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Sulle tracce del vandalo che ha danneggiato la segnaletica CAI ad Ischia: un pericolo per l’incolumità degli escursionisti

Di Francesco Mattera*

Secondo la definizione fornita dall’articolo 1 dello Statuto, il Club alpino italiano (Cai), fondato a Torino nel 1863 su iniziativa di Quintino Sella, è una «libera associazione nazionale, che ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale». L’entusiasmo e l’impegno volontaristico che da sempre caratterizzano il Cai lo hanno reso un’eccellenza nel panorama associazionistico italiano ed hanno permesso di realizzare nel tempo un ampio ventaglio di opere a favore della montagna e dei suoi frequentatori, quali ad esempio rifugi, bivacchi, sentieri e rimboschimenti. Dal 2012 è attiva sull’isola d’Ischia una vivace sottosezione che sta operando sul territorio con i criteri ed i valori del Cai. Dopo i primi anni dedicati alla formazione dei primi soci ed alla redazione dei protocolli di intesa operativi con i vari comuni dell’isola verde, il gruppo ha poi cominciato ad occuparsi da un lato della divulgazione, attraverso attività escursionistiche e culturalie dall’altro della manutenzione e segnatura dei primi sentieri CAI sull’isola che sono stati individuati nel lavoro della regione Campania della geologa Lucilla Monti. Nel tempo questi percorsi sono stati integrati e questo lavoro di rilevamento e mappatura porterà alla realizzazione della carta escursionistica dell’isola d’Ischia. Uno degli aspetti più delicati su cui si sta lavorando è la segnatura dei sentieri, attività utile questa, per tutti quelli che vogliono vivere l’esperienza di una camminata in montagna, secondo i propri ritmi, ma nella maggiore sicurezza possibile.

Purtroppo nei sopralluoghi operativi dei membri attivi della sottosezione, da un po’ di tempo si sta registrando la rimozione o il danneggiamento dei segnali verticali (pali con frecce) eduna “strana” tendenza ad apporre segnali ufficiali in zone che non corrispondono al reale sviluppo del sentiero. Questo, oltre che stupido è davvero pericoloso, perché, assodata l’importanza della segnatura per consentire una fruizione autonoma del sentiero, prefigura vie diverse che potrebbero confondere l’escursionista, portandolo fuori pista, facendolo perdere e nei casi più gravi facendolo incorrere in qualche incidente. La sottosezione si sta muovendo con diverse azioni ed in particolare: la cancellazione dei segnali fuorvianti, l’apposizione di 5 fotocamere mimetiche lungo i sentieri, una denuncia contro ignoti ai carabinieri del nucleo forestale ed una segnalazione agli stessi di una persona sospetta individuata da alcuni dei 72 soci della sottosezione, camminatori e sentinelle vigili del territorio. Tutte azioni queste che tamponano di certo il problema, ma non lo risolvono, se alla base non si ha chiara la funzione della segnaletica sui sentieri e si ignorano i danni che questi gesti scellerati comportano.

I sentieri, se mantenuti percorribili, valorizzano non solo un patrimonio culturale per la conoscenza del territorio, ma costituiscono anche – e questo è un beneficio che spesso ignoriamo – uno strumento di tutela attivo e di presidio del territorio stesso. Dove passa un sentiero, e quel sentiero viene frequentato, il territorio è oggetto di un monitoraggio continuo; inoltre, se l’escursionista “Segue il sentiero” (cioè cammina sul sentiero), rispetta di conseguenza quanto sta al di fuori del sentiero e l’equilibrio di quell’ambiente è maggiormente garantito.Il crescente interesse per l’escursionismo che contraddistingue la nostra società e il conseguente accresciuto movimento di camminatori e di frequentatori di sentieri sul territorio abbisognano, a livello nazionale, di una rete organizzata di percorsi segnalati, per la fruizione alpinistica, escursionistica o semplicemente turistica. Ecco dunque che la segnaletica costituisce il “filo d’Arianna” che conduce sui sentieri gli escursionisti che non conoscono a sufficienza un territorio. Se tutti gli escursionisti, pur non conoscendo il territorio da visitare, fossero in grado di leggere una carta topografica di dettaglio e la cartografia rappresentasse fedelmente la morfologia e quanto presente sul territorio, la segnaletica sarebbe davvero inutile. Se tutti gli escursionisti non esperti si affidassero ad accompagnatori e guide, la segnaletica sarebbe superflua. E’ vero però che il movimento sul territorio della grande maggioranza dei frequentatori non esperti della montagna avviene sui sentieri, senza accompagnamento, con poche capacità di lettura della cartografia e che questa è talvolta carente di qualità.

La segnaletica dei sentieri è di diversi tipi:

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  • segnaletica verticale (detta anche principale) che è generalmente costituita dalle tabelle, poste all’inizio del sentiero e agli incroci più importanti, che contengono informazioni sulle località di posa, con nome e quota del luogo, o sulle località di destinazione (meta ravvicinata, intermedia e di itinerario) con i tempi di percorrenza e il numero del sentiero;
  • segnaletica orizzontale (detta anche secondaria o intermedia) che è formata da segnavia a vernice di colore bianco-rosso o rosso-bianco-rosso (detto anche bandierina e che contiene il numero del sentiero) posti all’inizio e lungo il sentiero, su sassi o piante, utilizzati per offrire l’informazione di continuità e conferma del percorso;
  • tabellone o pannello d’insiemeche è un pannello di grande formato, collocato nei paesi o principali luoghi d’accesso alle reti sentieristiche. Rappresenta l’insieme degli itinerari della zona, inquadrandoli anche dal punto di vista geografico, ambientale e storico. La struttura portante è generalmente in legno. Il pannello informativo è suddiviso in tre aree che contengono: 1) una cartografia schematica della rete escursionistica e dei collegamenti stradali e infrastrutture esistenti; 2) elenco degli itinerari escursionistici accessibili dal luogo, numero dei sentieri, tempi di percorrenza 3) note descrittive di carattere ambientale e storico riguardanti il territorio ed eventuali altre informazioni significative per la zona.

Di certo la via per vincere l’ignoranza passa attraverso la conoscenza e la divulgazione. In quest’ottica speriamo che questo piccolo contributo arrivi a chi hacommesso queste gravissime azioni, facendocapire la PERICOLOSITA’ del gesto compiuto. Perché come diceva Socrate: “Esiste un solo bene, la conoscenza, ed un solo male, l’ignoranza.”


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* Accompagnatore di Escursionismo del CAI, membro del direttivo CAI della Sottosezione di Ischia e Procida

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