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Sventato il “colpo di mano” al parcheggio ex Jolly a Ischia

Inizia tutto in una mattinata che da quelle parti tranquilla non lo è mai. Via Alfredo De Luca è una di quelle arterie ischitane che sono un po’ l’icona della devastante situazione che vive il traffico sull’isola verde. Per percorrerla da Piazza degli Eroi fino a Piazza Antica Reggia nelle ore di punta possono occorrere anche venti minuti, e non stiamo affatto scherzando. E’ lì che insiste uno storico parcheggio, denominato Parcheggio del Jolly perché di fatto “attaccato” all’ex albergo della catena alberghiera oggi Re Ferdinando. E’ un giorno feriale e lavorativo a tutti gli effetti e nell’area c’è un via vai di autovetture, in alcuni momenti si arriva finanche a rischiare il classico “overbooking”. I gestori della struttura si muovono come al solito, sincronizzati tutti – più o meno, ad essere sinceri – come degli orologi svizzeri: c’è chi all’ingresso ti dice dove andarti e sistemare e se lasciare le chiavi sul cruscotto, chi si preoccupa di consegnare al conducente la copia del biglietto e chi dall’altra parte attende i clienti che escono e devono pagare il conto. Il solito tran tran insomma, caotico quanto si vuole ma in ogni caso assolutamente nella norma. Fino a quando non succede qualcosa di anomalo.

LA DITTA E LE PERFORAZIONI DA ESEGUIRE

Un gruppo di persone appartenenti ad una ditta – arcinota, per la verità – che effettua una serie di lavori pubblici per conto del Comune di Ischia, si presenta all’interno del parcheggio e senza tanti fronzoli comincia a guardarsi intorno e quasi a prendere una serie di “misure”. I gestori della struttura chiedono spiegazioni e questi rispondono loro che devono “fare una serie di buchi nel pavimento” per una serie di verifiche che sfuggono a noi comuni mortali. Apriti cielo, in quel momento è scattata una vera e propria tenzone tra le parti. Perché naturalmente chi si trovava all’interno del parcheggio si è rifiutato tassativamente di autorizzare questo tipo di opere, per una serie precisa di motivi: la stessa era che non si era in presenza di autorizzazioni o ordinanza ad hoc, ed in secondo luogo il fatto che non essendo stato dato il preavviso del caso e con un parcheggio colmo di macchine e dunque persone c’era il rischio che quelle buche potessero diventare una trappola e che qualcuno si facesse male. Ne è nata una discussione che a un certo punto pareva interminabile, poi alla fine pare che gli operai della ditta ed il loro “capoccia” si siano definitivamente allontanati dal parcheggio. Secondo alcune indiscrezioni, tra l’altro, qualcuno lo avrebbe fatto utilizzando anche una terminologia poco ortodossa rivendicando una futura “resa dei conti”, ma su questo dettaglio – anche perché andrebbe confermato – preferiamo stendere un velo pietoso.

OMBRE, SOSPETTI E PERPLESSITA’ DAL 2011 AD OGGI

Nell’attesa di capire cosa racconteranno le prossime puntate, è impossibile non soffermare la propria attenzione sulla realizzazione di questo parcheggio interrato, che sta facendo discutere per tutta una serie di motivi e che in un passato anche abbastanza recente ha causato non pochi problemi. E questo fin da marzo 2011, quando la giunta municipale votò la delibera ad hoc per l’approvazione del progetto preliminare relativo al primo lotto. Perplessità che ad onor del vero non nascono soltanto dal fatto che contrariamente agli orientamenti sempre più in voga si realizzi un parcheggio nel cuore del paese e non all’esterno della sua zona nevralgica, quanto anche per un muro di contenimento che andrebbe eretto sotto al livello della strada per evitare i problemi che potrebbero derivare dai bacini termali esistenti in zona. Ma quell’acqua dove finirebbe con defluire? Una domanda tutt’altro che irrilevante, soprattutto laddove si consideri l’elevata urbanizzazione della zona con la presenza di svariate abitazioni, esercizi commerciali e strutture ricettive.

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L’INTERVENTO DELL’ANAC E L’INTERROGAZIONE DI BERNARDO

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Immancabile all’appello sulla questione è sbucato anche il consigliere di minoranza Carmine Bernardo che dapprima scrisse all’Anac sollecitando l’intervento dell’organismo presieduto dal magistrato Raffaele Cantone e poi successivamente fu artefice di un’interrogazione consiliare nella quale evidenziava quelle che egli stesso riteneva essere una serie di illegittimità e criticità di seguito riportate: «Nella determina dirigenziale n. 456 del 26.04.2011 in uno dei premesso viene affermato “… l’Amministrazione comunale di Ischia, allo stato dispone agli atti di un progetto completo all’art. 18 del DPR 554/99, che è stato approvato dalla stessa amministrazione ed ha già riportato il parere positivo in materia paesaggistica, … omissis”. Si rileva che il progetto di cui all’Autorizzazione Paesaggistica n. 17 del 11.10.2005 non poteva costituire, contrariamente a quanto affermato nella determina, riferimento per le opere previste nel progetto stralcio di che trattasi, stante l’inefficacia di detta Autorizzazione ai sensi del art. 146 comma 5 del D.Lgs 42/2004 e ss.mm.ii e non essendo state realizzate le opere autorizzate sotto il profilo paesaggistico. Ai sensi dell’art. 106 comma 1 del DPR 207/2010 “L’avvio delle procedure di scelta del contraente presuppone l’avvenuta validazione del progetto di cui all’articolo 55, previa acquisizione da parte del responsabile del procedimento dell’attestazione del direttore dei lavori in merito: alla accessibilità delle aree e degli immobili interessati dai lavori secondo le indicazioni risultanti dagli elaborati progettuali; alla assenza di impedimenti sopravvenuti rispetto agli accertamenti effettuati prima dell’approvazione del progetto; alla conseguente realizzabilità del progetto anche in relazione al terreno, al tracciamento, al sottosuolo ed a quanto altro occorre per l’esecuzione dei lavori. Tale attestazione è rilasciata dal responsabile del procedimento nel caso in cui non sia stato ancora nominato il direttore dei lavori”. Tale attestazione, richiesta dal sottoscritto, non risulta reperibile, guarda caso, agli atti di ufficio».

«TUTTE LE ILLEGITTIMITA’ NELLA PROCEDURA DI GARA»

Il consigliere di minoranza aggiungeva ancora che «comunque, all’avvio della procedura di gara l’attestazione de quo non poteva essere fatta e se è stata fatta, essa è falsa in quanto il progetto non era cantierabile (e quindi l’opera effettivamente appaltabile) per i seguenti motivi: Manca procedura di verifica e validazione del progetto (relazioni, rapporti e atto finale dei soggetti abilitati alla verifica, del direttore dei lavori e del responsabile del procedimento – artt. 44 e segg. del d.P.R. 207/2010); Il progetto non aveva ottenuto l’Autorizzazione Paesaggistica di cui all’art. 146 del D.Lgs 42/2004 così come specificato al precedente punto 1); Mancanza dell’effettiva disponibilità dell’importo corrispondente al finanziamento assegnato previsto per i lavori sulla base delle somme indicate nel quadro economico di progetto. Le somme assegnate con il finanziamento di cui alla legge 448/2001 erano state eliminate per perenzione dal bilancio dell’esercizio finanziario 2008. Considerato che la richiesta di reiscrizione dei residui perenti comporta la necessità di utilizzo delle somme stesse nel corso del medesimo esercizio finanziario, con conseguente perdita del titolo definitivo della parte non utilizzata e che prima di procedere alla richiesta di reiscrizione in bilancio al competente Ministero dell’economia e delle finanze è necessario che l’amministrazione comunica l’affidamento dei lavori di esecuzione e/o di avvenuta realizzazione dell’opera attraverso adeguata documentazione, appare evidente che non vi erano tempi certi per la disponibilità del finanziamento. Infatti i lavori ancora oggi non sono stati affidati. È opportuno sottolineare che la verifica della cantierabilità è infatti finalizzata a garantire l’effettiva esecutività delle opere anche rispetto a tutti quegli elementi (stato dell’area, presenza di impedimenti, possibili difficoltà operative) che non sono legati all’iter autorizzativo ma che costituiscono passaggi essenziali da superare per consentire lo svolgimento dei lavori nei tempi e costi previsti. Questo aspetto assume un valore determinante nella valutazione di idoneità di un progetto per utilizzo di risorse che sono legate a una tempistica certa; si può dire che la cantierabilità rappresenti un indicatore molto significativo e condizionante per la concreta possibilità di eseguire l’opera entro i tempi stabiliti dal relativo canale di finanziamento». Poi, dopo che la questione pareva essere temporaneamente caduta nell’oblio, eccola riesplodere ieri con questa improba “invasione di campo” immediatamente rispedita al mittente. Cosa succederà nella prossima puntata?

Gaetano Ferrandino

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