CULTURA & SOCIETA'

Torna sull’isola la moda d’estate dei sandali e degli infradito. Li abbiamo copiati dai faraoni dell’antico Egitto per i nostri piedi “liberi”

I moderni lustrascarpe,ovvero i vecchi “Sciuscià” - ancora oggi sopravvive un mestiere amato da alcuni ischitani degli anni ’50 di vecchio stampo con la fissa di farsi lucidare le proprie scarpe quando si recavano a Napoli in galleria. Si diceva: l’uomo che non si trascura lo si vede dalle scarpe d’inverno e dai sandali d’estate che calza in buon ordine. Parliamo di scarpe e di sandali, ma non abbiamo fatto i conti con il loro passato storico di altri popoli che ci hanno insegnato cosa sono il sandalo e l’infradito e come e quando si calzano

La sana passione di fare belle le nostre vecchie scarpe lucidandole con la tradizionale cromatina della Brill o della Marga o della Saphir, le marche nazionali che all’epoca erano in commercio e nelle scarpiere di casa, ci inorgogliva e ci faceva star bene con noi stessi. Si diceva: l’uomo che non si trascura lo si vede dalle scarpe d’inverno e dai sandali d’estate che calza in buon ordine. Altri tempi. Infatti negli anni ’50 gli ischitani che di primo mattino si recavano a Napoli per compere speciali, con le motonavi tutte della Span, poi Caremar e con la “Vittoria”, “Ondina” e Rondine” di Nicola Monti e soci, per atteggiamento quasi maniacale, sfiorando la fissazione, trovavano il tempo per recarsi in Galleria per incontrarsi col lustrascarpe che stazionava al solito posto, per lasciarsi lucidare le proprie scarpe.

Fra i clienti fissi dell’isola, si distinguevano i corrieri, il cav. Aniello Cervera e Ciccio Ruggiero che curavano il proprio aspetto perfino sul lavoro. A quel tempo, a Ischia il lustrascarpe non c’era, ma c’erano i calzolai (tanti) e la tradizionale ed utile cromatina. I sandali e poi gli infradito sono arrivati dopo. Sono in pratica succeduti ai rumorosi zoccoli che ai piedi delle comitive dei giovani dell’epoca, facevano un casino di dio. Ma l’argomento sono i sandali, quelli aperti come si diceva al tempo della moda imperante e quelle striacette che per lo più erano calzati dai latin lover che abbondavano. Un sandalo ben lavorato faceva scick per la persona che lo calzava, uomo o donna, bambino o persona anziana. Di estate faceva il paio con l’infradito. Il quale prese il sopravvento al punto da risultare nel confronti del sandalo un temibile concorrente. Questi venivano importati da Napoli e messi in commercio dai negozi di scarpe locali, che sull’isola erano pochi A Porto d’Ischia c’erano solo i negozi dii Umberto De Luciano e di Pietro Corsi. A Lacco Ameno lungo il corso Angelo Rizzoli c’era la calzoleria di Franco, al centro di Forio col suo Negozio c’era Regine, A Sant’Angelo era presente Mario specializzato proprio in sandali. Parliamo di scarpe e di sandali, ma non abbiamo fatto i conti con il loro passato storico che ci ha insegnato cos’è il sandalo e come e quando si calza. In poche parole abbiamo copiato da loro con i sandali comuni, quello sofisticati ed in special mofo gli infradito che erano nei mesdi caldi i preferiti dai faraoni dell’antico Egitto. Seguiti dai Greci e dai Romani. Si racconta che l’ imperatore Calligola fra scarpe e sandali ne possedeva 400 paia di vario colore fatti di cuoio e corda e lacci di pelle. Insomma dagli Egiziani ai Greci, fino ai Romani, tutti pazzi per i sandali.

La nascita della scarpa coincide, senza ombra di dubbio, con la realizzazione dei primi sandali e subito dopo dagli infradito. Non possiamo conoscere con certezza il momento in cui l’uomo decise di fasciare i propri piedi stanco di camminare scalzo, ma possiamo affermare che uno dei primi popoli ad utilizzare i sandali fu quello degli antichi Egizi. Le calzature avevano per questa popolazione un significato importante. Colore e tessuto variavano in base al mestiere e alla classe sociale del suo possessore. I sacerdoti funerari indossavano solo sandali bianchi, in simbolo di purezza. I faraoni possedevano, invece, modelli d’oro, con la punta della suola alzata e girata verso l’interno, e con immagini dei nemici disegnate sulle suole. I sandali, realizzati principalmente con foglie di papiro, giunco e palma, furono utilizzati già nell’Antico Regno (dalla III alla VI dinastia), ma si svilupparono soprattutto durante il Nuovo Regno (XVIII, XIX e XX dinastia). La maggior parte degli egiziani realizzava personalmente i propri sandali ad eccezione di quelli dei faraoni costruiti da bottegai specializzati.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

antoniolubrano1941@gmaol.com

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