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Sotto Tiro di Mizar, STANIAMOLI (2)

 

Rosario Caruso è il sindaco di Serrara Fontana. Non ha bisogno di essere stanato ma di accettare una discussione che potrebbe avviare un qualcosa di utile per i suoi concittadini qualora  avessero intenzione di collaborare.

Serrara Fontana sta subendo il tracollo turistico di Sant’Angelo e il mancato sviluppo dell’area del Monte Epomeo. Caruso, come Del Deo a Forio, non ha più bisogno dei voti clientelari per essere rieletto e potrebbe diventare la guida per il cambio di amministrare l’isola. Entrambi però devono riciclare il loro pensiero.

Venti o più anni fa Ferdinando Calise, uno dei pochi industriali del turismo, con il Miramare, si accorse che Sant’Angelo non tirava più tanto bene e mi chiese se ero in grado di far arrivare ad Ischia qualcuno di importante in campo turistico. Tramite amici mi rivolsi ad un grandissimo tour operator a livello mondiale il quale studiò la problematica e suggerì che una delle soluzioni poteva essere quella di presentare al mondo Sant’Angelo come unico villaggio anche se, per il senso di individualismo regnante nel luogo, non era possibile avere una sola società che comandava su tutto. Bastava creare un prodotto condiviso e farlo amministrare da una società di servizi.

In sostanza si elaborava il progetto di prodotto e tutti gli operatori accettavano un controllo qualità pur rimanendo nella propria autonomia ma soggetti alla società di servizi che organizzava il tutto e vendeva il prodotto con una percentuale di guadagno per i servizi prestati.

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Il progetto non trovò che uno o due operatori che vi aderirono. Dopo è sotto gli occhi di tutti che cosa è successo fino ad arrivare al boicottaggio di Rocco Barocco che aveva tentato di rilanciare Sant’Angelo. E’ cronaca di oggi l’invasione di Sant’Angelo da parte di decine di carrelli elettrici e motocicli che hanno fatto perdere al posto l’unica cosa che potevano vendere ossia tranquillità e bellezza.

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Caruso sta portando a termine la gara per il depuratore che potrà far rinascere anche i Maronti. Deve avere il coraggio di prendere provvedimenti non popolari. Un sistema di distribuzione merci e spostamento, di persone e cose, fatto dal Comune con pochi mezzi elettrici,la spinta al massimo del GAL agricolo che il Comune sta portando avanti insieme al recupero dei terreni incolti. Questi i punti di sviluppo che hanno necessità di coraggio amministrativo. Lo tiene Caruso il coraggio?

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