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CRONACA

Super green pass negli alberghi, l’isola si divide

Per il presidente di Federalberghi Luca D’Ambra nessun dubbio: «E’ una follia, si rischia di sbattere la porta in faccia a milioni di turisti stranieri». Di diverso tenore il parere del responsabile per le isole minori, Ermando Mennella: «Credo che il turismo natalizio isolano non sarà intaccato dalle nuove norme disposte dal Governo»

Con il nuovo decreto del governo per far fronte alla quarta ondata di Covid, soprattutto in vista del periodo delle feste natalizie, arriva anche una stretta sugli alberghi. Se fino ad oggi per soggiornare in un hotel non era necessario esibire il Green Pass, a partire dal 6 dicembre le regole cambieranno e anche per andare in albergo bisognerà esibire il Green Pass. C’è però da fare una distinzione. Nel nuovo decreto, almeno fino al 15 gennaio, il governo ha introdotto il Super Green Pass ottenibile solo con il vaccino o dopo la guarigione, per accedere alle attività che nelle zone colorate diventano oggetto di restrizioni: quindi ristoranti al chiuso, cinema e teatri, ad esempio.

Per andare in albergo non viene richiesto questo Green Pass, ma quello che abbiamo utilizzato fino ad oggi, che si può quindi scaricare anche dopo aver fatto il tampone. Insomma, oltre ad introdurre il Super Green Pass, nel nuovo decreto il governo ha anche voluto estendere l’utilizzo della Certificazione Covid ad altri settori, in cui prima non era prevista. Quindi, come abbiamo detto, gli alberghi, ma non solo. Diventerà obbligatoria anche per accedere agli spogliatoi per l’attività sportiva, per i servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale e per il trasporto pubblico locale. Le nuove regole saranno valide già dalla zona bianca. Il Green Pass per andare in albergo servirà quindi indipendentemente dal colore della Regione in cui si trova la struttura. In generale, dal 6 dicembre per entrare negli alberghi anche in zona bianca sarà necessario esibire il Green Pass “base”, cioè ottenibile anche con tampone molecolare (valido per 72 ore) o antigenico (valido per 48 ore) dall’esito negativo. All’interno delle strutture servirà poi il Green Pass anche per accedere ai ristoranti, nelle piscine, nelle palestre o nei centri benessere. Le regole dovrebbero valere allo stesso modo anche per i viaggiatori dall’estero, anche se il governo sta pensando di introdurre ulteriori misure di controllo ai confini, soprattutto per chi arriva dai Paesi dove è alto il numero dei contagi.

Questo nuovo provvedimento divide il mondo degli addetti al settore alberghiero. «E’ una follia». È il commento lapidario del presidente di Federalberghi Ischia Luca D’Ambra. «La proposta di consentire l’accesso agli alberghi unicamente alle persone munite del cosiddetto “Super Green Pass” rischia di chiudere le porte dell’Italia a milioni di cittadini stranieri che sono stati immunizzati con un vaccino non riconosciuto dall’autorità europea», continua il presidente dell’associazione degli albergatori riferendosi ai turisti provenienti dalla Russia, ad esempio. «Sono davvero amareggiato – continua – perché da due anni siamo alle prese con continue limitazioni ed ogni qualvolta vediamo la luce in fondo al tunnel, arrivano delle novità che rischiano di vanificare tutto il lavoro fatto».

Critica anche la posizione di Federalberghi nazionale. «Si tratta di una nuova mazzata che si abbatte sul settore, dopo che la Banca d’Italia ha certificato che nei primi otto mesi del 2021, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è diminuita di quasi 19 miliardi di euro, con un calo del 61,4% rispetto al 2019. Un ulteriore problema – afferma la Federalberghi – riguarda chi viaggia per lavoro. Apprendiamo dalle cronache che per accedere ai luoghi di lavoro sarà sufficiente il green pass semplice. La logica vuole che la medesima deroga debba essere accordata a chi viaggia per motivi di lavoro e ha bisogno di pernottare fuori casa. Tra questi, spesso vi sono gli esponenti delle forze dell’ordine e gli addetti alle attività di trasporto. Senza dimenticare che non sono rari i casi di persone che soggiornano stabilmente presso strutture ricettive, per ragioni di lavoro, di studio o di salute».

Ermando Mennella, presidente di Federalberghi isole Minori mette in luce un ulteriore aspetto. «Tutti i vincoli che saranno applicati alle strutture ricettive ufficiali, devono essere validi anche per gli affitti in locazione breve. Se non si seguisse questa strada, al danno si aggiungerebbe la beffa: sarebbero scoraggiati i soggiorni nelle strutture ufficiali, che rispettano le regole, applicano rigorosi protocolli di sicurezza e pagano gli stipendi, mentre verrebbero incentivati i soggiorni presso alloggi che sfuggono a ogni regola e si sottraggono a ogni controllo», spiega. «Credo – ha detto ancora – che il turismo natalizio isolano non sarà intaccato dalle nuove norme disposte dal Governo. le eventuali cancellazioni possono avvenire non per il green pass, ma se ci si sente meno sicuri». «Quindi – chiosa Mennella – ben venga questo nuovo dispositivo purché si continui a salvaguardare la salute e nel contempo si pensi alla ripresa di tutte le attività».

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Valerio Nicastro

Dite al presidente Mennella che le locazioni brevi sono sottoposte agli stessi obblighi degli albergatori. Prego leggere le linee guida della conferenza Regioni. E che le locazioni brevi sono pienamente legali: chi non lo è deve essere perseguito

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