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Taki, passioni mediterranee, la mostra da domani al Bar Maria

Di Isabella Puca

Forio – Manca davvero poco al vernissage dell’esposizione di opere in terracotta e maiolica di Taki Calise. l’evento, in occasione della manifestazione “Torri in festa Torri in luce”, si terrà da domani, sabato 18 giugno alle ore 19:00 al Bar Maria di Forio, ma sarà possibile visitare la mostra fino al 26 giugno. Sono dieci anni che quest’artista foriano ha salutato la vita terrena lasciando, grazie alla sua arte, un ricordo vivo più che mai. «Taki Calise è stato artista a 360 gradi. Eclettico. Visionario. Guascone. Assetato di vita. Figlio di quella magna Grecia che gli ha dato i natali. Ischitano e foriano DOC, ha saputo nelle sue opere cosi come nella vita coniugare al meglio lo spirito i sensi i colori e le forme di un mediterraneo ancora non tinto del sangue odierno». È così che ci delinea la sua figura lo scrittore Andrea Esposito, suo amico di famiglia, testimone di nozze e compagno di mille battaglie civili e politiche dei suoi genitori, padre appassionato del suo amico fraterno Michele. «Taki è stato per me l’icona più vintage e rappresentativa oggi si direbbe “glamour”, ma questo termine non fa per lui, di un epoca che per me è stata infanzia e adolescenza, ma per loro, gli adulti di allora, è stato un momento di tensione sociale creatività e vitalità non solo artistica che Forio non ha poi mai più vissuto».13221477_593379257493109_7583875442721987874_n Tra i soggetti centrali della sua creatività, la donna, non solo in quanto desiderio dei sensi ma come caleidoscopio della vita dell’essere umano: madre, compagna, amante, contadina, gitana. «In Taki la vita si fonde e rigenera impedimenti poiché dove vi è estasi, armonia e piacere, non vi è bisogno di alcuna redenzione, ma solo di esser vivo. E Taki è vivo oggi più che mai. Le sue opere hanno nella convulsa realtà odierna una attualità che lascia quasi attoniti». Laureato in economia, Taki decise di seguire la sua grande passione artistica frequentando cenacoli culturali di quegli anni; Forio era il centro e a frequentarlo erano soprattutto artisti del calibro di Guttuso, Pagliacci, Cremonini e Bargheer. Il suo primo laboratorio, nell’officina meccanica del padre, a Lacco Ameno e poi a Forio con l’apertura della sua prima bottega. Era il 1980. Il 10 marzo 2006 Taki scomparve improvvisamente, nel pieno della sua produzione artistica. «Amavo Taki – conclude Andrea – poiché pur essendo coetaneo di mio padre e degli altri impegnati combattenti del PCI anni ottanta egli mi parlava scherzava si confrontava e mi rallegrava come gli altri di quel gruppo non sapevano, né volevano fare poiché bisognava spesso mostrare il grugno truce e la fronte aggrottata. Taki mostrava spesso, quasi sempre, anche quando forse dentro ribolliva, un sorriso aperto e contagioso non perché non fosse serio, ma semplicemente era vero. Con quello sguardo e quel guizzo ilare negli occhi io voglio ricordarlo. Di quei sorrisi io lo ringrazio di averli potuto condividere con lui, tra le sue opere, nel suo atelier o per strada, tra quegli odori, con quella barba che si è fatta logo di Taki artista. Mi ritengo privilegiato di averlo conosciuto e ammirato, non solo per quello che è stato, ma anche per lo stile con il quale ha rappresentato il suo essere più di tanti altri».

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