Terremoti e alluvioni, insegnare la prevenzione attraverso il gioco

La prevenzione dei rischi naturali può essere insegnata anche giocando. Con quiz, giochi di ruolo, sfide tra classi e avatar capaci di trasformare terremoti, tsunami, alluvioni e frane in esperienze educative partecipate a partire da uno storytelling. È questo il cuore di Coniri – CONvivere con I RIschi naturali (Cammini educativi finalizzati alla prevenzione e mitigazione del rischio sismico e idrogeologico), percorso promosso dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) insieme ad AssoCea Messina Aps all’interno del progetto “Futuri cittadini responsabili 2.0”.
Nato durante la pandemia per collegare online scuole siciliane anche molto distanti tra loro, Coniri è cresciuto anno dopo anno coinvolgendo migliaia di studenti di tutta Italia. Solo nell’ultimo anno scolastico ha raggiunto circa 4500 studenti di 50 istituti comprensivi. Un’esperienza che nel 2025 ha ottenuto il secondo premio e la menzione speciale per la sostenibilità del Comitato scientifico al Premio Filippo Basile, uno dei principali riconoscimenti italiani dedicati alle pratiche formative nel settore pubblico. Il progetto è stato presentato anche a livello internazionale, durante la conferenza Aretl di Parigi dedicata alla ricerca avanzata in educazione, insegnamento e apprendimento. Dietro Coniri c’è il lavoro di Giovanna Lucia Piangiamore, ricercatrice dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanlogia, che da oltre vent’anni segue progetti educativi nelle scuole e che racconta come al concetto di nudge – la “spinta gentile”, sia arrivata quasi per caso.
“Un’insegnante con cui collaboravo da anni, Daniela Garau, mi ha chiamata perché avevano superato la selezione per un progetto europeo e dovevano partecipare all’hackathon‘Fare pace con l’ambiente’. Dovevamo creare un nudge, cioè una spinta gentile, per invitare le persone a fare qualcosa di sostenibile”, progettando uno strumento di educazione digitale ambientale secondo le buone pratiche europee del Digital education action plan, ponendo in risalto la centralità delle azioni per il clima posta dal “Green deal europeo”.
Da quell’esperienza nasce il nudge “AcquaViva” degli Smart Citizens, squadra del Cpia (Centro provinciale istruzione adulti) di La Spezia, il primo esperimento educativo che avrebbe poi influenzato Coniri. L’obiettivo era richiamare l’attenzione sulla fragilità del territorio dal punto di vista idrogeologico e sull’importanza del suo rispetto e della sua corretta manutenzione, ricordando l’importanza di adottare comportamenti sicuri in caso di eventi alluvionali a supporto della Protezione Civile. Si è lavorato sul rapporto tra “acqua buona” e “acqua cattiva”: da una parte l’acqua come risorsa preziosa, dall’altra l’acqua che può trasformarsi in alluvione e disastro.
“Il senso era: rispetta l’acqua buona, perché non diventi cattiva, rifletti su come proteggerla e su come comportarti in caso di pericolo. Per farlo abbiamo scelto di usare tecniche digitali innovative e gamification per ideare strumenti digitali di riflessione sul tema dell’impronta idrica e sull’uso sostenibile della risorsa acqua come sfida quotidiana per ognuno di noi attraverso una piccola azione. Abbiamo adattato così le avventure educative e i giochi interattivi con quiz creati da Ingv in pandemia per coinvolgere le classi da remoto in eventi scientifici speciali (notte europea del ricercatore, festival della scienza, giornate mondiali dell’acqua, della terra, dell’ambiente, …). ‘Salvina’ è l’avatar protagonista: una ragazzina che accompagna i ragazzi come lei in diverse avventure tra terremoti, alluvioni, rischi ambientali ed è per loro esempio di comportamenti corretti da adottare nelle situazioni di emergenza per salvare sé stessa e gli altri. Video emozionali hanno arricchito gli scenari narrativi e il glossario dei termini tecnici ha completato il prodotto digitale in gara”.
L’esperimento funziona. Gli Smart Citizens vincono il premio speciale “Social” per aver avuto più voti dal pubblico di Facebook e si classificano quarti nella competizione “Fare pace con l’ambiente. Proposte territoriali di innovazione digitale per la transizione verde” all’evento di social coding diEpale edu hack e da quell’esperienza Giovanna inizia a riflettere sul potenziale educativo del nudging, capace di favorire comportamenti che proteggono le persone e il territorio. Da qui nasce l’idea di integrare questo approccio dentro Coniri, trasformando gli incontri educativi in esperienze partecipate tra scuole, ricercatori e studenti per trasmettere l’amore per il nostro pianeta, nostra casa da difendere e di cui comprendere i fenomeni naturali.





