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Task force per l’invasione che apre la stagione turistica

ISCHIA – E’ il primo vero banco di prova, se vogliamo una sorta di “allenamento” per quello che sarà la lunga ed ininterrotta full immersion del mese di agosto, periodo di alta stagione e di massima affluenza turistica sull’isola d’Ischia. Sarà che cade in anticipo rispetto al solito, sarà che di fronte a questa prospettiva tutt’altro che allettante molti alberghi (e molte strutture in genere, tra cui alcuni parchi termali) nemmeno si prenderanno la briga di aprire i battenti, ma è chiaro che sia pure “a mezzo servizio” l’isola d’Ischia si prepara a quella che sulla carta – e nelle speranze – dovrebbe essere la prima invasione della stagione 2016, in vista della Pasqua e di un lungo ponte che ha già avuto inizio ieri con lo sbarco di un folto gruppo di vacanzieri. Ed è chiaro che, soprattutto in occasione del mordi e fuggi del lunedì in albis, giorno della celeberrima Pasquetta, è il caso di affilare le armi: sarà che non c’è più l’esodo ed il controesodo di una volta dalla vicina terraferma nell’ambito della stessa giornata, ma il fenomeno è comunque vivo e con esso la presenza anche di personaggi poco raccomandabili che potrebbero fiondarsi ad Ischia con intenzioni tutt’altro che rassicuranti.

Proprio per farsi trovare pronti all’appuntamento, nei giorni scorsi presso gli uffici della capitaneria di porto di Ischia si è svolto un summit alla presenza dei responsabili delle forze dell’ordine presenti sul territorio ed anche delle compagnie di navigazione, in modo da concertare un piano d’azione congiunto in maniera tale da evitare accavallamenti inutili in primis e di non lasciare nulla al caso in secondo luogo. Ma proprio nulla, al punto anche sui porti sarà rafforzato anche il numero di unità di personale in grado di fornire assistenza all’imbarco ed allo sbarco da aliscafi e traghetti. Il primo timore, a tal proposito, è che si ripeta il triste fenomeno del lunedì di Pasquetta, quando molti passeggeri restano a terra non trovando posto sui mezzi in partenza per la terraferma a causa dell’inevitabile “over booking”.

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