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Tassa di soggiorno, Casamicciola aggiorna le tariffe

La giunta guidata dal sindaco Giosi Ferrandino ha di fatto approvato all’unanimità la rettifica di una precedente delibera votata a febbraio, introducendo un nuovo quadro tariffario: ecco le novità

Casamicciola Terme rivede le tariffe dell’imposta di soggiorno per il 2026 al termine di una serie di rettifiche resesi necessarie. Gli introiti dovranno essere destinati a rafforzare la qualità dell’offerta turistica e garantire risorse indispensabili per la valorizzazione del territorio. La Giunta Comunale, riunitasi il 14 aprile 2026 sotto la presidenza del sindaco Giosi Ferrandino, ha approvato all’unanimità la rettifica della precedente delibera di febbraio, introducendo un nuovo quadro tariffario frutto del confronto con le associazioni di categoria e delle esigenze di equilibrio di bilancio. Una decisione che assume un valore strategico non solo per il Comune di Casamicciola Terme, ma per l’intera isola d’Ischia, realtà a fortissima vocazione turistica in cui il contributo di soggiorno rappresenta uno strumento fondamentale di governo del territorio e di sostegno ai servizi pubblici. L’aggiornamento delle tariffe si inserisce, infatti, nel quadro normativo delineato dal cosiddetto federalismo municipale, che consente ai Comuni turistici di applicare l’imposta di soggiorno ai visitatori non residenti. Una possibilità che Casamicciola Terme esercita dal 2013, destinando il gettito a interventi per il turismo, la manutenzione urbana, la tutela dei beni culturali e ambientali e il miglioramento dei servizi locali.

La Giunta, come si legge agli atti pubblici, ha ritenuto necessario intervenire sulle tariffe già approvate lo scorso febbraio alla luce di ulteriori valutazioni tecniche e, soprattutto, del dialogo con gli operatori del comparto turistico. Un passaggio non scontato, che conferma la volontà dell’amministrazione di mantenere un equilibrio tra sostenibilità economica delle strutture ricettive e necessità di investimenti pubblici. Il nuovo impianto tariffario conferma la distinzione chiara tra bassa e alta stagione, con importi modulati in base alla categoria della struttura ricettiva. Nei periodi di minore affluenza – dal 1° gennaio al 31 marzo e dal 1° novembre al 31 dicembre – le tariffe restano più contenute, mentre nel cuore della stagione turistica, dal 1° aprile al 31 ottobre, l’imposta cresce in modo proporzionato. Per gli hotel a cinque stelle e superiori si passa a 5 euro a notte per persona in alta stagione, mentre per le strutture di categoria inferiore l’incremento è più graduale. Confermati importi differenziati per agriturismi, bed & breakfast, case vacanza, locazioni brevi e anche per le imbarcazioni da diporto ormeggiate negli specchi acquei in concessione, elemento particolarmente rilevante per un’isola come Ischia. Una scelta che punta a garantire equità contributiva, evitando penalizzazioni eccessive e mantenendo le tariffe allineate a quelle degli altri Comuni isolani.

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