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Terremoto, dopo la proroga dell’emergenza nominato il commissario per la ricostruzione

DI PAOLO CHIARIELLO *

Che cosa è successo ad un anno dal terremoto che uccise due donne a Casamicciola, ferì decine di persone tra Casamicciola e Lacco Ameno, distrusse centinaia di case, fece scappare migliaia di turisti, mise in crisi il comparto del turismo? Non è successo niente. O peggio, è successo che rispetto a prima della tragedia del sisma, le molte analisi sulle cause della crisi del Sistema Economico Ischia (essenzialmente il sistema turismo/accoglienza) che nei decenni passati ha macinato record su record di successi, prodotto ricchezza e assicurato quasi piena occupazione, nell’ultimo anno vengono qualunquisticamente ricondotte, come colpa, al sisma. Ecco, il sisma. Sembra abbia fornito alla classe dirigente di questa isola (classe dirigente non significa solo politici) un alibi per spiegare gli insuccessi e il declino cui si sta condannando questa terra meravigliosa. 

BASTA USARE IL SISMA COME ALIBI 

PER SPIEGARE IL DECLINO DI ISCHIA 

Da un anno a questa parte se i turisti non vengono è colpa del sisma; se la disoccupazione comincia ad assumere i contorni di una emergenza è colpa del sisma; se le scuole non funzionano o non si aggiustano o non le si rendono sicure e si costringono gli studenti ai doppi turni è colpa del sisma; se l’Ospedale Rizzoli ha più medici e infermieri che pazienti è colpa del sisma; se ci sono più auto che residenti dipende dal sisma; se il costo della benzina (al netto delle oramai disgustose accise di Stato) sull’isola è il più alto di tutti i paesi dell’Occidente è colpa del sisma; se non si riesce a chiudere il ciclo della depurazione delle acque bianche e luride, a realizzare, completare e consegnare depuratori progettati e finanziati venti anni fa per salvaguardare il mare è colpa del sisma; se il trasporto della monnezza dall’isola alla terraferma costa X al comune di Ischia e tre volte di più ad un altro comune isolano, la colpa è del sisma; se nei 3 o 4 mesi di massimo afflusso di turisti non si è capaci di assicurare su tutta l’isola mobilità eco sostenibile, integrando taxi pubblici, trasporto su gomme pubblico, trasporto comunale, chiudendo strade, pedonalizzando ampi spazi urbani e assicurando ad ischitani e loro ospiti aria buona, relax e non lo stesso traffico nell’ora di punta in zona Museo a Napoli la colpa è del sisma; se un parcheggio di un privato finanziato con fondi europei (quello di Ischia Ponte) non si riesce a realizzarlo in sei anni la colpa è del sisma; se ci sono incendi che mandano in fumo ettari di bosco mai curato la colpa è del sisma; se ci sono frane e altri micro-disastri idrogeologici per scarsa o inesistente manutenzione di un territorio fragile, è sempre colpa di quel pennino del sismografo che il 21 agosto dell’anno passato registrò (con qualche sciatteria grave anche degli scienziati) l’intensità del terremoto che fece tremare Casamicciola e Lacco Ameno. E potrei andare avanti all’infinito nella elencazione non sterile ma già nota delle mille emergenze e dei tanti problemi di cui soffre l’isola. 

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OCCORRE UNA ANALISI SERIA 

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PER CAPIRE LA FUGA DEI TURISTI

Ma non è il caso di tediarvi, anche perchè chi è isolano conosce i problemi meglio di me già che ne soffre per 365 giorni l’anno. Quanti, invece, amano Ischia e la vorrebbero vivere anche più giorni come se fosse una oasi di serenità, tranquillità e salubrità per ristorarsi e ritemprarsi dagli affanni del caos delle città da cui provengono sanno già di che cosa lamentarsi. E molti, purtroppo, hanno già espresso le loro lamentazioni con un atto semplice, naturale e a lungo andare sempre più grave per Ischia: non vengono sull’isola, scelgono altre mete per le loro vacanze. Non ci ritornano. Sarebbe il caso che qualcuno (intendo le istituzioni locali) chiedesse ai turisti che arrivano sull’isola che cosa pensano del loro soggiorno quando ripartono. Sarebbe bello monitorare i social per capire che cosa vogliono o che cosa pensano di Ischia quelli che ci sono e quelli che finite le vacanze lasciano l’isola. Tutti parlano della bellezza dell’isola, si innamorano anche della grande capacità di accoglienza, della cortesia, tutto sommato della non eccessiva dispendiosità del costo complessivo del soggiorno. Ma poi riferiscono di percepire l’isola come eccessivamente caotica, fracassona. In questi due aggettivi si possono ricomprendere mille piccole cose negative che sarebbero mali facili da curare se ci fosse la volontà di farlo: pedonalizzazione, aree di parcheggio piene di auto ferme, trasporto pubblico funzionante, taxi che lavorano di più chiedendo di meno con tariffe isolane non comune per comune, più attenzione alla pulizia delle strade, cura del verde etc etc etc. L’isola di Ischia che si vuole domani va progettata oggi e realizzata nei prossimi anni. Sui progetti la classe dirigente locale deve certamente discutere ma non per curare piccoli orticelli elettorali o interessi imprenditoriali non sempre confessabili bensì per realizzare obiettivi. Fissare un obiettivo, e conseguirlo. La qualità dell’obiettivo dipenderà dalla discussione. Ma l’obiettivo deve essere centrato.       

Evito il paraustiello sul Comune Unico (che a Ischia pare finora nessuno voglia), i risparmi sulla spesa pubblica che si possono realizzare evitando di buttare soldi (leggendo tutte le volte che posso i giornali locali me ne sono fatto una cultura), i maggiori investimenti da realizzare sull’accoglienza. Vorrei lasciare, per amore di Ischia, un piccolo contributo alla discussione che sicuramente è in atto a Ischia sul dopo terremoto. Al netto del politichese e su chi a Ischia tenga di più agli interessi degli ischitani (immagino tutti, ma la mia immaginazione a volte è troppo fervida), l’idea sarebbe quella di tornare ai problemi da risolvere e alla occasione di cominciare a discuterne in maniera seria con il premier in carica Giuseppe Conte che il 29 agosto sarà sull’isola per fare il punto su come chiudere l’emergenza, avviare la ricostruzione e riportare l’isola alla normalità. 

IL SISMA NON  PUO’ ESSERE

UN AFFARE PER POCHI ALBERGHI

Ad oggi il terremoto è stato un affare per alcuni albergatori (ripeto, alcuni albergatori, non voglio criminalizzare nessuno) che avrebbero venduto le loro stanze anche  20 euro al giorno e che hanno avuto la fortuna di ospitare sfollati a 40 euro a cranio al giorno. Tutto più che legittimo, ma trattasi di affare per alcuni mentre decine di albergatori sono messi male per il calo enorme di affari sull’intera stagione. Così come il sisma è stato ad oggi un bell’affare per alcuni inquilini di palazzi inagibili che da mesi (12) sono a pensione (vitto e alloggio) in alberghi pagati dalla Protezione civile nazionale (pagamenti che arrivano dopo mesi, ma arrivano). Questi inquilini che oggi sono a bordo piscina assieme ai turisti, dovranno cominciare a trovare casa se il capo famiglia ha un lavoro. Sono troppi 2600 sfollati ad un anno dall’evento. Sono troppi i milioni spesi solo per assistenza. Comunque prima di arrivare a Ischia il premier farà alcune cose, credo di poter dire normali, che possiamo anticipare. Prorogherà l’emergenza, dunque manterrà in vigore la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari e contributivi, la sospensione del pagamento del canone Rai e delle utenze per gli ischitani colpiti dal sisma e tutte le altre agevolazioni, spero, previste e adottate per le popolazioni in Centro Italia colpite dal sisma nel 2016. Altra misura già adottata che il Presidente Conte annuncerà nelle prossime ore è la nomina del commissario straordinario per la Ricostruzione. Chi è stato scelto? Il nome non lo anticipiamo per serietà. Vedremo, sappiamo che sarà un prefetto e che sarà l’interfaccia dei sindaci dell’isola con il Governo in questa fase delicata che dovrà riportare alla normalità non solo Casamicciola, Lacco Ameno e Forio ma tutti i comuni dell’isola. 

I SINDACI DEI SEI COMUNI 

PARLINO CON UNA VOCE SOLA

Ecco, la speranza è proprio questa, che i comuni dell’isola, i sei sindaci, facciano fronte unico in questa fase e parlino con il Presidente Conte così come con il Commissario, con una sola voce. I sindaci di Casamicciola e Lacco Ameno non devono essere lasciati soli nella interlocuzione con il Governo. La legge di Stabilità del 2017 aveva già previsto stanziamenti per 50 milioni di euro  per Ischia. Sono pochi, pochissimi, il Governo in carica va aiutato a capire che quel fondo deve essere rimpinguato in maniera sostanziosa. I sindaci se saranno uniti e porteranno progetti che faranno comprendere che il sisma non ha solo ucciso persone, distrutto case ma anche piegato una economia isolana che era già sofferente, otterranno non solo più soldi ma impegni concreti dal Governo per il sisma e per altre questioni ordinarie. Il Sistema Economico Ischia produce ricchezza per l’intera regione, rimetterlo in buona salute, farlo ripartire significherebbe stimolare la già buona ripresa economica della Campania. Ripresa, purtroppo, non sostenuta con finanziamenti pubblici come accade in altre regioni d’Italia. Il sisma, così, da evento catastrofico naturale imprevedibile, i cui effetti possono essere devastanti se non leniti immediatamente con misure serie, può funzionare da volano per far ritornare Ischia ai suoi migliori fasti. Questa è la speranza di tutti perché Ischia è terra cara a tutti gli italiani e ai milioni di ospiti che hanno avuto il piacere di conoscerla ed amarla. 

*giornalista e scrittore 

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