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Tentate truffe ai commercianti, il monito di Confesercenti

In cambio di denaro qualcuno rilascia l’attestato associativo per accedere alle agevolazioni Siae. Il presidente Pezzullo spiega: «È un illecito: solo io e il vicepresidente possiamo rilasciare il documento, che è gratuito. Gli associati denuncino chi chiede soldi»

La Confesercenti lancia l’allarme. L’associazione che a livello isolano è presieduta da Francesco Pezzullo mette in guardia gli associati, e lo fa con un comunicato urgente diramato nella giornata di ieri. Secondo voci sempre più insistenti, pare che alcuni soggetti abbiano contattato vari associati, chiedendo del denaro, in cambio del rilascio di un attestato della Confesercenti, allo scopo di accedere ai vantaggi previsti dalla convenzione nazionale stipulata con la Siae, con una serie di agevolazioni e sconti per la musica.

Infatti esercizi commerciali, strutture ricettive, pubblici esercizi che diffondono musica nei propri ambienti (sia come sottofondo che per intrattenimento attivo) possono beneficiare anche nel 2020 delle convenzioni Confesercenti-Siae-Scf per alleggerire l’importo dei diritti da pagare. La Siae, tenuto conto degli accordi in essere (Musica d’ambiente e Trattenimenti danzanti) ha prorogato la  disciplina normativa e tariffaria al 2020. Per il pagamento dei diritti Siae, in base all’accordo con Confesercenti, i pubblici esercizi associati potranno beneficiare di una riduzione complessiva del 25% sui costi previsti. Ogni pubblico esercizio interessato può provvedere a regolarizzarsi attraverso l’apposito portale dedicato, utilizzando l’apposito attestato di adesione a Confesercenti per avvalersi dei nuovi accordi.

Ed ecco quindi il punto focale: l’attestato è gratuito, mentre sull’isola c’è chi sta chiedendo un contributo, assolutamente non dovuto. Tali richieste sono completamente illegali, come ha spiegato chiaramente il presidente Pezzullo: «Voglio ribadire che non è dovuto nessuno pagamento per il rilascio degli attestati». Tali attestati infatti li possono rilasciare soltanto lo stesso presidente Francesco Pezzullo e il vice presidente Michele Sgambati. È così partito l’invito a denunciare questa truffa, in modo tale che l’associazione possa a sua volta denunciare il tutto alle forze dell’ordine, e mettere così fine all’illecita richiesta di denaro.

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