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Terremoto nel centro Italia, si pensa di donare i fondi per san Giovan Giuseppe

di Sara Mattera

ISCHIA – Si moltiplicano a vista d’occhio le manifestazioni di solidarietà da parte della comunità di Ischia e Procida nei confronti delle popolazioni di Marche, Lazio e Umbria, colpite, nella notte tra il 23 e il 24 agosto, da un sisma di magnitudo sei che ha completamente raso al suolo le cittadine di Amatrice e Accumoli, in provincia di Rieti, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Come riportavamo infatti nell’edizione di ieri del nostro quotidiano, all’indomani di questa immane tragedia che ha sconvolto il centro Italia – e che ha provocato oltre 200 morti e un numero imprecisato di feriti – la nostra isola si è prontamente attivata per organizzare iniziative di vario genere a sostegno dei terremotati. I primi a muoversi su questo fronte sono stati il Comune di Forio e di Ischia, che hanno annullato gli eventi previsti per la serata di mercoledì in segno di lutto e rispetto per le vittime della tragedia. Iniziative di simil natura sono poi seguite a ruota, nelle scorse ore, da parte di varie associazioni presenti sul territorio isolano.

L’associazione “Catena Alimentare”, sita nel Comune di Casamicciola, ha organizzato una raccolta di  viveri e beni di prima necessità che è possibile consegnare dalle ore 18.00 alle ore 20.00, tutti i giorni, in via Elena, mentre l’associazione culturale “Amici di Buonopane” ha deciso di destinare parte del ricavato del Pizza festival ai terremotati. Una simile iniziativa è stata intrapresa anche dai due musicisti Fabrizio Bosso e Julian Mazzariello, ospiti dell’Ischia Piano Jazz, che hanno scelto di rinunciare in segno di solidarietà al loro compenso del concerto  tenutosi mercoledì sera al Castello Aragonese. Come non menzionare, poi, l’iniziativa del Gruppo Consiliare di Procida che ha proposto al presidente del Consiglio Comunale, Antonio Intargaglia, di compiere tutti gli atti necessari affinché il gettone di presenza spettante ai consiglieri per la prossima seduta del civico consesso sia destinata alle popolazioni di Lazio e Marche.

Una lunga catena di solidarietà, insomma, che sta interessando Ischia e Procida e che è destinata a moltiplicarsi inesorabilmente. Tra le varie proposte a favore dei terremotati, in queste ore ne è spuntata una destinata a far discutere anche nei prossimi giorni: devolvere i soldi raccolti per i fuochi d’artificio e i festeggiamenti della festa patronale di Ischia di San Giovan Giuseppe della Croce – le cui celebrazioni si terranno la prossima settimana – alle popolazioni terremotate.  A lanciare la proposta, attraverso i canali social, è stato un cittadino isolano, Valentino Aceti che ha scritto: «Proposta agli uomini di buona volontà. Che ne dite di onorare e di festeggiare San Giovan Giuseppe della Croce devolvendo i soldi dei fuochi e della festa alle famiglie vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia? Sarebbe un gesto molto cristiano, anche se poco popolare».

Immediata è stata la reazione positiva da parte della comunità isolana che ha largamente condiviso la proposta del proprio concittadino. «Condivido il pensiero di questo signore: si può amare Ischia anche rinunciando ai fuochi del patrono e devolvendo il ricavato ai più bisognosi. Il Santo, sono certa, sarebbe d’accordo». Medesima opinione anche quella espressa dai membri del Comitato Unitario per la difesa dell’ospedale Rizzoli, che hanno lanciato un appello al Comitato per i festeggiamenti di San Giovan Giuseppe della Croce. «Con questa tragedia – ha dichiarato Gianna Napoleone – c’è poco da festeggiare».

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Insomma, l’auspicio da parte di chi in queste ore ha appoggiato la proposta di Aceti è che il Comitato preposto all’organizzazione della festa  patronale ischitana accolga le richieste. Una possibilità, questa, non del tutto remota, dal momento che già lo scorso marzo il Comitato di San Giovan Giuseppe, stanco delle continue polemiche sulle celebrazioni del santo patrono di Ischia, aveva deciso di  abolire fuochi e luminarie. Anche questa volta, quindi, l’eventuale decisione di organizzare una festa dal tono decisamente “light” in nome di una giusta causa potrebbe trovare ampio apprezzamento da parte della comunità isolana.

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Nel frattempo, comunque, mentre si auspica in una qualche risposta da parte di chi di competenza su questo fronte, qualche altro cittadino ha focalizzato la propria attenzione su celebrazioni più imminenti, come quello della sfilata di Sant’Alessandro che si terrà quest’oggi:  «Io evitarei la sfilata – ha scritto qualcuno- dopo la sciagura del terremoto. Non riporterebbe certamente in vita le persone che ci hanno lasciato, ma sarebbe una grossa forma di civiltà».

 

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