Il commento Quando le tasse minacciano il cuore turistico di Ischia

di Antonio Iacono
Sull’isola d’Ischia la TARI non è più solo una tassa: è diventata una zavorra che rischia di affondare il cuore economico dell’isola. Con 21 milioni di euro all’anno destinati alla gestione dei rifiuti, di cui 15 milioni a carico degli alberghi, il sistema attuale mette in ginocchio le strutture ricettive. Non si tratta di evasione: molti hotel non riescono più a pagare e negli anni hanno accumulato debiti che minacciano il futuro stesso dell’azienda.
Il risultato è drammatico: alberghi che un tempo erano motore economico dell’isola oggi sopravvivono a stento, indebitandosi per far fronte a tasse e imposte. Ogni chiusura significa posti di lavoro persi, famiglie senza reddito e cittadini privati di opportunità concrete. È un rischio che ricade sull’intera comunità.
Di fronte a questa emergenza, le soluzioni non mancano. La prima è una ridistribuzione equa della TARI, ad esempio con un 50% a carico delle abitazioni private e un 50% per le strutture ricettive: tutti pagherebbero senza correre il rischio di indebitarsi o chiudere. La seconda è più strutturale e lungimirante: la creazione di una società di servizi sovracomunale, simile all’EVI, che gestisca in maniera integrata la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti per tutti i sei Comuni dell’isola. Una gestione centralizzata permetterebbe di ridurre i costi fino al 40%, ottenere economie di scala, razionalizzare i servizi e alleggerire il peso fiscale sugli alberghi, senza penalizzare i cittadini.
Ai sindaci e ai politici locali: ogni mese di ritardo non è neutro. Ogni esitazione aumenta il rischio di chiusure e disoccupazione. Non è solo una tassa da incassare: è una scelta di responsabilità economica e sociale. Proteggere gli alberghi significa proteggere il turismo, il lavoro e il futuro dell’isola.
Ai cittadini: comprendere il problema non significa giustificare chi non paga. Significa capire che il turismo non è un lusso, ma l’ossatura dell’economia locale. Ogni azienda salvata è un posto di lavoro difeso, un servizio garantito, una comunità preservata.
Ischia si trova davanti a un bivio: continuare a gravare sugli imprenditori e rischiare il collasso del settore turistico, oppure fare scelte concrete e coraggiose, con una ridistribuzione equa della TARI e la creazione di una società sovracomunale per i rifiuti, come l’EVI. Il futuro dell’isola dipende dalle decisioni che sapremo prendere oggi, senza più ritardi.





Comprano un albero all’anno però