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Torre di Guevara, al via il progetto visionario

Il Comune di Ischia avvia il percorso che trasformerà la struttura in un polo culturale unico nel suo genere. Un itinerario via mare con battelli a fondo trasparente guiderà i visitatori tra fondali archeologici e paesaggi mozzafiato. La Torre ospiterà un museo subacqueo, una galleria d’arte contemporanea e un giardino creativo affacciato sulla baia

C’è un luogo a Ischia che sembra galleggiare tra il mare e la memoria. È la Torre di Guevara, la sentinella di pietra affacciata sulla Baia di Cartaromana, amata dagli ischitani e fotografata da chiunque abbia attraversato anche solo per un giorno l’isola. Una presenza magnetica, quasi sospesa, che da secoli osserva silenziosa il mare che muta. Oggi quella torre sembra prepararsi a un nuovo inizio. Non un semplice restauro, né un intervento museale come tanti. Ma un progetto capace di immaginare un futuro diverso per l’isola, intrecciando il fascino degli abissi, la forza del paesaggio e la vitalità dell’arte contemporanea. Questa visione prende forma nella determina n. 2982, firmata dal responsabile di settore Lia Baldino, con cui il Comune di Ischia affida la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE) dell’intervento intitolato “Il Giardino della Torre di Guevara. Il Museo itinerante archeologico subacqueo e la Galleria d’arte nel paesaggio”. Leggendo le pagine della determina, si ha quasi l’impressione di assistere alla nascita di un racconto: quello di un luogo che torna a parlare.

Il cuore del progetto è un’idea semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo: arrivare alla Torre non solo da terra, ma dal mare, lasciando che l’esperienza inizi già durante la navigazione. Si immaginano piccole imbarcazioni con fondale trasparente, che scivolano dalle banchine di Ischia Porto verso Ischia Ponte, mostrando ai visitatori ciò che solitamente resta invisibile: i resti dell’antico insediamento romano che giacciono sul fondo della baia. Il viaggio prosegue così, tra la luce riflessa sull’acqua e l’emozione di scoprire l’archeologia sommersa. Poi l’approdo, proprio ai piedi del Castello Aragonese, e infine un sentiero naturale che permette di risalire verso la Torre di Guevara, seguendo un percorso che profuma di macchia mediterranea e di storia. È un itinerario pensato per far dialogare i sensi con il paesaggio. E proprio la Torre diventa il cuore pulsante del nuovo sistema culturale: un ascensore inglobato in un corpo mimetico a giardino verticale, sale dedicate all’arte contemporanea, il piano rialzato trasformato in Museo archeologico subacqueo, e fuori un giardino contemporaneo punteggiato di installazioni, dove sedersi, sostare, pensare. Un progetto che sembra voler restituire all’isola un luogo di contemplazione, incontro e scoperta.

Nel vasto elenco di professionisti accreditati presso il Comune brilla un nome: “Roberto Cremascoli, Edison Okumura e Marta Rodrigues, Arquitectos Lda”, studio con sede a Porto. Architetti internazionali abituati a lavorare in luoghi ricchi di storia

Questa visione non nasce all’improvviso. È il frutto di un percorso istituzionale lungo, paziente, fatto di passaggi formali e decisioni politiche. Già a febbraio il Comune aveva attivato un dialogo serrato con la Regione Campania, chiedendo un finanziamento di oltre 2,3 milioni di euro. Nei mesi successivi sono state inviate schede tecniche, integrate osservazioni, modificati documenti. A maggio la Giunta regionale ha riconosciuto il valore del progetto e lo ha inserito tra quelli da finanziare, in attesa del passaggio finale presso il CIPESS. Nel frattempo, il Consiglio comunale ha approvato a ottobre il documento preliminare alla progettazione e definito un quadro economico che supera i 2,69 milioni di euro, prevedendo anche una quota di cofinanziamento comunale attraverso un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti. Un segno inequivocabile della volontà politica di portare a termine l’opera, senza mezze misure. Quando si è passati alla fase operativa della progettazione, però, è emerso un nodo: il Comune non dispone, tra il personale interno, di figure tecniche sufficientemente specializzate per un incarico così complesso. Nessuna disponibilità è arrivata dagli uffici. La scelta è diventata obbligata: serviva uno studio esterno, di calibro adeguato. Nel vasto elenco di professionisti accreditati presso il Comune brilla un nome: “Roberto Cremascoli, Edison Okumura e Marta Rodrigues, Arquitectos Lda”, studio con sede a Porto. Architetti internazionali abituati a lavorare in luoghi ricchi di storia e in contesti delicati come il paesaggio costiero. Attraverso la piattaforma “TuttoGare”, il Comune ha avviato una procedura di affidamento diretto – consentita dalla normativa per incarichi sotto i 140mila euro – e ricevuto un’offerta economicamente vantaggiosa, con un ribasso dell’1%. Lo studio ha superato tutte le verifiche, dai requisiti professionali alle certificazioni ANAC, e ottenuto l’incarico. L’importo complessivo del servizio ammonta a 173.096,06 euro, comprensivi di cassa previdenziale e IVA al 23%. E così, da Porto a Ischia, gli architetti portoghesi diventano i nuovi interpreti della Torre.

Ciò che colpisce leggendo la determina non è soltanto l’aspetto tecnico del progetto – pure complesso e articolato – ma la portata culturale dell’intervento. La Torre di Guevara, per anni protagonista di cartoline e di tramonti, diventa qui un laboratorio di futuro: un luogo accessibile a tutti, grazie ai nuovi collegamenti verticali; un ponte tra passato e presente, dove la storia sommersa dialoga con le arti contemporanee; un punto d’arrivo e di partenza per un percorso via mare che potrebbe ridisegnare il turismo culturale di Ischia; un nuovo spazio pubblico fatto di giardini, opere e prospettive verdi. È un’operazione che restituisce alla comunità un’idea potente: la cultura come rigenerazione, come possibilità di vedere il proprio territorio con occhi nuovi. Con l’affidamento ufficiale del PFTE, la macchina progettuale può finalmente mettersi in moto. Da questo documento dipenderanno non solo i finanziamenti definitivi, ma anche l’impostazione architettonica e museale dell’intero intervento. È una fase cruciale: quella in cui le visioni diventano disegni, i disegni diventano scelte, e le scelte diventano futuro. La Torre di Guevara, nel frattempo, continua a guardare il mare. Ma forse, per la prima volta dopo molto tempo, guarda anche un po’ più lontano.

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