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Terapie Aba gratis per tutti, l’appello a De Luca dell’Associazione autismo Ischia

di Isabella Puca

Ischia – C’era anche una rappresentanza del gruppo genitori autismo Ischia ieri mattina a Mugnano di Napoli nel corso di un collegamento televisivo per la trasmissione di Rai uno “Tempo e denaro”. Oggetto del servizio le spese per le terapie che in provincia di Napoli sono completamente a carico dei genitori. Dall’autismo non si guarisce, ma si può migliorare garantendo un’autonomia al soggetto che ne soffre; per farlo però c’è bisogno di ore di terapie con specialisti del settore. Si parla di una spesa di circa 1400 euro al mese che il nucleo familiare deve addossarsi completamente quando a Caserta, quindi a pochi km da noi, il costo di questo tipo di terapia, come ad esempio la terapia Aba, viene affrontato dall’Asl. Annalisa Nicotra, presidentessa dell’Associazione ischitana e mamma di Domenico, ha voluto essere in piazza Municipio a Mugnano per chiedere a gran voce, insieme a Rita, Antonella e altri genitori coraggiosi, che anche nel nostro territorio le terapie vengano coperte dalle Asl. Quelle di queste famiglie sono storie simili, fatte di piccole guerre quotidiane dove, troppo spesso, si trovano a combattere da soli. «Mio figlio Gabriele ha dodici anni – racconta una delle mamme – e le difficoltà più gravi sono quelle comportamentali. Siamo stati lasciati soli da amici e parenti, ma soprattutto dalle istituzioni; per noi è difficile anche andare a mangiare una pizza con il bambino perché ha delle crisi comportamentali difficili da gestire. È per questo che noi chiediamo assistenza continua per i nostri figli». Gabriele ha fatto dei progressi grazie al metodo Aba – analisi applicata del comportamento – da che aveva cinque anni e chiedeva di bere dicendo solo “acqua”, ora formula una frase completa “mamma per favore dammi l’acqua”. «Avere il rimborso di queste terapie – ha continuato la mamma – per noi è importante, soprattutto per assicurare ai nostri figli un futuro fatto di autonomia e di interazione sociale anche quando noi non ci saremo più». Un’altra storia è quella di Salvatore, 8 anni, figlio di mamma Antonella; Salvatore oggi riesce a esprimere i propri bisogni grazie al linguaggio dei segni con il quale è in grado di spogliarsi, vestirsi, attraversare la strada e comunicare con l’altro. Tuttavia, il metodo Aba è davvero costoso, tra tutor, consulente, materiale ed educatore da mandare a casa e a scuola, i genitori si trovano a pagare più di mille euro al mese. «C’è una legge regionale ferma in attesa della firma che prevede l’assistenza diretta. Noi genitori ci appelliamo al presidente della Regione Campania De Luca; se la legge non venisse approvata potremmo non farcela economicamente. Già adesso siamo costretti, a fine mese a farci diversi conti, ci stanno portando al collasso». Fondamentale dunque in questa fase sensibilizzare la popolazione e far presente la situazione di queste famiglie in Regione, «noi in Campania dobbiamo cercare di unirci – ha dichiarato al Golfo la Nicotra –  con piccole lotte non arriviamo da nessuna parte, bisogna fare forza a questa richiesta». Se quest’ultima venisse approvata il genitore si troverebbe a far richiesta, in base alle patologie da affrontare, alla Regione per assumere così un operatore, e chiedere, tramite fatture, il rimborso di questi soldi. Invece che pagare un centro l’Asl andrebbe a rimborsare i genitori. Annalisa ieri mattina era a Mugnano in prima persona a nome di tutti i genitori dell’associazione ischitana per creare una rete con le altre realtà campane; tra le sue mani uno striscione con su scritto “Terapia Aba per tutti”, un grido unanime e condiviso dall’Angsa Campania e da tutti noi che non li lasceremo soli in questa battaglia per il diritto alla salute.

 

 

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