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Teatro Festival, microfono a Giuseppe Iacono

Un insaporito Giuseppe Iacono aromatizzato dalle spezie della Macedonia da cui è rientrato da poco dove ha preso parte al festival del cinema di Salonicco ci racconta il suo essere artista.

Come ti “definisci” principalmente, visto che sei attore, regista teatrale, scrittore, artista? Se dovessi definire il tuo lavoro svolto fino a oggi con degli aggettivi, quali useresti ?

«Uhm… non lo so, non ci penso molto… Da giovane ci pensavo. Il problema in realtà è legato al mondo esterno, al definirsi agli occhi degli altri. In genere mi presento con il nome… e cognome talvolta, va’! Poi nel caso in cui mi trovo in contesti lavorativi, fornisco eventualmente una specifica sul mio ruolo».

 

3 sull’altalena si interroga sull’esistenza, con battute incalzanti, brillante ironia e tanti divertenti equivoci, come ha impostato l’adattamento registico e come hai preparato gli attori?

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«Tre sull’altalena è un testo unico… Uno di quei testi di cui chiunque desidererebbe essere l’autore. Quest’opera rappresenta un felice esempio di scrittura che apparecchia su una tovaglia di brillante humor, un picnic di pensieri profondissimi, domande gigantesche ed eterne sospensioni. 

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Avendo un testo talmente forte alle spalle, il lavoro, considerata un’ovvia riduzione dall’assai più ricco copione originale, è stato incentrato sulla ricerca di un armonia e di un tempo musicale del recitato che continuamente copioso intercorre tra i tre protagonisti. In egual modo, abbiamo lavorato sul continuo riposizionamento dei tre attori, dei tre “ingombri” all’interno dello spazio scenico. Tutto ciò onde rendere modernamente dinamico un testo che rivela, per sua natura di teatro di parola, un limite quantitativo degli agiti ed un’unica scena contemplata».

 

Per te questo spettacolo rappresenta la chiusura ideale di un anno denso di soddisfazioni, ci riferiamo al film “L’Ultimo Tango”, che ti vede protagonista assoluto, ma anche alle teatralizzate al Castello Aragonese e alla tournèe teatrale con Artu’. Cosa ti aspetti per il 2016?

«Aspetto l’inatteso… Una sorpresa dal cosmo… però una sorpresa bella, no perchè sai… ci sono pure le brutte sorprese».

 

Sei ischitano e il Teatro a Ischia sta crescendo. Se degli adolescenti volessero intraprendere il tuo percorso, quale sarebbe il tuo consiglio?

«Gli consiglierei… di cominciare prima possibile a capire in cosa consiste la disciplina artistica verso cui tendono.  In seconda battuta li inviterei a pensare a cosa volerci/poterci fare con quello che produce la loro relazione con la disciplina di cui sopra e che “qualità” ha ciò che viene prodotto dalla relazione suddetta… tenendo sempre d’occhio la realtà che tutto contiene».

Tra sorrisi e abbracci Iacono ci saluta e ci da appuntamento l’11, 12 e 13 al Teatro Polifunzionale Ischia per 3 sull’altalena.

 

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