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Sotto il tiro di Mizar, la faida casamicciolese

Ad Ischia è di importazione la faida politica in pieno svolgimento. Undici anni fa grazie alla lungimiranza di Luigi Telese e di Luigi Boccanfuso vedemmo approdare ad Ischia Giosi Ferrandino.  Arrivava dall’aver concluso un mandato a Casamicciola dove aveva dimostrato di saper accumulare tanti debiti ma anche realizzare qualche cosa di buono.

Gli sponsor ischitani di Giosi dovevano regolare un po’ di conti politici con la classe dirigente di Ischia e pensarono al giovane Giosi come eventuale testa di legno. Dopo qualche tempo i due si resero conto di aver sbagliato i calcoli. Infatti furono estromessi con grande astuzia dall’amministrazione comunale.

Giosi era giovane e molti si resero conto che aveva qualche dote che poteva mettere a disposizione del paese. La prima sindacatura dimostrò agli ischitani la voglia di emergere. Passarono cinque anni e quando si presentò per essere rieletto ebbe un successo plebiscitario avendo saputo tessere una rete clientelare di tutto rispetto circondandosi di una classe dirigente formata da yes men e da persone che pensavano solo ai propri interessi elettorali.

Quando a metà consiliatura Giosi incappò nel problema CPL Concordia le cose precipitarono insieme al disinteresse vero il paese di quelli che circondavano il Sindaco. Avendo occupato il posto di sindaco per due volte dovette passare la mano. Un gruppo amministrativo rappresentato da Luca Montagna si propose come guida per il paese proponendo Abramo De Siano come loro guida politica e spirituale. Il buon Abramo decise di farsi rappresentare dalla figliola in consiglio comunale.

La figliuola fu eletta consigliera ma incappò nelle ire di Maurizio De Luise, cugino dell’uscente sindaco Giosi, arrivato subito dopo, che non volle accettare lo scarto minimo di voti che lo separava dalla De Siano Figlia. Da qui iniziò la faida. Tar, querele e controquerele buttarono il paese in una faida ai danni del paese e per molti inimmaginabile.

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Con l’elezione di un buon consiglio comunale formato da consiglieri quasi tutti alla prima elezione e con un sindaco, Enzo Ferrandino, onesto e giovane, nel paese si era sperato in qualcosa di buono. Ma cosa strana, il Sindaco invece di prendere le redini del comando si è lasciato fagocitare dalla faida dei Casamicciolesi e dalla incapacità dei consiglieri comunali.

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E nel paese tutto crolla. Bravi Giosi Ferrandino, il gruppo sciarappa ed il nuovo consiglio comunale. I cittadini applaudono.

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