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Ti proclamiamo Regina di Ischia!”, così il grande Vescovo Pietro Il 22 agosto solennità della Beata Vergine Maria Regina

Nello splendido Atto di Consacrazione della diocesi di Ischia al Cuore Immacolato di Maria NS di Fatima del 13 ottobre dell’anno scorso nella Chiesa di Portosalvo l’eminente Vescovo d’Ischia mons. Pietro Lagnese invocò alla fine Maria SS con queste stupende parole: “ Ti proclamiamo Regina di Ischia!”. Ebbene, ecco la magnifica ricorrenza di mercoledì 22 agosto prossimo quando si fa appunto memoria solenne di Maria Regina del cielo e della terra. Occasione per continuare a invocare con convinzione e sicura speranza la Madre del Bell’Amore che ci introduce nel “mondo che verrà” e, nel contempo, ringraziare, intensificando la Preghiera, il nostro grande Vescovo Pietro. Il quinto mistero glorioso del S. Rosario ci presenta l’incoronazione di Maria come Regina del cielo e della terra e le Litanie Lauretane chiamano più volte (13) Maria con il titolo di Regina, cui si aggiunge dal 13 ottobre 2017 “Regina di Ischia”. Ancora tre delle antifone mariane più conosciute dai cattolici invocano Maria con il titolo di Regina e sono la “Salve Regina”, il “Regina Coeli” e l’”Ave Regina Coelorum”. E così, inoltre, Maria viene venerata col titolo di Regina anche di singoli territori che sono stati a Lei dedicati: ad esempio l’America latina, in Terra Santa il patriarcato di Gerusalemme dei Latini, ecc. La festa della Regalità di Maria SS fu istituita dal Venerabile Papa Pio XII nel 1955, alla fine del mese mariano; per effetto della riforma liturgica la memoria obbligatoria della Beata Vergine Maria Regina fu trasferita al 22 agosto, giorno ottavo dell’Assunzione, per sottolineare il legame della regalità di Maria con la sua glorificazione corporea: “Maria fu assunta nella celeste gloria e dal Signore esaltata come Regina dell’universo”(Costituzione del Concilio ‘Lumen gentium’, n. 59). La parola regina deriva dal verbo latino ‘règere’= reggere, governare, dirigere, guidare, curare, correggere. Questa la radice etimologica che Maria è Regina, perché associata in modo unico al suo Figlio divino, sia nel cammino terreno, sia nella gloria del Cielo. Il grande santo della Siria, Efrem il Siro, afferma, circa la regalità di Maria, che deriva dalla sua maternità: Ella è Madre del Signore, del Re dei re (cfr Is 9, 1-6) e ci indica Gesù quale vita, salvezza e speranza nostra. Il Beato (prossimo santo) Papa Paolo VI ricordava nella sua Esortazione apostolica ‘Marialis Cultus’ che: – Nella Vergine Maria tutto è relativo a Cristo e tutto da lui dipende: in vista di lui Dio Padre, da tutta l’eternità, la scelse Madre tutta santa e la ornò dello Spirito Santo Dio, a nessun altro concessi – (n.25). In vista dell’incarnazione del Bambino Divino gli angeli ribelli, puri spiriti, rifiutarono l’adorazione e, pertanto, precipitati nell’Inferno. La regalità di Gesù e Maria non ha nulla a che vedere con quella dei potenti della terra. E’ un re che serve i suoi servitori e lo stesso vale per Maria: è Regina nel servizio a Dio all’umanità, è Regina dell’Amore (‘ad-mori’=si è immolata trafitta) che vive il dono di sé a Dio per entrare nel disegno della salvezza dell’uomo. All’angelo risponde: ‘Eccomi sono la serva del Signore’(Lc 1,38) e nel Magnificat canta: ‘Dio ha guardato all’umiltà della sua serva’(Lc 1,48). Dio è venuto a noi per mezzo di Maria e noi dobbiamo andare a Dio per mezzo della regalità di Maria, altrimenti è peccato contro lo Spirito Santo Dio!
*Pasquale Baldino – Responsabile diocesano Cenacoli Mariani, docente Liceo, poeta (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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