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Super Eco, Nicolella all’attacco: «Chiudeteli in un manicomio giudiziario»

di Francesco Castaldi

FORIO – Nell’edizione di ieri abbiamo dedicato un dettagliato approfondimento alla Super Eco, l’azienda che prenderà il posto della Ego Eco nella gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani nell’ambito del Comune all’ombra del Torrione. Dopo aver letto la visura ordinaria contenuta all’interno del registro delle imprese della Camera di Commercio di Frosinone, abbiamo scoperto che l’amministratore unico della società (che ha un capitale sociale di 10.000 euro) è lo stabiese Luigi Cirillo, che ha ottenuto la nomina il 14 luglio scorso. Un altro aspetto significativo – e che ha già destato le perplessità di alcune persone – è costituito dal fatto che socio unico e rappresentante dell’impresa è Carlo Ciummo, figlio dell’ex amministratore della Ego Eco Vittorio. Come si evince in maniera inequivocabile dalla visura, il rampollo del patron della società di raccolta di rifiuti solidi urbani ha assunto la carica di socio unico della Super Eco (costituita il 7 gennaio di sei anni fa) il 4 dicembre 2015, e quindi molti mesi prima che venisse annunciata la cessione del ramo d’azienda della Ego Eco.

Sulla questione relativa alla nettezza urbana del nostro paese è intervenuto nel pomeriggio di ieri l’avvocato Nicola Nicolella. Nel corso del nostro colloquio, il consigliere di minoranza e capogruppo di “Gente Comune” ha dichiarato: «Quando il sindaco leggerà quello che sto per dirle – ha esordito Nicolella – convocherà immediatamente una riunione di maggioranza invitando tutti a non rilasciare più interviste perché dirà che i giornalisti strumentalizzano le loro dichiarazioni. Allora sarà il turno del Presidente del Consiglio che si prenderà una ramanzina per quanto detto, perché a volta dimentica che come nelle favole anche nella realtà esiste il grillo parlante. Mi chiedo se il Presidente del Consiglio “appezzottato”  (spero che non si offenda visto che è la realtà, e non ricordo nemmeno quanti voti abbia preso con tutto l’appoggio del Regine rinnegato) quando rilascia delle dichiarazioni è consapevole di dove vive, dal momento che nella sua inconsapevolezza è perennemente chiuso nelle quattro mura di casa sua con un regolamento che ha una interpretazione che solo lui riesce a dare».

«Solo per vie traverse – prosegue l’avvocato – vengo a conoscenza di un verbale di verifica periodica del Collegio sindacale della Torre Saracena del 26 luglio di quest’anno, indirizzato, tra l’altro, al Presidente del Consiglio, il quale avrebbe dovuto, a mente del TUEL, portarlo a conoscenza di tutti i consiglieri comunali. Da tale verbale emergono fatti gravissimi che mal si conciliano con l’azione di responsabilità portata avanti dal sindaco sulla Torre Saracena. Il sindaco prima nomina quale esperto consulente il dottor Ghirelli, con un compenso indicato dal tariffario professionale previsto dalla legge 27/2012. Ma chi è Ghirelli che si fa pagare con un tariffario di una categoria a cui non appartiene? Ma come ha fatto il sindaco a far nominare il dottor Ghirelli senza alcun rispetto “delle procedure selettive pubbliche o comunque principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità […] per il conferimento di incarichi a soggetti esterni”, così come viene contestato ai destinatari dell’azione giudiziaria?».

A questo punto chiediamo all’avvocato di fornirci una sua opinione sulla Super Eco: «La Ego Eco S.r.l. è una società in amministrazione controllata, e come già dissi in passato, non poteva più distogliere i soldi che il Comune di Forio elargisce per il servizio in quanto quei soldi oltre alle spese del personale debbono andare a ripianare i debiti della società, se questi potranno essere ormai ripianati. Questa situazione non favorisce nemmeno la corruttela in quanto le somme si presume vengono controllate dal delegato del Giudice. Allora, appare semplice capire che il fitto di Azienda non è altro il sistema per evitare il controllo di quanto arriva nelle casse della Ego Eco. Ed il sindaco? Bene! Ha dato il suo beneplacito! E non poteva essere diversamente. Qualcuno si chiede se questo poteva essere fatto. Prima della nuova normativa sul codice degli appalti, avrei detto di sì se ci fosse, come più volte sancito dalla giurisprudenza di legittimità, una discontinuità tra la società cedente e la cessionaria, ma con la nuova disciplina ho i miei dubbi sulla liceità dell’operazione».

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«In ogni caso – sottolinea Nicolella – anche i ciechi capiscono che tra le due società vi è una continuità, e la prova non è dovuta solo alla stretta parentela tra l’amministratore della Ego Eco e la nuova proprietà della Super Eco, ma dalla circostanza che quest’ultima è comparsa all’improvviso senza alcuna esperienza nel settore. Penso che là Ego Eco si stia preparando al fallimento e questa manovra dovrà servire a non perdere l’unica committenza, con l’avallo del sindaco. Certo che il Ciummo dovrà essere molto grato al sindaco Del Deo che permette tutto questo a svantaggio dei lavoratori e del Comune pensando che ha consentito anche l’assunzione della figlia di Vittorio Ciummo, la signora Augusta o meglio Regine, quest’ultimo anch’egli beneficiato dal buon sindaco. E per non parlare delle maggiori somme riconosciute alla Ego Eco senza alcuna giustificazione con la delibera del giugno 2014, per la quale la Corte dei Conti ha iniziato ad accendere i riflettori. Un suggerimento mi viene da dare agli inquirenti alla luce delle precedenti indagini espletate negli anni 2011 e 2012: non pensare più alle intercettazioni ambientali. Ormai quell’esperienza ha insegnato. Useranno adesso altri mezzi, forse i pizzini. Ai consiglieri comunali, quelli veri e non le libellule – conclude Nicolella – suggerisco di fare attenzione perché prima o poi anche la magistratura ordinaria inizierà a vedere e basterà poco per capire tutto ciò che si nasconde dietro alle scellerate scelte di alcuni politici che pensano la notte per come rubare di giorno».

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