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Ti prometto, ma non mantengo

Storie di ordinaria follia collettiva. L’Associazione Culturale “Cristofaro Mennella,” intitolata all’emerito studioso di Casamicciola ed editrice del volume sul sisma dell’isola d’Ischia presentato domenica 28 ottobre nel salone delle Antiche Terme Belliazzi,  ha avuto la malaugurata idea di promuovere una collaborazione da parte di enti, associazioni e privati allo scopo di racimolare qualche euro per integrare le poche risorse economiche del Sodalizio culturale. Una bella istanza, molto garbata, completa di copertina del libro da stampare e il curriculum dell’associazione, con l’elenco dei libri già stampati nel corso di trent’anni di attività culturale,  è stata consegnata a mano ai destinatari. Segue una paziente e certosina visita, molto cordiale ai… prescelti (moltissimi sono amici di vecchia data!), che a quanto è emerso nella generalità dei casi, quando fiutano (lontano un miglio) un esborso in arrivo anche del tutto “simbolico”, si trincerano dietro le cortine fumogene dei loro “rappresentanti” per poter vagliare, soppesare e, infine, decidere un’adesione  molto sofferta, oppure un diniego inappellabile che equivale a dire:”Vaffanculo”! Chiedere un contributo a un albergatore, a un industriale, a una società o, peggio, a un Comune, equivale ad ingaggiare un duello estenuante a “singolar tenzone”, dove spesso il soccombente risulta essere il povero richiedente, con aumento di possibilità negative per quello che non ha santi in paradiso!

Non avevo esperienze dirette per il passato, ma con  l’avventura intrapresa nel corso del mese di ottobre  di quest’anno (vigilia della stampa del famoso libro) posso ben dire di essermela cavata a buon mercato, non mancando però di incappare in alcuni infortuni, fra il tragicomico e il grottesco, che possono benissimo rientrare in quella antologia di costume tanto cara a Domenico Rea e a Luigi Compagnone. L’inizio è di quelli che fanno ben sperare, perché si è andati a gonfie vele, ma il prosieguo, tutto in salita,  mi è sembrato una vera e propria via crucis; un Calvario della via dolorosa così bene narrato nel Vangelo di Giovanni,  con le ben note sette cadute a terra del Signore,  incoronato di spine, flagellato a dovere e percosso con le verghe  fino alla  sommità del Golgota. Qualche Veronica mi è pure venuta in soccorso, asciugandomi il sudore ed esortandomi  a  riprendere il cammino con rinnovata energia, ma confesso di aver dato forfait nella metà del percorso, quando c’era ancora molto da fare in quel porta-a-porta più adatto ad un  pony express che ad un maturo “signore”, per giunta autore della mercanzia da proporre! Non sono mai stato un commesso viaggiatore, ne un postulante fastidioso che si accanisce presso studi, uffici, androni di palazzi e hall di alberghi per sciorinare la merce e portare a casa il frutto della… giornata; ma un  dignitoso proponente di cultura, di storia, di pubblicità turistica, questo si, visto che dalle poltrone in pelle e dalle scrivanie di mogano, lucidate a specchio, non si smuovono nemmeno a prenderli a cannonate i … padroni del vapore dell’industria, del commercio, della politica e delle… Fondazioni-Associazioni no profit!

È storia vecchia la nostra! Mi confidava Domenico Di Meglio, pace alla santa anima sua, che i ricconi e i benestanti locali sono i peggiori sostenitori di opere benefiche, di iniziative artistiche e culturali, di manifestazioni promozionali; ma non tutti. Vero è (voglio spezzare una lancia in favore di albergatori, termalismi e industriali) che molti di loro aderiscono sempre con una grande apertura mentale alle richieste provenienti dal mondo della cultura, dei comitati cittadini, della Chiesa, delle organizzazioni di volontariato, ma sono tanti i postulanti che poi riesce difficile accontentare tutti e soddisfarne le aspettative! Attenzionare però i recalcitranti conclamati, cioè quelli che non gli cavi dal borsellino nemmeno un centesimo arrugginito, non mi sembra vuota retorica, ma fatto di costume che va registrato e narrato per il piacere dei lettori e per le necessità della storia contemporanea. Iniziamo il nostro iter mattutino recandoci presso un parco termale foriano, ancora in attività di servizio, dove una gentile signora, dopo aver esaminato la richiesta, ha espresso la sua adesione, plaudendo per l’iniziativa editoriale. Ha versato sull’unghia trecento euro (con regolare fattura) e ci ha pure benedetto con l’acqua santa di Citara!

Entusiasmo alle stelle. “Qua le cose si mettono bene – ha pensato il latore delle istanze – Il libro è stato condiviso, e questo è un doppio successo! Via per un grazioso albergo e terme che dista un tiro di schioppo da quel parco. La struttura in questione è stata fondata da un “conterraneo” che ha dedicato l’intera esistenza a questa sua creatura, partendo da zero. Oggi raccoglie i frutti della sua sudatissima fatica insieme alla famiglia. Cento euro e vai con Dio. Terza tappa presso una rinomata Casa Vinicola. Cento euro di uno dei soci e un buon bicchiere di vino a… colazione!  Segue un giardino botanico, creata da un genio della musica contemporanea  e dalla moglie argentina, approdati da tempo in un giardino più bello, più grande e – ci dicono – profumatissimo. La direttrice ha visionato l’istanza e ci farà sapere fra qualche mese cosa pensa la Fondazione inglese! Giudizio sospeso, poi qualcuno emetterà la… sentenza! Passiamo al vicino comune di Lacco Ameno, o meglio al confine, dove nel fitto di un bosco incantato (Zaro) c’è un rinomato albergo che si specchia in un mare di cobalto. Cinquanta euro e mi si perdoni tanta pignoleria. Tutto fa brodo e i conti devono essere rispondenti a verità!

Nella cala di San Montano, a duecento metri dall’antichissima necropoli pithecusana, scavata dal grandissimo archeologo tedesco Giorgio Buchner, funziona ancora per qualche giorno un meraviglioso Parco Termale. Cento euro e via per la vicina collina di monte Vico. Un’erta, come la salita del Vesuvio, e siamo nella hall di un altro prestigioso albergo. Dopo due visite andate a vuoto (non c’erano interlocutori) finalmente esce allo scoperto un direttore. Molto compito e un po’ imbarazzato, confessa che non ci sono risposte sulla pratica visionata dalla proprietà, come a dire:”Lasciate ogni speranza voi ch’entrate”! Per correttezza è stato recapitato ad uno dei proprietari dell’albergo l’invito per la presentazione del libro fissata il 28 ottobre presso le Terme Belliazzi di Casamicciola. Non c’era lui, avete visto il sindaco (invitato) di Lacco Ameno, Giacomo Pascale? Nemmeno in fotografia! Il terremoto non è scoppiato a Casamicciola e a Lacco Ameno, ma in Paupasia! Intelligenti pauca.

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Il borsellino ha raggiunto i  650 euro: meta molto lontana dai 3.500 euro occorrenti per la stampa di 1000 copie del libro, ma non impossibile da raggiungere! E’ la volta di un altro grande albergo lacchese, che ospita stesso eventi di spessore e che però manca dalla struttura da un bel pezzo. Lo asseriscono quelli che hanno preso in consegna la “nostra” documentazione. Tre visite infruttuose, con dipendenti reticenti e imbarazzatissimi, poi al quarto e ultimo assalto arriva il direttore, incravattato a dovere, con l’abito blu d’ordinanza e una mezza smorfia per sorriso. Il gentleman indora la pillola:”Perdonate, ma abbiamo già dato per il terremoto”! Inutile replicare che non volevamo fare incetta – come alla porta della Caritas – di pasta, formaggio e bottiglie di pomodoro.  “Povere fatiche mie buttate al vento”. Non ricordo chi lo disse, ma ricordo bene con quale faccia mortificata se n’è andato l’amico direttore. Meno male che non tutte le porte ci sono state chiuse in faccia, ma per un attimo ho avuto la sensazione di essermi ridotto uguale ad un barbone che dorme sotto i cavalcavia: “Interrompo tutto; non è possibile chiedere l’elemosina per un lavoro di solidarietà,  di cultura,  di testimonianza storica e di promozione .” Ma poi, un moto di stizza e di orgoglio all’incontrario (spiegatela voi, amici lettori) mi hanno spinto a completare il… giro!

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La serie negativa si  è interrotta con una società partecipata di Casamicciola che per intercessione di… Sant’Antonio da Padova (Perrone) ha sfilato cinquecento euro, ma dietro corrispettivo di libri da consegnare ai diportisti nautici! Un libro sul terremoto non è proprio un carnet turistico, ma il messaggio (con foto a colori) scritto nella pubblicazione parla chiaro: ”Venite a Ischia, perché la vita continua” Alla presentazione del libro- benché invitati- non si sono fatti vedere né il delegato al Porto, Giuseppe Silvitelli, né il commissario liquidatore della partecipata, avv. Gelsomino Sirabella! Forse avranno approfittato del sabato soleggiato per andarsene al mare e godere gli ultimi giorni di quest’ autunno… disgraziato! A Casamicciola, epicentro del sisma, non sono messi molto bene. Inutile tentare approcci sballati. In un albergo – ultima tappa “casalinga”- cinquanta euro, mentre in un altro hanno fatto sapere che il proprietario è… convalescente  e non ha potuto nemmeno leggere il curriculum editoriale. Come passa il tempo, gli amici e le umane fortune!

Sono passato a Ischia, ma a “Mezzocammino” ho pensato di fare visita ad un signore tedesco che, insieme alla mamma, creò negli anni Settanta un bellissimo Parco Termale.  (In seguito mi fu commissionata una fortunata monografia sulle acque termali del complesso turistico-curativo). Si tratta di un nobile ormai avanzato negli anni e ritiratosi a vita privata. Alla reception due impiegati, dopo aver ricevuto –brevi manu – la documentazione alcuni giorni prima, si sono stretti nelle spalle dichiarando  in modo molto conciso e compendioso:” Non siamo interessati alla vostra iniziativa!” La pratica era stata visionata dall’erede del barone, che ha preso in mano la baracca da qualche anno, invertendo la rotta del papà e imprimendo una brusca sterzata all’Azienda familiare. “Padre illuminato, figlio con la torcia di resina”. Poveri noi, che abbiamo creato faticosamente il benessere, per darlo poi in pasto a questi qua!

Sbarchiamo a Ischia. Qui sono concentrate tutte le forze economiche, i club esclusivi, gli alberghi rinomati e le associazioni di categoria. Ma quando devono mettere mano al portafoglio, ai più viene la paralisi! Un’associazione di categoria. per mano del suo presidente, ha dato duecento euro. Non un assegno, né una bustina, ma quattro fogli da 50 euro accartocciati come sigari e rifilati in una tasca dei pantaloni del… beneficiario come un incappucciato della massoneria. Padre mio, che mi è toccato vedere a settantasette anni suonati! In un albergo del centro cento euro, ma dopo i Pilastri, la musica è cambiata, con trecento euro di un noto imprenditore. Un bel passo avanti e siamo a quota 1800 euro, ovvero a metà dell’opera!

Mi fermo qui, per carità di patria. Non pretendo che tutti siano stati toccati dal sacro furore della cultura, dell’amor di patria, dell’impegno civile e della solidarietà a 24 karati. Ognuno ha la passione che si ritrova per dono naturale o… dinastico. Mancano all’appello millesettecento euro; una somma che racimolo raschiando il fondo del barile dell’associazione. Siamo rimasti a secco, con un bel zero spaccato nella disponibilità di cassa e una montagna di libri del recente passato, che nessuno vuole leggere, nemmeno a pagare i più volenterosi, disposti a mettere da parte per qualche ora quei “maledetti cellulari” che ti portano in casa tutto lo scibile umano in meno di un minuto! Ma che volete farci; per noi il Libro è tutta la nostra vita e la nostra … tribolazione. Perdonateci, se potete!

Gino Barbieri

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