostiene che la situazione finanziaria dell’ente non sia così solida come viene rappresentata?

«Rispondo con i fatti e con gli atti amministrativi. I conti del Comune di Forio sono solidi e questo non lo afferma soltanto l’amministrazione, ma emerge anche dalle valutazioni dell’organo di revisione. L’opposizione ha concentrato l’attenzione sul ricorso all’anticipazione di cassa, cercando di far passare il messaggio che il Comune fosse in difficoltà di liquidità. In realtà le cose stanno diversamente. Ho ricordato anche in Consiglio comunale che le amministrazioni precedenti hanno fatto ricorso ad anticipazioni ben più consistenti, arrivando in alcuni casi a circa sette milioni di euro. Nel nostro caso il ricorso all’anticipazione è legato soprattutto alla necessità di anticipare pagamenti relativi agli interventi finanziati con il PNRR e con le risorse del Commissario straordinario. Si tratta di somme che il Comune anticipa per consentire la realizzazione delle opere, in attesa dei successivi rimborsi previsti dalle procedure. È un meccanismo normale nella gestione di questi finanziamenti e non è indice di difficoltà finanziaria. Desidero inoltre sottolineare il grande lavoro svolto dagli uffici comunali, che stanno seguendo con competenza una mole di pratiche enorme. Grazie al loro impegno stiamo recuperando finanziamenti risalenti addirittura al 2018, al 2019 e al 2020, somme che erano state spese ma per le quali non erano state completate le procedure necessarie per ottenerne il rimborso. C’era il concreto rischio di perdere risorse importanti e invece siamo riusciti a recuperarle. Contemporaneamente abbiamo dovuto far fronte anche a debiti ereditati dal passato. Penso, ad esempio, alla vicenda della TEFA, il cui mancato pagamento ha comportato interessi e sanzioni che hanno inevitabilmente inciso sulle casse comunali. A questo si aggiungono altre situazioni, come alcuni canoni non corrisposti negli anni precedenti e, più recentemente, una sentenza sfavorevole relativa a un finanziamento per l’efficientamento energetico della scuola Balsofiore e di altri immobili comunali, che potrebbe comportare un esborso di circa 300 mila euro se l’esito del giudizio non dovesse essere ribaltato. Anche queste sono partite che oggi siamo chiamati ad affrontare».

«I conti del Comune di Forio, lo dicono anche i revisori. L’opposizione ha puntato il dito sull’anticipazione di cassa, cercando di far passare il messaggio che il Comune fosse in difficoltà ma le cose stanno diversamente»

Guardando al lavoro svolto finora, di che cosa si sente maggiormente soddisfatto? E quale risultato vorrebbe lasciare ai cittadini entro la conclusione del suo primo mandato?

«È difficile individuare un solo risultato, perché in questi anni abbiamo avviato un numero molto elevato di interventi e molti di essi saranno completati entro la fine dell’anno. Ciò che mi rende più orgoglioso è aver affrontato concretamente problemi storici che per troppo tempo erano rimasti irrisolti. Penso alla depurazione, alla riqualificazione di via Giovanni Mazzella, agli interventi su Cava dell’Isola e sulla baia di San Francesco, al nuovo centro di raccolta dei rifiuti, alla ricostruzione della scuola Santa Caterina e a tante altre opere attese da decenni. Sono questioni delle quali sentivo parlare già quando ero ragazzo e che, nonostante dieci anni di amministrazione precedente, erano rimaste sostanzialmente ferme. Oggi, invece, per ciascuno di questi interventi esistono finanziamenti, progettazioni e un percorso amministrativo ben definito. Alcune opere sono già partite, altre prenderanno il via nei prossimi mesi. Anche sul depuratore abbiamo impresso una svolta. Il progetto è stato rivisto e l’obiettivo è avviare le opere entro la conclusione del mandato, compresa la realizzazione della condotta sottomarina. E poi…».

E poi?

«Per quanto riguarda il centro di raccolta dei rifiuti, procederemo con gli espropri necessari per realizzare una struttura completamente diversa da quelle del passato. Comprendo le preoccupazioni dei residenti, ma oggi le tecnologie consentono di realizzare impianti moderni, privi di emissioni odorose e perfettamente integrati con il territorio. Sarà un centro di raccolta all’avanguardia, progettato nel rispetto dell’ambiente e della qualità della vita dei cittadini. A chi sostiene che verrà realizzato all’ingresso del paese rispondo semplicemente che sorgerà all’esterno del centro abitato e che rappresenterà un’infrastruttura moderna al servizio dell’intera comunità».

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