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Sull’isola torna il caro benzina, sfondato il tetto dei 2 euro a litro

Il prezzo più alto è stato registrato dall’osservatorio del Mise a Forio per 2,054 euro al litro. Prezzi alti anche per il diesel con 1,974 al litro (servito) e 1,754 in modalità self

All’aumento delle tariffe di luce e gas del +40%, si aggiunge anche il rincaro dei carburanti che pesa sulle tasche degli italiani con conseguenti ripercussioni sui consumi. Il prezzo della benzina infatti sale ancora e raggiunge i massimi degli ultimi sette anni, un record dal 27 ottobre 2014, quando svettò a 1,681 euro al litro. Secondo le rilevazioni settimanali del ministero della Transizione Ecologica, il prezzo medio della verde in modalità self si è attestato nella settimana appena trascorsa a 1,670 euro al litro (in rialzo di 8,58 centesimi), ovvero al livello più alto dalla fine dell’ottobre 2014, quando viaggiava in media a 1,681 euro. Sale anche il prezzo del diesel, in rialzo di 6,58 centesimi, a 1,516 euro al litro. Ma i prezzi medi nazionali sono ben lotani da quelli registrati ad Ischia. Basti pensare che in almeno un paio di distributori presenti sull’isola si è già superato il costi di 2 euro al litro per ciò che riguarda la verde. All’Agip di via Provinciale Forio -Lacco, ad esempio, già dal 14 settembre il costo della benzina verde servita ha superato il tetto dei 2 euro attestandosi su 2,054 mentre il self è a quota 1,834. Costi alti anche per il diesel che costa 1,974 al litro (servito) e 1,754 in modalità self. Negli altri distributori il prezzo cala, ma solo di pochi centesimi. il prezzo più basso registrato è a Forio sulla via Provinciale per Panza con il prezzo di 1,824 euro al litro di benzina verde erogata in modalità self. Mentre il diesel costa meno al distributore Ambrosino in via Cattolica a Barano e viene erogato a 1,744 euro al litro in modalità self. Basta prendere il traghetto, attraversare il mare ed il costo della benzina diminuisce. Il prezzo della benzina al litro in uno dei primi distributori incontrati sulla terraferma è di circa 30 centesimi in meno al litro che su un pieno può raggiungere anche 20 euro.

Alla ricerca di una spiegazione valida sul costo così alto del carburante sull’isola, abbiamo anche interpellato in passato anche l’Eni che in maniera inequivocabile ha confermato che il trasporto dalla terraferma all’isola facesse lievitare il costo del carburante. Questa affermazione alla luce del procedimento istruttorio dall’Antitrust chiuso nel corso del 2020 è più chiara. In passato è stata la stessa compagnia petrolifera a segnalare all’Antritrust un aumento “di oltre il 300% dall’estate 2018 al mese di aprile 2019” da quando “le due compagnie di navigazione che gestivano in regime di mercato il servizio di trasporto marittimo merci da e per l’isola (GML e Traspemar) hanno creato il Consorzio Trasporti Speciali Infiammabili e Rifiuti, il medesimo ha iniziato a gestire direttamente il servizio di trasporto marittimo degli infiammabili per tutte le isole del Golfo di Napoli e ha stabilito una tariffa comune per entrambe le imprese consorziate”.

Adesso che il consorzio non c’è più il costo dei carburanti è rimasto comunque differente (e più alto) rispetto alla terraferma.  «Il caro-benzina trascina con sé i prezzi al dettaglio, determinando tensioni nel settore alimentare, con i listini al dettaglio del comparto che agosto salgono del +0,8% — ha affermato Carlo Rienzi, presidente del Codacons —. Una vera e propria batosta invece per i trasporti, che crescono del +5,3% e una maggiore spesa per gli spostamenti che raggiunge +286 euro annui a famiglia». «I rincari della benzina alla pompa produrranno un aggravio di spesa, solo per i rifornimenti di carburante, pari a +324 euro annui a famiglia» ha commentato l’associazione riguardo anche alle recenti rilevazioni sui listini diffuse dal Mise. «Bisogna che il governo intervenga non solo su luce e gas, ma anche sul caro benzina, riducendo le accise sui carburanti— ha commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori —. Altrimenti queste tre voci rischiano di far schizzare verso l’alto l’inflazione con ripercussioni sul potere d’acquisto delle famiglie e, di conseguenza, sui consumi». Secondo quanto rilevato dall’associazione, da inizio anno, «un pieno da 50 litri è aumentato di 11 euro e 46 cent per la benzina e di 9 euro e 88 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 15,9% e del 15%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 275 euro all’anno per la benzina e 237 euro per il gasolio. In un anno, dalla rilevazione del 21 settembre 2020, quando la benzina era pari a 1,389 euro al litro e il gasolio a 1,267 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 14 euro e 10 cent in più per la benzina e 12 euro e 46 cent in più per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, del 20,3% e del 19,7%. Un rincaro che equivale, su base annua, a una mazzata pari a 338 euro all’anno per la benzina e a 299 euro per il gasolio».

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