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Sotto Tiro di Mizar Prove difficili

Mentre i sei sindaci di Ischia sono stati i primi in Italia ad emettere i provvedimenti di divieto di importazione ed uso dei saponi non biodegradabili al 100 per cento, nella plastica sono stati battuti dalle isole Tremiti e da qualche altra località che mi sfugge.

Ma contando sulle necessità vere della nostra isola mi permetterò nei prossimi tempi di illustrare ai Sindaci la necessità di entrare anche sul problema plastica ripetendo il successo che i Sindaci hanno avuto con i saponi.

Nelle plastiche proibite, per importazione e consumo, è compreso anche l’uso della bottiglia dell’acqua minerale. Si capirà subito la portata di questa ordinanza. Potremmo, dopo i saponi,i grassi e gli anti alghe, eliminare dai prodotti in vendita i cotton fioc, i piatti di plastica, le forchette, i bicchieri ecc.ecc. che contribuiscono a rovinare l’ambiente. Tutto questo per ottenere una isola in prima fila per l’ecologia.

Se aggiungiamo a queste iniziative il recupero dei terreni incolti per l’agricoltura e  gli incendi, l’eliminazione dei prodotti chimici per la coltivazione di uva e frutta applicando la cisgenetica, potremmo dire di aver dato ad Ischia l’inserimento in un contesto ecologico che ci farà affrontare il futuro con meno apprensione.

Un’isola completamente ecologica con oasi nell’isola ad assoluta vivibilità, mobilità realizzabile con mille o duemila mezzi organizzati dalle pubbliche amministrazioni,una distribuzione delle merci con una logistica intelligente. Quello che sembra un progetto utopistico, se riflettete bene, è a portata degli abitanti dell’isola nel giro di pochissimi anni. Basta che gli attuali amministratori diano la spinta iniziale e la maggior parte dei cittadini accetti qualche piccolo sacrificio. Ne va del futuro turistico dell’isola e della sopravvivenza economica degli abitanti.

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