Statistiche
ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

Testaccio, il paese fantasma

Di solito le favole cominciano con “c’era una volta”, ma a Barano è un’espressione usata solo per descrivere quando invece esse finiscono. E’ il caso di Testaccio, quello che è ormai definito un paese fantasma. Un borgo dove solo l’attività di dormire va a gonfie vele e non teme concorrenza. Qui la crisi ha avuto i suoi effetti peggiori ed ha fatto abbassare le saracinesche a ben sei attività, solo quattro nell’ultimo anno e mezzo ed a fine ottobre sarà anche il panettiere a chiudere per sempre. Sembra uscito da un romanzo di Carmen Pellegrino questo borgo che si affaccia sui Maronti e si riflette in quell’incantevole scenario.

In una manciata di anni hanno cessato l’attività il fruttivendolo, la lavanderia, i due saloni di barbiere, il negozio di alimentari, il fotografo. Un effetto domino che riguarderà anche lo storico forno nelle prossime settimane. Un fascino svanito, un’economia lacerata dalle elevate tassazioni e dalla famelica diffusione dei supermercati. Per due attività che aprono, almeno il doppio se ne chiudono. E’ una regola matematica senza eccezioni. Testaccio rischia di diventare un paese senza voce, avvolto solo dai rumori dei motori dei veicoli. Anche le fermate dei bus appaiono come lampi di vita che passeggiano, di persone che fanno ritorno a casa, di turisti che affrettano i loro passi verso le due strutture ricettive che garantiscono oasi di pace e di tranquillità, per l’appunto.

Luigi Balestriere

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex
()
x