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Tessa e Alessandro, una settimana in Estonia con Erasmus plus

Tappe finali del progetto biennale europeo dedicato all’impresa e alle start up. Due tredicenni della scuola media “V. Mennella” di Lacco Ameno nell’isola di Saaremaa per una full immersion di vita e formazione. L’entusiasmo dei ragazzi, l’orgoglio dei docenti, la soddisfazione della preside Barbieri. A maggio finale in Austria

La mobilità transnazionale come forma di educazione. Per infondere negli studenti, soprattutto i più giovani, un vero spirito di cittadinanza europea. E così, due tredicenni di Lacco Ameno, Tessa Manzi e Alessandro Impagliazzo, alunni all’IC “V. Mennella”, hanno passato 8 giorni in Estonia. Su un’isola, Saaremaa, grande il doppio della Sicilia, per un’immersione nella vita, nella cultura e nella società di un piccolo Paese sul Baltico, con poco più di un milione e 300.000 abitanti, diventato – prima sorpresa per i due giovani studenti lacchesi – uno dei più digitalizzati e tecnologici al mondo. Dove essere connessi a Internet è un diritto sancito dalla legge. Dove la Pubblica Amministrazione è completamente digitalizzata e la carta, praticamente, non esiste più (gli alberi ne sono grati).

Il soggiorno estone di Tessa e Alessandro, accompagnati da due insegnanti, la Prof.ssa Antonia Carbone (docente di lingua tedesca) e il Prof. Michele Costagliola d’Abele (docente di sostegno), non è stato un classico viaggio all’estero tra monumenti e serate di divertimento. I due studenti hanno infatti presentato una mini-impresa, con prodotto e start up, insieme ai giovani colleghi di altri 7 Paesi europei (Austria, Germania, Estonia, Portogallo, Irlanda, Romania, Polonia), nell’ambito di un progetto biennale dell’Erasmus Plus al cui centro è posta l’imprenditorialità: “Entrepreneurship:imagination@work”. Un partenariato strategico tra Stati e scuole europee che consente di promuovere la partecipazione dei giovani nella società, collaborare con altri istituti e organizzazioni al fine di migliorare l’insegnamento e la didattica, avvicinare i giovani al mondo del lavoro e alle richieste del territorio.

Un programma a cui ha aderito anche l’IC “V. Mennella” di Lacco Ameno, sempre più convinto che le alleanze della conoscenza e gli scambi delle abilità settoriali tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro, consentiranno di elaborare nuovi curricula secondo utilissime specificità settoriali. D’altro canto è questo il momento per mettersi in gioco e portare nella scuola una ventata di novità non solo per i ragazzi, ma anche per quei dirigenti e insegnanti che hanno voglia di lavorare, in una dimensione europea, su temi collegati all’istruzione scolastica. Per un alunno, soprattutto se appena adolescente, trascorrere un periodo di vita e di studio in un altro paese significa crescita personale, autonomia, fiducia nelle proprie capacità, arricchimento culturale e linguistico, apertura mentale, attitudine alla tolleranza e sviluppo di quelle competenze trasversali che costruiscono il cittadino europeo. Per la scuola, anche se piccola come quella di Lacco Ameno, il coinvolgimento rappresenta un’esperienza pedagogica a livello internazionale, un’occasione per sviluppare la dimensione europea e per stabilire una cooperazione feconda con gli istituti partner.

Il soggiorno di Tessa e Alessandro (e dei loro docenti) in Estonia, durato dal 4 al 12 marzo, ha segnato una delle tappi finali di un lungo processo che, tra l’altro, ha visto la scuola di Lacco Ameno ospitare l’anno scorso tutti i rappresentanti dei Paesi coinvolti in “Entrepreneurship:imagination@work”.
«La collaborazione dell’Erasmus Plus con il nostro istituto è stata una delle prime sull’isola d’Ischia» ha ricordato la Prof.ssa Antonia Carbone. «Il “V. Mennella” ha sempre partecipato a progetti di partenariati europei (ex Comenius, oggi Erasmus Plus ) e di gemellaggi (da circa 6 anni, ad esempio, siamo gemellati con la scuola tedesca “Friedrich Solle”), e se tutto questo è stato possibile, se i nostri alunni e docenti hanno da tempo la possibilità di creare ponti culturali tra l’isola d’Ischia e il resto d’Europa, è anche grazie alla competenza, l’impegno, la perseveranza e la lungimiranza del prof. Giovanni Iacono, che ringraziamo pubblicamente per queste iniziative di grande importanza per la scuola e i nostri studenti, e al supporto della nostra Dirigente scolastica Prof.ssa Assunta Barbieri. Il progetto, che terminerà a maggio in Austria, è essenzialmente un progetto di imprenditorialità.

In profonda sinergia con il nostro paese partner (la Germania), abbiamo creato articoli per decorazioni da tavolo, realizzati dagli studenti insieme ai compagni tedeschi, con la supervisione della Prof.ssa Gagliardo e il Prof. Di Bonito. Oggetti in ceramica, tipica della tradizione italiana, o in rafia e vetro, più affini a quella tedesca. Il nome della start up, Mennsol, è l’acronimo delle due scuole: la nostra e quella tedesca “Friedrich Solle”. Una volta ideato il prodotto – continua l’insegnante – ci siamo concentrati sull’aspetto economico. Un business plan egregiamente presentato in Estonia, in lingua inglese, da Tessa Manzi, alunna della classe IIIB.  È intervenuto anche un esperto di marketing con cui abbiamo creato lo slogan della nostra azienda, insieme con un video pubblicitario. Questo studio sarà poi presentato a maggio in Austria, dove tutti gli studenti dei Paesi coinvolti dovranno illustrare il prodotto e la campagna per la commercializzazione del prodotto. Il pubblico sarà composto da veri imprenditori europei, i quali sceglieranno uno dei prodotti per premiarlo e metterlo in commercio.»

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«Per quanto ci riguarda, è stata un’esperienza unica», ha ammesso il Prof. Michele Costagliola d’Abele. «Tutti gli insegnanti alloggiavano in hotel, mentre gli studenti vivevano presso famiglie del posto. Un’immersione totale, completa, in un mondo, in una cultura e in modi di vivere molto diversi da quelli da cui provenivano. Ci vedevamo solamente nella scuola ospitante, per le attività previste in comune, oppure durante escursioni sul territorio. Una formidabile occasione di confronto e di crescita malgrado il poco tempo a disposizione.».
Tessa Manzi e Alessandro Impagliazzo sono risultati primi di una graduatoria stilata con parametri comuni a tutte le scuole europee che hanno aderito al progetto. Cosa ha significato per loro questa esperienza in Estonia? «E’ stato bellissimo e molto formativo», ci ha detto Tessa. «Attraverso questa esperienza internazionale ho imparato tante cose nuove, legato con altri ragazzi e ragazze europee, comunicando con loro solo in lingua inglese. L’Estonia non è un paese molto popolare tra noi giovani, per cui ero partita con aspettative basse, che però sono state quasi subito completamente ribaltate. L’isola di Saaremaa, dove abbiamo soggiornato, si è rivelata molto interessante. Un luogo dove è possibile fare anche molte attività, con una scuola nuovissima e organizzata. Era la prima volta che prendevo l’aereo, la prima volta che vivevo in una famiglia che non era la mia, ma che si è dimostrata molto accogliente, gentile e comprensiva. Forse l’unica cosa davvero difficile è stato l’impatto con il cibo: molte zuppe e pizze decisamente tremende». Il freddo? «Tanto, ma sopportabile. A Saaremaa non ha mai nevicato, mentre a Tallin, dove siamo atterrati, siamo stati accolti dalla neve e da un vento gelido». La presentazione del progetto? «All’inizio ero un po’ in ansia, ero l’ultima a intervenire, quindi l’attesa è stata lunga. Però mi sono concentrata ed è andato tutto bene. Sono soddisfatta per la sicurezza e la disinvoltura con cui ho presentato il nostro prodotto e la nostra start up. Probabilmente, nell’esprimermi davanti a un pubblico di sconosciuti, in una lingua che non è la mia, mi ha aiutata molto l’esperienza di teatro che sto facendo in questi anni. Alla fine mi hanno anche applaudita, quindi non posso che essere molto orgogliosa di me stessa e della scuola che rappresento.»

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«Quando sono partito ero molto emozionato», ci ha rivelato lo studente Alessandro Impagliazzo, classe IIIC. «Anche per me era la prima volta in aereo, c’è stata qualche turbolenza ma tutto si è concluso felicemente. Avevamo studiato l’Estonia in geografia, un po’ mi sembrava di conoscerla  ma sono rimasto comunque piacevolmente sorpreso perché è ricca di storia e di tradizioni importanti. La cosa che mi è piaciuta di più è stata la visita in una Spa, organizzata dalla famiglia dove alloggiavo insieme ad un ragazzo polacco con cui sono rimasto ancora in contatto. La Spa estone mi ha molto colpito, piena di piscine coperte di diverse temperature, dove è possibile rilassarsi e fare il bagno anche in mesi con un clima rigidissimo. Belli anche i crateri di Kaali, creati dalla caduta di un meteorite. La famiglia che mi ha ospitato era molto accogliente e disponibile, mi sentivo al sicuro e non ho avuto troppa nostalgia di casa. All’inizio comunicare in inglese è stato un po’ difficile, mi sentivo impacciato, poi giorno dopo giorno mi sono sciolto. Anche per me il cibo è stato l’ostacolo più grande. Per fortuna, il primo giorno, appena arrivati a Tallin, ci siamo fermati in un pub dove abbiamo cenato benissimo. Se dovessi consigliarla a un mio compagno? Certo, è stata un’esperienza importante poter ampliare il proprio orizzonte e confrontarsi con realtà diverse. La rifarei subito.»

Da entrambi i professori, poi, complimenti «alle famiglie di questi due nostri studenti, che hanno avuto il coraggio di mandarli in un paese lontano, anche se per poco tempo. I ragazzi si sono dimostrati molto disponibili nei confronti delle diversità, non si sono mai scoraggiati, manifestando una maturità e un’apertura mentale davvero incoraggianti».
In attesa della tappa finale in Austria, parole di soddisfazione sono arrivate anche dalla preside dell’IC “V. Mennella”, la Prof.ssa Assunta Barbieri «Il progetto “Entrepreneurship:imagination@work”, in dirittura d’arrivo, è motivo di grande orgoglio per l’istituzione, per Lacco Ameno, per questa piccola scuola che però è riuscita a portare i suoi alunni e i docenti in giro per l’Europa. In questi due anni abbiamo avuto uno scambio continuo, un bellissimo confronto. Modi diversi di fare scuola, metodologie a cui possiamo ispirarci. Sono contenta che Tessa e Alessandro abbiano potuto incontrare altri studenti europei con questa esperienza formativa eccezionale. Spero che questo finale in Austria sia bello anche per noi: abbiamo una start up realizzata insieme al nostro partner tedesco in cui crediamo fortemente, incrociamo le dita e speriamo di vincere. Erasmus plus, per il “V. Mennella” non finisce qui» chiosa la dirigente. «Già fatta richiesta per un altro progetto, stavolta di contrasto al drop out e all’abbandono scolastico prematuro. Vediamo cosa dirà l’Europa.»

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