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Taxi “Uber” alles!

La settimana scorsa ho scritto di alcune negatività (diffusione di bufale e di parole ostili) della Rete. Naturalmente non sono antitecnologico né- tantomeno – nemico della modernità e dei cambiamenti sociali, anche radicali. Penso, semplicemente, che ogni mutamento epocale (e la Rete lo rappresenta) va analizzato in tutte le applicazioni e conseguenze. Allo stesso modo, non mi spaventa la globalizzazione in quanto tale, ma per alcuni aspetti perversi che essa si trascina (ad esempio l’eccessiva finanziarizzazione dell’economia). Dopo avere, pertanto, sottolineato alcune insidie della Rete, vorrei esaminare il rovescio della medaglia, l’altra faccia di Giano: il boicottaggio delle moderne forme di servizi che si servono di piattaforme digitali. E’ il caso di Airbnb nel settore della ricezione turistica e di Uber e Flixbus, rispettivamente alternativi al trasporto privato dei taxi e al trasporto pubblico e privato da una città ad un’altra . Soltanto mercoledì scorso, dopo 6 giorni di lotte e a fronte di un impegno del Governo a regolamentare, con Decreto, entro 30 gg., il settore di trasporto alternativo al taxi (Ncc, noleggio con conducente), si è regolarizzato il servizio con la cessazione di scioperi selvaggi. Vedremo come si comporterà il Governo: se intenderà regolamentare il trattamento del personale degli ncc, la disciplina fiscale ( come è giusto che sia) o vorrà creare delle barriere burocratiche ( eccessivi vincoli territoriali e di stazionamento) per bruciare di fatto la liberalizzazione e favorire i possessori di licenze comunali per taxi. Ma, in una società in cui il lavoro è flessibile ( la recente riforma  Madia della P.A. lo estende in parte anche al settore pubblico), in una società in cui tutto è, ormai, a tempo determinato, perché mai devono esistere privilegi perenni (licenze,la cui vendita viene considerata una sorta di Tfr da 200/300 mila euro)? Se qualche Amministrazione comunale fa il pieno di licenze, quale mai spazio si potrà aprire in futuro per le giovani generazioni, che non siano discendenti dei titolari di licenza?

Allora, Uber minaccia il lavoro o le rendite di posizione? La verità è che bisognerebbe cancellare, in tutti i settori, ogni licenza, autorizzazione,  ordine professionale , che creano caste impenetrabili nella vita lavorativa degli italiani. La Sindaca di Roma, Virginia Raggi, che ci capisce poco, ha sponsorizzato invece la rivolta di piazza contro Uber, dimenticando che il loro movimento è nato sulla rete e si nutre sulla piattaforma Rousseau. Parlando dell’emendamento Lanzillotta, che si limitava a prorogare di un anno l’attuale situazione, per studiare una regolamentazione fatta per bene, la Raggi ha definito la proposta “ calata dall’alto”. Ma perché, quando irrompono Grillo e Casaleggio junior sulle cose romane, fanno salire la decisione dal basso? Dispiace dirlo, ma tra gli avversari delle liberalizzazioni, c’è anche il M5S, sempre più attento alle ruffianerie elettorali nei riguardi di categorie e corporazioni. E così si solidarizza anche con ambulanti, esercenti balneari e tutti coloro che si sentono minacciati dalla Direttiva Bolkestein.

Ma non sono solo i Cinque Stelle che non approfondiscono queste moderne tematiche sociali; non lo fa Forza Italia, non lo fa il PD (se non a rimorchio delle proteste), per non parlare della destra sovranista e antiglobal. Per il fatto che tutti questi vanno in cerca di slogan facili che arrivano direttamente alla pancia dell’opinione pubblica; ogni mediazione, ogni tentativo di coniugare il moderno col tradizionale, il tecnologico con l’equità e la giustizia, non interessa, in quanto la mediazione presuppone il ragionamento, la riflessione, l’equilibrio. Avete mai sentito i nostri politici locali affrontare, con serietà, temi del genere, che riguarderanno il futuro di tutti? Vogliamo parlare della situazione dei taxi e microtaxi ad Ischia? Vogliamo iniziare a dire che nessuno dei Sindaci ha mai seriamente pensato ad un Regolamento Unico Isolano per taxi e microtaxi? Il Golfo lo ha fatto e lo ha coniugato ad un altro necessario passaggio: l’unificazione delle sei Polizie Municipali. Il Golfo ha inviato per iscritto questa proposta ai sei Sindaci. Quanto più semplice sarebbe stato, per un unico Comando di Polizia Municipale, far rispettare ordinanze e Regolamenti comunali rimasti lettera morta. Mizar si è giustamente lamentato col Comandante della Polizia Municipale della Città d’Ischia per la mancata osservanza di due importanti disposizioni deliberate dai Comuni isolani: la cura dei terreni incolti e il divieto di uso e commercializzazione di prodotti detergenti non biodegradabili. Ma, in queste condizioni di frammentazione delle 6 Polizie municipali, Mizar sarà costretto a diffidare altri 5 corpi di vigili urbani! Avete mai sentito parlare i nostri amministratori locali di contattare la società Flixbus, per valutare l’applicabilità di questa nuova forma di viaggio collettivo da città a città?

Spieghiamo prima in che cosa consiste Flixbus e come alcune forze stiano tentando di intralciare questo nuovo sistema di viaggio. Il Decreto Milleproroghe, approvato in Senato il 16 febbraio, ha visto approvare poi alla Camera un emendamento per il quale la società digitalizzata di trasporto intercittadino Flixbus Italia (casa madre tedesca) non avendo come attività principale il trasporto passeggeri su strada (trattandosi di una piattaforma che collega prenotazioni, pianificazione dei viaggi, bigliettazione, scelta dei prezzi con l’ingaggio di operatori e mezzi locali, rispondenti a rigidi requisiti) non potrebbe più avere autorizzazioni al trasporto. Vale la pena sottolineare la circostanza che il maggior oppositore a Flixbus è il Presidente confindustriale del settore trasporti, Giuseppe Vinella, proprietario di società private di trasporto. Ma il progresso non si può fermare, lo si può solo disciplinare in maniera equa.

Ma torniamo ad Ischia e, alla riflessione se e come la nostra isola possa trarre profitto da novità, come Flixbus, nel settore trasporto passeggeri (turisti). Sappiamo che il trasporto marittimo è caro e che influisce in maniera pesantemente negativa sui costi complessivi di una vacanza ad Ischia. Allora perché non verificare la fattibilità di un accordo con Flixbus per trasportare i turisti dalle principali città italiane direttamente sull’isola, a costi ridotti rispetto ai tradizionali mezzi di trasporto ( treno, auto, aereo)? Non sappiamo se può funzionare, andrebbe verificato. Non danneggerebbe alcuno dei vettori già esistente sull’isola, anzi essi, mettendo a disposizione i propri mezzi e i propri autisti ( sempre che rispondano ai requisiti richiesti) potrebbero proiettarsi in un circuito nazionale, altrimenti a loro inibito . Sono questi i temi della modernità che andrebbero affrontati nei congressi dei partiti o dai candidati Sindaci  o dagli aspiranti amministratori locali.

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Franco Borgogna

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