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Totò preso in… contropiede, sant’Anna rimandata a lunedì 31

A causa delle condizioni metereologiche di oggi abbastanza  incerte al punto da rendere problematico se non pericoloso il regolare svolgimento della festa a mare di questa sera, la Festa ha subìti un ennesimo rinvio. La manifestazione che questa sera, giorno di Sant’Anna, avrebbe dovuto allietare la marea di persone che da sempre fanno da ricca cornice al superbo spettacolo che si sarebbe sviluppato nella Baia nel nome del grande Totò, è stata rimandata a lunedì prossimo 31 luglio. Preso in contropiede, ci sarà rimasto male il principe della risata Antonio De Curtis,  autore per altro  nel 1949 ( anno di quando cominciò a comporla) della celebre canzone “Ischia Mia” o “Ischia Paravise e’ Giuventu”.cantata e diffusa  ufficialmente nel 1951 da un grande interprete della canzone  del tempo, Giacomo Rondinella, e dopo da altri due bravissimi cantanti napoletani  Franco Nico e Nino Fiore. Tant’è, dopo un’attenta riflessione e considerazione delle reali cattive condizione del tempo di questa sera, gli organizzatori hanno  spostata la Festa di 5 giorni, per essere sicuri di un tempo che le previsione danno buono a partire dall’inizio della settimana prossima. Per la cronaca, la storia della Festa a Mare agli Scogli di S’Anna, per il cattivo tempo, registra numerosi rinvii, per l’esattezza una quindicina a partire, per non andare troppo lontano, dall’edizione del 1973 poi via via nel 1975, 1976,1977,1978,1980,1982, 1984, 1987, 1993, 1994, 1999, 2002, 2005, 2013.

Per tanto facciamo le corna e speriamo che lunedì 31, sia la volta buona per andare avanti e per vivere questo benedetto giorno in cui si svolgerà la festa in tutta letizia col suo programma tradizionale e d’avanguardia, visto che per il “nuovo” si è ricorso all’architetto designer e artista Riccardo Dalisi che nel panorama della sua visione artistica, ha unito le due marionette famose Toto e Pinocchio da cui è venuta fuori la  creazione  del  Totocchio, visibile e rappresentato in artistiche sculture di latta esposte per essere ammirate su alcuni balconi di palazzi storici e sulla postazione-mausoleo dell’acquedotto a Ischia Ponte. L’attenzione e l’interesse del vasto pubblico per la Festa a Mare agli Scogli di S.Anna sono rivolti soprattutto alle barche addobate in concorso che rappresentano l’anima della Festa, ed agli spettacolari fuochi piromusicali che anche lunedì sera 31, saranno sparati a ponente del ponte  aragonese, nel tratto di mare che guarda Vivara  Il grande Totò si insinua nel contesto scenico  della festa e impresta il suo marchio di fabbrica ai costruttori  delle quattro “barche” addobbate  che vedremo  nella specchio d’acqua aragonese animare sui propri improvvisati palcoscenici a mare con scenette vere, figuranti e dicitori l’opera artistica fatta di cinema, teatro, poesia, canzoni  del grande principe della risata. Infatti  la barca che presentano i componeti di Actus Tragicus di Forio  “personifica” Totò e il cinema, l’Associazione Pro Loco di Casamicciola Totò e la musica, l’Associazione Largo dei naviganti della Mandra di Ischia Totò e la poesia ed infine l’Associazione Pro Loco di Lacco Ameno Totò e la Maschera.

Quindi Totò a tutto  campo, pardon, Totò a tutto mare che ha legato il suo nome all’isola con la preziosa dedica della sua celebre canzone “Ischia Paraviso e Giuventù”, il cui bello ed allegro motivo musicale fungerà da colonna sonora della Festa a Mare agli Scogli di S.Anna. La storia degli scogli, della chiesetta e del golfo aragonese hanno ispirato coloro che  tanti anni fa hanno voluto riprendere la festa.I primi dieci anni della Festa a Mare, dal 1932 al 1942, hanno rappresentato per quegli infaticabili giovani dell’epoca, che,  in un nostro precedente servizio abbiamo definito eroi,  la prima dimostrazione di come si potesse organizzare una festa popolare a mare dal niente, senza mezzi, ispirandosi al solo fascino ed alla storia dei luoghi. La storia tramandava il rito della processione delle partorienti fin sotto la chiesetta di Sant’Anna  e la Torre di Michelangelo. Ed a quel rito essi si attennero trasformandolo in festa di gozzi addobbati con palloncini colorati ed illuminati al proprio interno con semplici candele, canne fogliate e tanta allegria a bordo di famiglie al completo pronte a consumare il pranzo in onore della Santa che molto avevano pregato. Non c’erano barche addobbate per sfilare, nè premi da consegnare.  Le uniche barche addobbate, erano quei gozzi meglio bardati a festa e con orchestrine improvvisate.

Essi sostavano nel fiabesco specchio d’acqua aragonese illuminato da tante fiammelle e piccoli fugarazzi sistemati da quei giovani eroi di cui abbiamo parlato prima, sugli scogli di Sant’Anna, sugli spalti del Castello e sulla scogliera lungo il muraglione delle alghe. Quella era la Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna bella e povera degli anni ’30 che ha dato avvio alla storia vera e propria della festa. La sua ripresa nel 1951 apre un nuovo e diverso capitolo. Buona parte di quei giovani del decennio precedente sopravvivendo alla guerra e diventando più adulta  organizza la prima edizione della ripresa, poi la seconda, la terza,la quarta, la quinta, via via  fino a quella odierna, lasciando per strada, trionfi, sconfitte, polemiche, mortalità naturali, defezioni, tanto tanto lavoro dovuto alla passione degli irriducibili che nell’arco di oltre  60 anni non si sono mai estinti, sostituendosi nel tempo gli uni con gli altri,  senza interruzione e garantendo l’esistenza  di una festa che più di una volta è stata in pericolo di vita, ma che alla fine,  non è mai morta. Questa Festa, che mescolando il nuovo e l’antico, la si vorrebbe portare più ai tempi in cui si sciorinavano i panni sotto i fontanini pubblici e meno al tempo moderno corrente, dove invece si fa uso della comoda lavatrice, ha avuto i suoi grandi protagonisti, anno per anno, dagli anni ’50 ad oggi. Ci riferiamo agli instancabili creatori e costruttori delle barche allegoriche, artisti e artigiani di valore, poeti e pittori che ispirandosi ai temi dell’anima e del pensiero nel rapporto stretto con la natura, i costumi, le usanze, il folklore e la cultura in generale della propria terra, hanno realizzato capolavori di barche addobbate presentate in grandi edizioni passate della Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna.

 Antonio Lubrano (antoniolubrano1941@gmail.com)

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