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CRONACA

Tassare i turisti, dall’isola “vade retro” alla proposta puteolana

I sindaci ischitani respingono l’ipotesi della “tassa di imbarco” caldeggiata dagli esercenti delle attività commerciali di Pozzuoli per compensare la riduzione delle imposte sui rifiuti e sull’occupazione di suolo pubblico

Una tassa “di imbarco” a carico dei turisti. È questa una delle varie proposte che gli esercenti della vicina Pozzuoli hanno invocato per alleviare le conseguenze che la crisi economica indotta dalla pandemia da covid-19 sta provocando tra gli esercizi commerciali. Per l’esattezza sono quindici le proposte avanzate per far fronte all’esigenza di ridurre i tributi e i costi dell’occupazione di suolo pubblico per le attività di ristorazione che in questa fase 2 vedono allungarsi le ombre di un futuro a dir poco incerto. Comprensibili ovviamente le preoccupazioni volte a ottenere l’abolizione delle imposte comunali per i tre mesi di sostanziale blocco delle attività, e la contestuale drastica riduzione della tassa sui rifiuti e sull’occupazione del suolo pubblico, a partire dal momento in cui le attività potranno riaprire, fino alla fine dell’anno. Queste e altre misure tuttavia decurterebbero enormemente le entrate del Comune di Pozzuoli. E l’idea del “movimento pubblici esercizi” (la sigla sotto la quale sono riuniti gli esercenti in questione) per compensare tali perdite quale sarebbe? Appunto una tassa di imbarco che i turisti in procinto di recarsi sulle isole di Ischia e Procida dovrebbero pagare. Niente di troppo nuovo sotto il sole, visto che già una ventina di anni fa si tentò di introdurre una misura del genere, ma che venne rigettata dalla magistratura amministrativa. Eppure è quantomeno sorprendente che venga proposta una misura del genere atta a scaricare i costi della crisi su un settore, quello del turismo, che è forse quello maggiormente messo in ginocchio dalla pandemia che blocca gli spostamenti, proprio ciò su cui si basa il turismo. L’industria che sorregge quasi interamente l’economia delle isole del Golfo dovrebbe quindi sobbarcarsi un ulteriore tributo per permettere agli esercenti puteolani di ridurre le conseguenze della crisi. Una situazione paradossale, che rischia di degenerare in una “guerra tra poveri”, visto il respiro internazionale che caratterizza l’attuale congiuntura, che andrebbe invece evitata, per affrontare la difficilissima situazione con interventi strutturali ma soprattutto con una visione complessiva.

Enzo Ferrandino: «No a misure che creano
contrapposizioni territoriali. Urge un intervento
sostanziale e strutturale da parte del Governo»

«Mi sembra una misura fuori luogo – afferma il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino – anche perché ci troviamo in prospettiva di fronte a una situazione di forte crisi economica, e non è opportuno avviare simili forme di tassazione che ricordano i dazi medievali tra una località e l’altra. Comprendiamo bene che il comparto commerciale di tutta Italia sia in forte difficoltà, e auspichiamo che vengano predisposte delle forme di sostegno all’economia reale da parte del Governo, tali da smorzare potenziali conflittualità tra categorie in difficoltà. Di qui la necessità di un intervento sostanziale oltre che “sostanzioso” da parte del Governo centrale, che eviti tali forme di contrapposizioni sui territori».

Rosario Caruso: «La crisi non è una partita
che si possa giocare a livello locale,
ma solo a livello nazionale e soprattutto europeo.
Siamo tutti sulla stessa barca, commercianti e
amministrazioni, servono direttive precise»

Sulla stessa lunghezza d’onda il pensiero del sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso: «Comprendo bene le preoccupazioni dei titolari delle attività commerciali di Pozzuoli, ma io naturalmente ascolto anche le istanze delle attività commerciali dell’isola d’Ischia. Le tematiche sono le medesime, dalla tassa di occupazione del suolo pubblico a quella sui rifiuti, voci di costo certamente non irrilevanti. Osservo tuttavia che una tassa d’imbarco non è prevista dall’ordinamento: al momento esiste solo una tassa di sbarco, e un’imposta di soggiorno. Manca al momento un appiglio a livello legislativo per introdurla. E comunque tale ipotesi significherebbe far ricadere sui turisti un’ennesima imposta: non mi sembra corretto. Le attività commerciali devono in ogni caso comprendere che al momento non ci sono informazioni e strumenti utili per dare risposta alle loro legittime richieste. Nemmeno le amministrazioni comunali sanno se arriveranno degli aiuti in termini di ristoro per la tassa sulla spazzatura o per l’Imu, Tasi e altri tributi che, incassati a livello locale, servono per garantire i servizi. Quindi in assenza di informazioni chiare e precise, siamo tutti sulla stessa barca, commercianti e amministrazioni, non sapendo come far quadrare i numeri. È come se non avessimo le coordinate per poter navigare attraverso l’estate che si avvicina. Non è una partita che si può giocare a livello locale, ma solo a livello nazionale e soprattutto europeo, visti i numeri in ballo».

Francesco Del Deo: «È il momento di “fare rete”
tra le isole e i Campi Flegrei, percorsi
turistici unitari che valorizzino uniformemente
tutte le bellezze naturali di Ischia, Procida e
il litorale flegreo»

Il primo cittadino di Forio, Francesco Del Deo, oltre a respingere la proposta puteolana, va oltre: «Anziché pensare a misure del genere, che considero di piccolo cabotaggio, credo sia arrivato il momento di “fare rete” tutti insieme, Ischia, Procida e i Campi Flegrei, puntando a valorizzare congiuntamente le tante bellezze naturali dell’intera area. Bisogna fare in modo che i turisti in talune zone non siano soltanto di passaggio, ma di organizzare un percorso turistico, ovviamente concordato con la Regione Campania. Invece di pensare a nuove tasse, c’è bisogno di una rete di collegamenti marittimi, come il metrò del mare, da estendere a tutte le zone del litorale flegreo».

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