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Svolta per il “nuovo” Pio Monte, la Sovrintendenza ha detto sì

Notificato al Comune e al responsabile dell’ente morale il parere favorevole al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica: il progetto della struttura extralusso ha desso la strada spianata. L’ultimo atto sarà il rilascio del titolo edilizio da parte dell’ente del Capricho

La notizia è di quelle particolarmente gradite, soprattutto per coloro che l’hanno ricevuto. Dalla Sovrintendenza di Napoli è giunta al responsabile dell’area paesaggistica del Comune di Casamicciola Agnese Cianciarelli e al soprintendente dell’Ente Pio Monte della Misericordia Alessandro Pasca Di Magliano una nota relativa al progetto denominato “intervento di consolidamento, restauro e recupero funzionale del complesso monumentale termale Pio Monte della Misericordia”, che reca una frase decisamente dolce ossia riferisce del parere favorevole con integrazioni all’istanza di autorizzazione paesaggistica.

Insomma, tradotto in parole povere, non ci sono più vincoli ne nulla osta di alcuna natura alla realizzazione del progetto che dovrebbe portare (il condizionale è sempre d’obbligo, per quanto la trattativa appare ormai avviatissima, ed è anche un’espressione prudente) il Pio Monte nelle mani di una cordata che finalmente porterebbero l’area ad uno splendore probabilmente mai visto prima. Nella parte finale del documento si legge che “sotto il profilo paesaggistico le opere non risultano in contrasto con i caratteri paesaggistici del sito di intervento e del suo contesto” e pertanto “si esprime parere favorevole al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica in conformità della proposta pervenuta, fatto salvo il diritto dei terzi con le seguenti prescrizioni: si confermano le prescrizioni contenute nell’autorizzazione espressa ai sensi dell’art. 21 del D. Lgs 42/2004, inviata con prof. 11353 del 16 luglio 2019 all’interno della visione progettuale globale siano rimosse tutte le parti abusive e gli interventi impropri che gravano sul bene vincolato oggetto di intervento; le aree cortili zie vengano incrementate di alberature autoctone di medio e alto fusto”.

ALESSANDRO PASCA DI MAGLIANO

Ancora i firmatari del progetto (il responsabile del procedimento Marco de Napoli, il funzionario archeologico Maria Luisa Tardugno e naturalmente Teresa Elena Cinquantaquattro aggiungono che “sotto il profilo archeologico, considerato l’enorme interesse dell’area ancorché urbanizzata, si chiede che tutte le attività interferenti con il sottosuolo vadano eseguite sotto il controllo di archeologici specializzati ed in possesso di adeguato curriculum professionale che andrà preliminarmente sottoposto all’esame di questa Sovrintendenza, il cui onere ricadrà sul richiedente”. Poi si legge che “si evidenzia he le opere risultano non assentibili se relative ed incidenti su ulteriori aree, manufatti o parti di essi abusivamente modificati/realizzati e non sanati. L’amministrazione comunale interessata, in ragione della necessità di adempimento del potere di vigilanza in materia edilizia e urbanistica, vorrà verificare il puntuale rispetto delle prescrizioni impartite in sede di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica ai sensi e per gli effetti del D.L. 2004 e successive modifiche e integrazioni”.

In un secondo documento la Sovrintendenza, preso atto dei grafici che abbiamo più volte mostrato e che manifestano la volontà di realizzare un centro termale extralusso nelle attuali rovine del Pio Monte, “raccomanda” anche un’altra serie di prescrizioni da seguire. Per esempio sarà d’obbligo ripristinare tutti gli apparati decorativi nel rispetto delle dimensioni e dei materiali originari, così come durante il corso dei lavori alla Sovrintendenza dovranno essere trasmesse le tavole del progetto particolareggiato dell’area ex Cappella. Ancora, si precisa che la piscina esterna dovrà avere un fondo verde scuro, così come sarà obbligatorio mantenere in essere le attuali quote delle due corti laterali prevedendo per la cavea delle strutture temporanee facilmente removibili. Gli intonaci restano “sacri” e andranno toccati solo se necessario e seguendo determinati standard.

Si legge poi che “per la pitturazione dei prospetti esterni è d’obbligo effettuare delle indagini stratigrafiche per l’individuazione della tinta originaria e sottoporre al funzionario di questo ufficio la campionatura prescelta”. A questo punto l’iter può dirsi praticamente concluso, giacché lo scoglio più arduo è stato superato. All’ente del Capricho, per la cronaca, non resta altro da fare che procedere al rilascio del titolo edilizio, che certo non dovrebbe essere impresa ardua. La nuova era del Pio Monte, probabilmente, non è mai stata così vicina.

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