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Taxi al porto, ricomincia la “caccia” al cliente

ISCHIA. Con l’inizio della stagione turistica, ricominciano le tensioni ormai ataviche tra coloro che operano nel settore dei trasporti privati: tassisti (e non solo) che vedono minacciate le proprie occasioni di lavoro da eventuali attacchi “esterni”. In un momento in cui il mercato non è certo illimitato, l’apparizione di potenziali concorrenti è comprensibilmente visto con un certo sospetto, se non con vera e propria apprensione. Un episodio è quello verificatosi ieri mattina sul porto di Ischia, quando sulla banchina sono sbarcati alcuni imponenti autobus da turismo, mettendo in allarme i tassisti, oltre a rallentare prevedibilmente le operazioni di deflusso dall’area di sbarco. Molti operatori si sono chiesti se fosse lecito permettere il transito di tali bisonti della strada, e taluni hanno segnalato l’esistenza di un cartello di divieto per tale tipo di mezzi su via Iasolino, alle spalle di Palazzo D’Ambra. Fonti della Polizia Municipale ischitana, tuttavia, smentiscono l’esistenza di un divieto effettivo: il cartello sarebbe soltanto un “reperto” rimasto da anni, ma senza più alcuna forza vigente. Il divieto sarebbe stato infatti abolito ancor prima della realizzazione dei lavori di ripavimentazione sulla banchina. Da alcuni anni, per decongestionare il traffico, è tuttora in vigore un’ordinanza,  che prescrive determinati limiti per i mezzi diretti al porto ad accogliere i clienti appena sbarcati: il limite è quello dei quaranta posti-passeggeri e una certa lunghezza (sette metri e mezzo). Oltre tale soglia, la banchina diventa “off limits”. Una mossa dovuta per evitare la paralisi del porto, che portò quindi a vietare l’accesso agli autobus di categoria superiore, quelli per intenderci da 54 posti. Un altro discrimine è dato dalla “residenza” dell’impresa di trasporti titolare dei mezzi. Per i mezzi di provenienza extraisolana, vi è l’obbligo di trasportare i turisti all’albergo di permanenza, per poi recarsi in appositi parcheggi dove il mezzo deve rimanere, senza però poter circolare sull’isola. In caso di bus di imprese ischitani, non esistono limitazioni. I mezzi individuati ieri mattina, erano appunto autobus “nostrani”, della Schianobus e dell’Aenaria viaggi, che avevano accompagnato alcune decine di ragazzi a un torneo calcistico. Falso “allarme”, quindi. Fra l’altro, il divieto di sbarco entrato in vigore lo scorso giovedì 24 marzo, prevede in ogni caso che i bus turistici, anche di massima lunghezza, possano comunque accompagnare i clienti in albergo, per poi rimanere in area di parcheggio. Ieri mattina, comunque, c’è stato gran lavoro per la polizia municipale: si è infatti verificato un vero e proprio  “assalto” di gran parte dei tassisti, concentratisi nella zona portuale per cercare di intercettare le prime ondate del flusso turistico pasquale. Spesso, gli operatori rivolgono le loro rimostranze contro i pulmini degli alberghi, che accolgono i clienti sin dallo sbarco, “soffiando” per così dire il lavoro: cosa che comunque agli albergatori è permessa, a patto però che il veicolo sia intestato all’hotel e che il servizio venga effettuato gratuitamente. Una situazione che, in periodi come questo, dove il turismo comunque risente della congiuntura globale, innesca comunque tensioni e polemiche.

 

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