TARI alle stelle, gli albergatori tra crisi e chiusure: «Non ce la facciamo più»
La pressione fiscale su TARI e IMU continua a pesare sulle imprese turistiche dell’isola. I bonus introdotti dal Comune di Ischia rappresentano un primo segnale, ma per molti operatori del settore alberghiero non sono sufficienti: servono interventi strutturali per ridurre davvero i costi e sostenere le aziende

Il tema della TARI e della pressione fiscale sulle imprese turistiche torna con forza al centro del dibattito sull’isola d’Ischia. In particolare, il comparto alberghiero continua a denunciare una situazione ormai diventata difficile da sostenere, con costi di gestione sempre più elevati e margini di manovra ridotti.
Nei giorni scorsi il Comune di Ischia ha presentato un nuovo sistema di incentivi fiscali finanziato attraverso l’incremento del gettito dell’imposta di soggiorno. Il provvedimento, promosso dall’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Ferrandino, introduce cinque tipologie di bonus pensati per sostenere l’economia locale e contrastare fenomeni come la desertificazione commerciale e gli squilibri del mercato immobiliare legati al turismo.
Tra le misure previste figura un bonus destagionalizzazione per le strutture ricettive, che prevede uno sconto sulla TARI pari al maggior gettito dell’imposta di soggiorno versato tra maggio 2026 e maggio 2027 (con esclusione dei mesi di giugno e agosto), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il beneficio sarà riconosciuto alle strutture che resteranno aperte almeno 50 giorni tra il 1° novembre 2026 e il 31 marzo 2027 e che registreranno almeno 400 pernottamenti nello stesso periodo.
La pressione fiscale su TARI e IMU pesa sempre più sulle imprese turistiche dell’isola di Ischia. Gli albergatori chiedono interventi strutturali per sostenere il settore.
Accanto a questo incentivo sono stati introdotti altri quattro bonus:esenzione IMU per i proprietari di locali commerciali sfitti che li affitteranno entro il 2026;esenzione TARI per chi avvierà nuove attività commerciali negli stessi immobili;riduzione IMU del 30% per i proprietari che metteranno le vetrine a disposizione di iniziative commerciali o culturali;esenzione IMU per quattro anni per chi stipulerà contratti di locazione residenziale nel centro cittadino.
Il fondo che finanzierà queste agevolazioni sarà alimentato dall’aumento dell’imposta di soggiorno, che dal 15 maggio 2026 subirà un adeguamento delle tariffe differenziato per categoria di struttura e periodo dell’anno.
Se da un lato l’iniziativa del Comune rappresenta un tentativo di sostenere alcune dinamiche economiche del territorio, dall’altro non mancano le perplessità da parte degli operatori turistici, in particolare degli albergatori.
Il Comune di Ischia, guidato dal sindaco Enzo Ferrandino, introduce cinque bonus fiscali finanziati con l’aumento dell’imposta di soggiorno. Ma gli albergatori giudicano i bonus discriminatori
Il nodo principale resta infatti la pressione fiscale complessiva, con IMU e TARI considerate tra le più pesanti per le imprese del settore. Molti operatori sottolineano come i bonus previsti non incidano realmente sui costi strutturali delle aziende alberghiere, che continuano a sostenere spese molto elevate per tasse, personale, energia e gestione.
Per gli imprenditori del comparto la questione non può essere affrontata solo attraverso incentivi selettivi o temporanei. La richiesta che emerge con sempre maggiore forza è quella di una riduzione strutturale delle aliquote IMU e della TARI, ritenuta l’unica strada per restituire competitività alle imprese turistiche.
Il tema non riguarda solo il Comune di Ischia, ma l’intero territorio dell’isola. Negli altri comuni, infatti, al momento non sono state introdotte misure significative per alleggerire il carico fiscale sulle attività economiche.
Questo immobilismo rischia di aggravare ulteriormente la situazione di molte imprese. Il settore alberghiero rappresenta una delle principali colonne dell’economia locale e la sua difficoltà si riflette inevitabilmente su tutto il tessuto economico dell’isola.
Il tema non riguarda solo Ischia: negli altri comuni dell’isola mancano misure concrete per sostenere le imprese turistiche. Serve il coraggio di una riduzione forte delle aliquote IMU e TARI per restituire competitività alle aziende e rilanciare l’economia locale
Un territorio si misura anche dalla salute delle sue aziende. Quando le imprese, e in particolare quelle turistiche, si trovano in una condizione di sofferenza diffusa, il segnale è chiaro: il problema è strutturale e richiede risposte politiche altrettanto strutturali.
Per molti albergatori la priorità è chiara: servono interventi più decisi su IMU e TARI, capaci di ridurre realmente e fortemente i costi fissi delle aziende e permettere alle imprese di lavorare con maggiore serenità.
Solo attraverso una politica fiscale più sostenibile sarà possibile garantire continuità alle attività turistiche, favorire nuovi investimenti e mantenere vivo il tessuto economico dell’isola.
Il dibattito è aperto e nei prossimi mesi sarà fondamentale capire se le amministrazioni locali sceglieranno di intervenire con misure più incisive. Perché il futuro economico del territorio passa inevitabilmente dalla capacità delle sue imprese di restare competitive e continuare a operare.








Fino a quando ci saranno 6 municipalizzate su un territorio che fa ridere, in termini di popolazione e ampiezza,i costi non si potranno mai ridurre ma purtroppo poi si snellisce la pappatoria e a qualcuno nn va bene