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SOTTO TIRO – Gli amici alla spiaggia

Dopo gli amici al bar abbiamo anche gli amici alla spiaggia. Siamo un gruppo di una decina di persone, amiche, che la mattina alle sette ci ritroviamo nel catino incantato della spiaggia del carcere a Punta Molino. Visto che siamo persone di una certa età, dormendo poco la notte, la mattina, arzilli, discutiamo di come migliorare il tratto di spiaggia che dalla nuova fontanina di acqua minerale che sgorga dalla Siena va fino al carcere.

Premetto che sia gli articoli di Gianni Vuoso che i miei non sono stati quasi mai presi in considerazione dalle amministrazioni comunali in carica e si spera che Enzo Ferrandino legga almeno gli articoli che un gruppo consistenti di amici di spiaggia contribuisce a redigere e ,dopo le 10 di mattina, di bar, di lunga esperienza di vita, tentano di mettere a disposizione della collettività. Gianni Vuoso fa alcune proposte.Io ne aggiungo altre Gù alla Mandra domina l’associazione Largo dei naviganti. E’ composta da persone di alta qualità sociale ma che non perseguono fino in fondo i loro obbiettivi. Mi spiego. L’associazione gestisce il carcere che è diventato il deposito di materiali di barche ed arredi delle festa che organizzano. Uno spazio,il carcere,che deve essere utilizzato meglio. Fuori dal carcere vi è un bar, gestito da Brunone, che se non fosse Brunone a gestirlo bisognerebbe inventarne uno come lui. Pulizia ed ordine sono la prassi.

Questo bar va inserito all’interno del carcere. In un piccolo spazio. Voi conoscete il giardino all’interno del carcere. E’ una meraviglia. Immaginate tavolini all’interno ed all’esterno del carcere. Diventerebbe un posto di aggregazione eccezionale. Immaginate anche una serie di attività culturali. C’è poi Vico Ulisse. In questo vicoletto e sulla spiaggia vi sono alcuni bassi che vengono fittati d’estate. Sono sovraffollati e piccoli. Pensate che gli inquilini sono costretti a mettere sulla pubblica strada le suppellettili che non è possibile tenere in casa per mancanza di spazio, Il sindaco, come tutore della salute pubblica, deve chiedere all’ASL di verificare per quante persone queste abitazioni sono idonee. E d’estate controllare. Pensate con il ricorso a Airbnb quanti stranieri vorrebbero un posto nel mare! Il Comune deve includere nei contratti di gestione delle spiagge ai privati la pulizia annuale, a loro carico,delle spiagge libere.

E poi bisogna eliminare la cattiva abitudine di lasciare,da parte di ischitani ed ospiti, l’immondizia sulla strada. Inoltre va studiato come far raggiungere la spiaggia dai turisti e dagli ischitani visto che tutta via Pontano è occupata dagli abbonamenti degli residenti. Enzo Ferrandino sta cambiando modo di amministrare questo paese. E’ suo compito armonizzare gli interessi dell’associazione “Largo dei Naviganti”, i gestori del bar, e i proprietari delle casette sul mare. Contro nessuno, a favore del paese. Con intelligenza e con un progetto non difficile da ideare si può fare del tratto di spiaggia descritto da me e Gianni Vuoso  un nuovo Negombo che con la prepotenza dell’immagine sul fondo del Castello è sicuramente uno dei luoghi sacri di Ischia.

PS: ho scritto questo articolo prima del terremoto. Era una speranza per il futuro. Ora con la tegola che ci è capitata in testa diventa una necessità. Amministratori lungimiranti nell’isola latitano. Ischia sembra averne trovati alcuni.

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