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CRONACA

Summit sulla ricostruzione, ma il piano arriverà a ottobre

Ieri mattina l’incontro con i sindaci e la Regione, poi il commissario Legnini si è intrattenuto con i giornalisti illustrando la situazione attuale e le iniziative per accelerare le procedure

Il piano regionale per la ricostruzione è pronto. Lo ha assicurato il commissario Legnini nella conferenza stampa svoltasi ieri alle ore 13.00 a Palazzo Reale a Ischia, presso gli uffici della struttura commissariale, dopo il vertice mattutino con i sindaci di Lacco e Forio, il Commissario prefettizio di Casamicciola, e l’assessore regionale. Legnini ha illustrato i “pilastri” dell’azione volta ad accelerare la possibilità per i cittadini di ricostruire, a cinque anni dal sisma. Innanzitutto il commissario ha spiegato che, dopo aver varato pacchetto semplificazioni, tra poche settimane sarà la volta del piano di ricostruzione regionale, di fondamentale importanza non solo per le zone colpite dal sisma ma indirettamente anche per il resto dell’isola. Si tratta di un piano condiviso con i Comuni, perché alla base c’è lo studio del territorio e delle esigenze peculiari di ogni ente.

Il secondo “step”, spesso avvertito dai più come un ostacolo, è quello della Soprintendenza, che invece secondo Legnini costituisce un interlocutore tramite il quale il rapporto tra pianificazione in itinere e la ricostruzione potrà e dovrà essere dinamico. Il mese di settembre sarà importante in quanto si concluderà il confronto di merito tra gli attori coinvolti e poi si adotterà definitivamente il piano.

Il terzo pilastro è costituito dall’ordinanza a favore delle imprese danneggiate dal sisma, con cui si è tenuto conto della semplificazione degli oneri contributivi, della perdita di fatturato, delle scorte, fino alla delocalizzazione. Anzi, il commissario ha annunciato che tra pochi giorni, il 25 agosto, sarà varata la nuova ordinanza sul regime “de minimis”.

Infine, il quarto pilastro consisterà nello sblocco di una serie di opere pubbliche, al momento cinque opere per ogni comune. Legnini ha spiegato che a Lacco e a Forio saranno installate strutture prefabbricate per ospitare le scuole mentre si ricostruiranno i plessi. In questo caso, le relative ordinanze saranno varate a settembre, dunque poco prima del piano di ricostruzione, che è stato poi brevemente illustrato dall’assessore regionale Discepolo. Il piano si è basato su accurati studi geoelettrici relativi alla faglia sismica: dopo l’adozione della giunta sarà pubblicato per dare modo a tutti i soggetti interessati di muovere osservazioni prima dell’approvazione definitiva. Il mese di settembre sarà dedicato alla interlocuzione col Ministero della cultura, perché una delle caratteristiche del piano di ricostruzione è costituito dal fatto che esso avrà anche valenza paesaggistica. Dunque, un mese di dialogo e condivisione, poi a ottobre la definitiva approvazione. La ricostruzione in primis spetterà infatti alle amministrazioni, ma anche alla regione per quanto riguarda gli aspetti ambientali, e in generale si tratterà anche di un processo di rilancio e riqualificazione del territorio.

L’assessore Discepolo ha spiegato che il piano regionale di ricostruzione è pronto: sarà oggetto di dialogo con Soprintendenza e amministrazioni, prima della definitiva approvazione a ottobre

Il Commissario prefettizio Calcaterra ha espresso soddisfazione per questo che sarà un piano non calato dall’alto, ma condiviso tra le varie amministrazioni coinvolte, mentre il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale ha elogiato l’impegno e il pragmatismo di Legnini: il comune del Fungo si è visto finanziare le cinque opere, nelle quali verrà in rilievo l’area davanti all’ospedale recentemente acquisita dal comune. Pascale ha inoltre espresso apprezzamento per il metodo e il merito dell’assessore Discepolo, il quale ha lanciato l’idea del Piano intercomunale. Il primo cittadino ha sottolineato la coincidenza tra l’approvazione dei piani urbanistici e il piano di ricostruzione, che non dovranno confliggere e anzi potranno contribuire al rilancio dei territori, prima di concludere ricordando che, in concreto, dovranno essere i cittadini a ricostruire, usando gli strumenti apportati dal commissario e dalle altre istituzioni pubbliche.

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Il sindaco di Forio Francesco Del Deo da parte sua ha dichiarato: «Dopo cinque anni riesco a guardare negli occhi senza imbarazzo i cittadini terremotati, perché adesso abbiamo risposte concrete». Del Deo ha anche auspicato un rinnovo dell’incarico a Legnini dopo la scadenza del 31 dicembre, annunciando una nota congiunta al futuro governo affinché l’incarico sia rinnovato. Legnini ha poi elencato alcuni numeri: sono state registrate 800 manifestazioni di volontà, per 1400 unità abitative. Saranno riaperti i termini per le istanze, fino al 30 settembre.

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Il commissario ha anche voluto chiarire un aspetto, smentendo coloro che aveva parlato di fallimento della conferenza di servizi per l’esame delle istanze di condono a causa di ostracismo della Soprintendenza, in quanto quest’ultima ha solo chiesto dei chiarimenti, attendendo l’approvazione del piano regionale di ricostruzione prima di riesaminare le istanze. Inoltre, Legnini ha spiegato che le ricostruzioni conformi alla situazione preesistente non avranno bisogno di autorizzazione paesaggistica, e che in definitiva le istanze di condono vanno istruite “fuori” dalla conferenza ma approvate all’interno di essa. Il commissario ha precisato che dovranno essere previste alcune deroghe per far partire i cantieri al più presto, stimando che la ricostruzione, compresa l’eventuale delocalizzazione, è stimata in circa 700 milioni di euro. E proprio in chiusura dell’incontro l’onorevole Legnini ha voluto sottolineare che gran parte degli edifici da ricostruire non ha bisogno della pianificazione regionale, e che solo un 10% delle istanze potrebbe dover attendere un po’ di più per essere evaso, mentre tutte le altre saranno risolte in conferenza dei servizi.

Secondo Legnini, la gran parte degli edifici da ricostruire non ha bisogno della pianificazione regionale: il commissario ha smentito anche le presunte difficoltà con la Soprintendenza nella conferenza decisoria

Insomma, il piano adesso c’è, la regione vuole che prima sia condiviso con la Soprintendenza (e quindi col Ministero) e con le amministrazioni locali. Poi toccherà ai tecnici dei cittadini presentare le istanze, il cui numero, almeno finora, è stato inferiore alle attese.

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