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Terra Madre presenta “Merendiamoci”

Di Isabella Puca

Lacco Ameno – Sarà una gran bella festa quella di domani mattina, quando la sala del grand Hotel Regina Isabella sarà invasa di bambini e dall’odore di biscotti. Saranno loro, infatti, i cuochi provetti «con la speranza, – fa sapere Silvia D’Ambra responsabile Slow Food per l’isola d’Ischia e organizzatrice dell’evento – di gettare un seme nella testa e nel cuore di questi bambini sulle tematiche di ambiente, cibo, convivialità, collaborazione, pace, agricoltura, sapori, difesa del territorio, sostenibilità e tanto altro!». Un’attenta giuria supervisionerà il lavoro dei bambini rendendoli sempre  più partecipi di una piccola gara che li aiuterà  a collaborare e  ad ascoltarsi. A partecipare saranno i bambini delle quarte elementari di Fiaiano e quelli di Casamicciola. Non mancherà un collegamento e, dopo Israele e Brasile l’Afghanistan, l’ India e la Russia gli scorsi anni, quest’anno  toccherà all’Italia con una scuola di Livorno, che ha  all’attivo, da 5 anni, l’orto in condotta di Slow Food. Un collegamento anche con una scuola del Cilento dove i ragazzi stanno lavorando al recupero di antiche varietà di grano con la condotta locale. Dopo i collegamenti, si passerà alla degustazione dei biscotti che saranno “annaffiati” con del succo di frutta alla mela annurca per brindare al gruppo di bambini vincitore! Saranno tre i  requisiti che la giuria dovrà prendere in considerazione: il lavoro di squadra, la presentazione,  le scelte  e il sapore dei biscotti. Il Terra Madre day proseguirà poi, in serata al ristorante il Focolare con l’evento “Son tutte belle le mamme  del mondo e noi che figli siamo!” nel quale quattro mamme cucineranno insieme ai loro quattro figli. Tra i partecipanti Maria  con i figli Stani, Lucio e Paolo  D’Orta, Concetta  con la figlia  Lucia,  Carmen   con il figlio  Enrico, Luisa   con la figlia  Mariagrazia e lo chef Pasquale Palamaro con  i suoi    piccoli giovani chef. «Sarà una grande festa del cibo locale – spiega Riccardo D’Ambra – evento che si celebra con Slow Food  in tutto il mondo. Il cibo locale è quel cibo che da sempre ricorda le nostre radici, le nostre tradizioni. Quello che chiamiamo: della nonna! È in atto un grande desiderio di riscatto del cibo, un buon cibo che solo le mamme ci  possono restituire con i loro saperi. Molto spesso mi sento dire che questo recupero è un’utopia,  che gli ogm, la globalizzazione sono già  il presente. Lo scetticismo impera, è vero, ma non penso proprio ché le mamme si rassegnino: loro non sono un’utopia. Loro esistono, eccome: altro che utopia!». La serata di quest’anno sarà dedicata al “Rancio” in trincea, ossia il cibo che mangiavano i nostri soldati, un evento atto a ricordare il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’Impero Austro Ungarico, «vi presenterò – ha concluso Riccardo – un filmato che ho girato  sui luoghi della Grande Guerra, lo scorso Settembre. Ho intervistato anziani, figli o nipoti di reduci, affinché non si perda la memoria storica di un conflitto molto cattivo,  e che ha cambiato il destino di tanti popoli. Capiremo come sono cambiate  le abitudini alimentari di noi italiani, dopo quella guerra, ma soprattutto, mangeremo!».

 

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