CRONACA

Tornano le strisce blu a Ischia, e monta la protesta

A guidarla, ancora una volta, Gennaro Savio (PCIML) che contesta la decisione dell’amministrazione comunale in un periodo in cui la crisi si avverte in maniera pesante

“Dal 20 giugno 2020 ritorna a pagamento la sosta sugli stalli delimitati dalle strisce blu”. Con questa frase scritta sul profilo Facebook del Comune di Ischia, l’amministrazione comunale, dopo la sospensione nel periodo del lockdown, quando cioè per strada non c’era praticamente nessuno, ha annunciato la reintroduzione del pagamento nelle famigerate strisce blu. Si tratta di una scelta politica a dir poco vergognosa senza fine, schifosa direi, in quanto migliaia di ischitani a causa del loro stato di disoccupati per il mancato ritorno al lavoro e del mancato riconoscimento dei bonus economici a loro destinati dal governo Conte, stanno facendo letteralmente la fame, ricacciati in una condizione di povertà senza precedenti e per cui, a molti, risulta difficile persino mettere il piatto a tavola. Ma in una situazione economica così drammatica per cui in Italia si registrano i primi suicidi di lavoratori che non riescono a sopportare il peso di doversi indebitare all’inverosimile persino per fare la spesa, come si può solo pensare di far pagare ad un’automobilista due euro per ogni ora di sosta? Ma stiamo fuori? Stiamo scherzando? Di cosa si tratta? Si tratta di un incubo, di un brutto sogno? Nulla di tutto questo, è tutto vero, purtroppo.

Si tratta di un provvedimento che solo amministratori dalla pancia piena e dalla cultura capitalistica e padronale potevano pensare di approvare alla faccia della povera gente disperata che pur di portare il pane a tavola sono costrette a rivolgersi alla Caritas o ad altre associazioni di volontariato impegnate sull’isola a distribuire alimenti di prima necessità.  E così il sindaco Enzo Ferrandino dopo aver snobbato la nostra proposta di stanziare fondi da distribuire ai lavoratori stagionali allo stesso modo di come ha fatto il comune di Capri ed altri comuni della terraferma, preferendo elargirli alle aziende  come quella della sua famiglia che tanto ama citare nei suoi interventi per sottolineare la sua formazione di imprenditore, con la riattivazione delle strisce blu ha inferto  l’ennesima pugnalata mortale al cuore delle tasche già vuote delle lavoratrici e dei lavoratori isolani: che vergogna!!! Una vergogna senza fine quella delle strisce blu a Ischia di cui sono corresponsabili anche Gianluca Trani e gli altri componenti della cosiddetta minoranza che negli anni scorsi, quando a braccetto disamministravano il paese assieme all’attuale eurodeputato Giosi Ferrandino, privatizzarono la sosta a pagamento. Una vergogna di cui ci auguriamo che i cittadini ischitani se ne ricordino alle prossime elezioni. Intanto al contrario di altri post propagandistici, evidentemente preoccupato per i commenti al vetriolo che molti ischitani certamente non avrebbero fatto mancare, stavolta il sindaco non ha scritto nulla sul suo profilo. Complimenti per il coraggio da “leone” che ancora una volta hai dimostrato di avere, caro Enzo. Ma c’è un’altra vergogna di cui si è resa responsabile l’amministrazione Ferrandino. Quella di aver fatto diventare la Publiparking, società privata che gestisce la sosta a pagamento, padrona assoluta del parcheggio ex Jolly per la cui realizzazione sono stati spesi oltre un milione di euro della collettività: sciù, mamma mia. Infatti il piano superiore sarà disciplinato in ingresso e in uscita con sistema di automazione a barriere: assurdo! Se fossi in voi, cari disamministratori ischitani, proverei vergogna pure di passeggiare per strada ed incrociare lo sguardo dei miei concittadini. Pensate che per addolcire la pillola della privatizzazione fisica del parcheggio ex Jolly, l’amministrazione ha deciso di rendere gratuita la sosta nei primi 20 minuti. Neppure il tempo di andare a pagare un bollettino alla posta o protocollare un documento al municipio. Vergogne su vergogne, insomma. A proposito, in questo parcheggio dove Enzo Ferrandino continua impunemente a negare i trenta posti auto gratuiti alla collettività che spetterebbero per legge, gli invalidi continueranno a pagare. Ancora politicamente parlando vergogne su vergogne, quindi, di un’amministrazione i cui componenti, a questo punto, bene farebbero ad andarsene a casa. Il Partito Comunista Marxista-Leninista continuerà a battersi, come sempre fatto, contro la vergogna delle famigerate strisce blu introdotte, trent’anni fa, al solo scopo di prelevare soldi dalle tasche dei cittadini. Altro che servire per disciplinare la sosta. Per disciplinare la sosta e garantire il ricambio di auto nelle aree di sosta del centro storico, basterebbe solo far rispettare il disco orario… Ma così non andrebbe bene per chi ci mal governa, in quanto verrebbero meno gli affari della sosta a pagamento.

*Dirigente del P.C.I.M-L.

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