CULTURA & SOCIETA'

“Thalassa”, un libro dalle mille sorprese in chiave fantasy

All’evento, tenutosi nel rispetto di tutte le regole anti-Covid, hanno preso parte anche la giornalista Annamaria Chiariello e la professoressa Anna Di Meglio.

Continuano senza sosta gli appuntamenti letterari organizzati dalla Biblioteca Antoniana con la presentazione del romanzo Thalassa di Alex Romano edito da bookabook. L’evento, tenutosi alla Torre del Molino nel rispetto dei protocolli anti-contagio, ha permesso a tutti di relazionarsi con un genere particolare: il fantasy. È stata indubbiamente una serata ricca di spunti di riflessione anche per la presenza di importanti ospiti come la giornalista Annamaria Chiariello e la professoressa Anna Di Meglio che, in compagnia dell’autore, hanno ampiamente parlato del romanzo in questione. Erano presenti anche Lucia Annicelli, direttrice responsabile della Biblioteca Antoniana, il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino e il Maestro Salvatore Ronga che ha allietato la platea con alcune letture. In particolare, ci si è soffermati sulla critica letteraria, sullo stile, sulla forma e sui vari aspetti che caratterizzano questo libro dai mille colpi di scena.

La professoressa Anna Di Meglio, tra una considerazione e l’altra, si è detta molto soddisfatta di questo racconto: «Il romanzo di Alex Romano appartiene al genere fantasy, ma quello che colpisce immediatamente l’attenzione del lettore è il motore propulsore che caratterizza questo lavoro, ovvero l’amore inteso a 360°. In un caleidoscopio di personaggi fantastici c’è sempre l’amore che li unisce e che crea un ponte tra di loro in modo che possano entrare in relazione e, così facendo, dare vita alle tante peripezie in cui incorrono. All’interno del racconto, i tempi sono piuttosto vaghi, mentre c’è una cura straordinaria che l’autore dedica ai luoghi. In Thalassa essi vengono descritti con grande precisione e dovizia di particolari. Sono luoghi animistici, ovvero caratterizzati da un’anima che li pervade e che li rende vivi, così come i personaggi e alcuni oggetti del racconto». Anna Di Meglio è poi passata ad analizzare la forma e lo stile letterario di Alex Romano: «L’autore dimostra ampiamente di essere approdato a uno stile british, ovvero uno stile garbato, dotto, fiorito e, a tratti, manieroso. Il modo di scrivere e soprattutto di descrivere è incredibilmente ricco di particolari e rimandi al mondo greco, anglosassone e medievale. Questo fa capire al lettore che il fantasy in qualche modo si ricollega al reale. Alex Romano, inoltre, non scende mai nel truculento, nel meschino anche quando gli avvenimenti sono forti da dover descrivere. Infine, c’è un bellissimo utilizzo del discorso diretto che dà credibilità e vitalità ai tanti personaggi che pullulano il mondo di Thalassa». Per avere maggiori informazioni su questo romanzo in chiave personale, abbiamo deciso di intervistare direttamente l’autore Alex Romano che ci ha raccontato come è stato portare a termine il lavoro:

Come è nata l’idea di scrivere Thalassa e perché è stato scelto il genere fantasy?

«Ho sempre desiderato scrivere un romanzo, e quando ho sentito di aver raggiunto la maturità giusta per farlo, ho semplicemente iniziato a scriverlo. Mi piace molto creare storie, ambientazioni, personaggi. Credo che la capacità di ideare e il desiderio di ascoltare storie siano qualcosa di connaturato al genere umano. E il fantasy non è altro che una lente, un filtro, per raccontare, in una cornice fantastica, qualcosa sulla vita, sulle emozioni».

Quali sono i personaggi di questo romanzo? Ti rivedi in qualcuno di loro?

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«Partiamo dal protagonista, Garamond, un giovane mago che si ritrova a fronteggiare misteri e pericoli durante l’annuale Festa dei Sospiri del Grano. Attorno a lui si apre una rete di personaggi coinvolti nelle avventure magiche e negli intrighi politici che animano il romanzo. Tra questi, c’è Moira, una donna che sembra sapere molto sul destino di Garamond. Raven, un uomo di lettere chiamato a governare Thalassa. Beardgold, un malvagio bucaniere interessato a un antico rituale. E poi ci sono Sirene, mercanti, esseri fantastici. Credo che molti, me compreso, possano rivedere in Garamond le sfide di un percorso di crescita personale, sebbene innestato in uno scenario fantastico. E poi… a chi non piacerebbe, almeno per un giorno, avere poteri magici? ».

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Quali sono le ambientazioni in cui avvengono i fatti?

«Thalassa, come recita la sinossi del romanzo, è una terra lontana, celata da un antico sortilegio. E tra le isole di Thalassa c’è spazio per la natura incontaminata, per cittadine abitate da mercanti e bucanieri, per luoghi magici e misteriosi. Il mio obiettivo era dare varietà alle ambientazioni, rendendole parte integrante del tessuto narrativo: ogni luogo ha le sue particolarità, le sue tradizioni, le sue storie da raccontare. Spero che questo possa sorprendere piacevolmente i lettori e accentuare l’immersione nell’universo del libro».

Quali sono gli scrittori a cui ti rifai o che comunque influenzano la tua scrittura?

«Ho avuto la fortuna di crescere con la saga di Harry Potter, e credo che la Rowling abbia avuto un’influenza sulla mia immaginazione, e dunque sul mio modo di dare vita a una storia. Lo stesso vale per Neil Gaiman. Anche Lemony Snicket, con ‘Una serie di sfortunati eventi’, è stato una grande ispirazione: il suo modo di scrivere è geniale e divertentissimo, e credo che un romanzo debba saper suscitare un sorriso. E poi apprezzo molto alcuni grandi autori del passato, come Manzoni, Dickens, Verne, Agatha Christie».

Nel libro c’è qualche richiamo all’isola d’Ischia?

«Essendo cresciuto a Ischia, il mare ha sempre fatto parte di me, delle mie estati, dei miei ricordi. E dunque non è un caso che nel romanzo io abbia scelto di dare ampio spazio proprio al mare, alle sue suggestioni, al suo fascino. Lo stesso titolo del romanzo, ‘Thalassa’ non è altro che la parola greca che significa ‘mare’».

Quali sensazioni hai provato mentre scrivevi?

«Scrivere un romanzo è un po’ un’altalena di sensazioni. È stancante e bellissimo, si alternano momenti di grande determinazione ad altri di ansia. Generalmente però è un’ansia positiva, che ti sprona a continuare, a non arrenderti, a raggiungere l’obiettivo: prima concludere il romanzo, poi riuscire a pubblicarlo. Ma più di ogni altra cosa, scrivere per me è stato fin dall’inizio, e continua a essere, un gran divertimento e una grande fonte di soddisfazione».

Per quale motivo una persona dovrebbe leggere Thalassa?

«Credo che Thalassa possa piacere ai lettori in cerca di una storia avvincente, in cui non mancano misteri, colpi di scena e sotto-trame. Al contempo, potrebbe piacere anche a chi cerca una lettura caratterizzata da momenti più leggeri, con dettagli e personaggi stravaganti. Qualche esempio? Il lanternaio, che si lamenta con Garamond della sua vita ‘faticosante e poco ripososa’. La Noce di Latta, un batiscafo creato da un alchimista e alimentato da un pilota automatico sempre pronto alla polemica».

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