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Sotto il tiro di Mizar, la depurazione dell’isola

Il Governo Italiano sta subendo dalla Comunità Europea una multa di 350.000 euro al giorno come sanzione per non aver costruito i depuratori. Il Governo ha nominato un Commissario  per tentare di eliminare la sanzione ed avviare a soluzione l’annosa problematica.

Il dottor Ghirelli per quanto riguarda l’isola è riuscito ad interloquire con il Commissario. Allo stato attuale sono stati affidati all’EVI/CISI i progetti per la costruzione  delle reti fognarie  e la sostituzione  delle condotte a mare.

Il ragionamento è logico. Prima di costruire i depuratori bisogna costruire tre condotte separate di fogne. Acque bianche, acque nere e acque minerali. Convogliare tutti e tre i tipi di acque in un depuratore sarebbe pazzesco perchè le dimensioni dei depuratori dovrebbero essere enormi. Un problema per le acque minerali sorge per una legge regionale che attribuisce agli alberghi con più di duecento posti letto la qualifica di struttura industriale e questo implica la costruzione di fogne separate. Basterebbe far capire alla Regione che un albergo di 20 camere butta in fogna lo stesso materiale di uno di oltre duecento per risolvere la questione.

Grazie al dottor Ghirelli, che molti criticano, si sta avviando anche a soluzione la problematica finanziaria delle due società. Quando vi sarà una sola società con l’aumento di capitale ci si avvierà verso traguardi più rosei per quanto riguarda  i finanziamenti per le tante opere necessarie al sistema.

Quando Giosi Ferrandino andrà in Europa speriamo che voglia operare per l’isola. Per ottimizzare tutto il sistema della operazione depurazione occorrerà anche un impegno a far variare dalla Comunità Europea qualche norma per i fondali profondi di cui il mediterraneo è pieno a differenza di quelli del Nord Europa che non superano i cinquanta metri di profondità e scaricandovi le fogne diventano dei laghi di liquami..

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Come vedete i tempi per costruire i depuratori si allungano per cui sarebbe auspicabile applicare le ordinanze sul divieto di usare saponi e liquidi non biodegradabili per dare un respiro al nostro mare.

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