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Sull’isola è giallo per una scossa sismica

L’evento si è verificato giovedì sera, con magnitudo 0.2. De Natale «Strano che sia stata percepita», il ricercatore non si sottrae alle domande di chi ha avvertito il fenomeno

Una scossa di terremoto registrata alle 22,08 di giovedì 19 novembre di magnitudo 0,2 ha creato un dibattito sui social. A segnalare l’evento sismico è stato Alex Cannava che si è rivolto direttamente a Giuseppe De Natale, ricercatore dell’INGV e già direttore dell’Osservatorio Vesuviano. Il fenomeno tellurico è stato avvertito sull’isola, soprattutto un forte boato conseguenza come al solito della modesta profondità dell’evento sismico ed è stato registrato ad una profondità di 0,38 km.

Il prof. De Natale ha spiegato come si sia avvertito il piccolo sisma «evidentemente perché estremamente superficiale, ma anche così risulta incomprensibile. La traccia sismica a IOCA è minima». E ha spiegato come «quando la profondità è così bassa, non può essere determinata con precisione, perché la massima precisione è comunque di 400-500 metri. Quindi non si può sapere se era a 20 metri piuttosto che a 500». Inevitabilmente il pensiero di chi ha avvertito la scossa è andato indietro fino al 21 agosto 2017 quando a Casamicciola ed in generale sull’isola di Ischia, anche in quel caso, si sentì un boato che accompagnò la scossa. Il ricercatore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia non si è sottratto alle spiegazioni, anche se via web, e ha chiarito come «la traccia sismica a IOCA è minima, quindi la magnitudo è bassissima. L’unica spiegazione è che sia talmente superficiale che si è sentita.

Dovreste controllare entro che distanza erano le persone che l’hanno sentita (come movimento tellurico, non come boato: il boato si sente anche a distanza notevole). Se la profondità fosse di poche decine di metri, già a 100 metri circa dall’epicentro il movimento del suolo non si dovrebbe più avvertire». Lo scorso mese di marzo a Casamicciola si registrarono due piccole scosse di magnitudo 1.4 (ad una profondità di 0.86 km) e la seconda 0.6 di magnitudo (ad una profondità di 0.54 km) che vennero avvertite nitidamente dalla popolazione. Anche in quel caso De Natale spiegò si lettori de Il Golfo come «Quando parliamo di terremoti molto superficiale, l’onda sismica quando esce dal terreno si trasforma in un’onda sonora perchè è ancora molto energetica. E poiché non riesce più a propagarsi nella roccia dato che supera il limite tra la superficie della terra e l’aria, diventa un’onda sonora».  «E per questo si sente il boato», incalza il ricercatore dell’Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia. E chiosa: «Questo fenomeno è diffuso questo fenomeno per i terremoti di Ischia e dei Campi Flegrei ovvero per dei terremoti che sono molto superficiali».

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