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“Totò sbanca”, la presentazione a Forio con Lina Sastri e Gino Rivieccio

di Isabella Puca

Forio – Un vicoletto San Gaetano gremito ha accolto la presentazione di “Totò Sbanca” un’ iniziativa editoriale nata da un’idea della Banca di Credito Cooperativo di Napoli e della Iuppiter Edizioni per celebrare i 50 anni dalla scomparsa del principe della risata. A ospitare la presentazione, organizzata dall’associazione Terra, l’antica Libreria Mattera oggi sede di Pietratorcia.  «Animiamo il vicolo nel segno di Totò – ha annunciato l’onorevole Franco Iacono nel suo discorso introduttivo – che frequentava Ischia, in modo particolare l’hotel Lido. Venne sull’isola durante le riprese del film “Il corsaro dell’isola verde” e pare che s’innamorò dell’attrice Eva Bartok. Fu in quei giorni a Ischia che ai tavolini del Monkey bar scrisse, su di un tovagliolo di carta, l’inizio di “Ischia mia”, una canzone divenuta poi celebre con la voce di Giacomo Rondinella che fu cantata la prima volta proprio qui, durante l’inaugurazione del pontile di Ischia Ponte. Recentemente abbiamo ospitato l’onorevole Becattini che con un’operazione discografica ha riproposto proprio “Ischia mia”». Ospiti della presentazione, oltre a uno degli autori, il giornalista Gianni Ambrosino, due amici di Ischia e autori di alcuni dei ricordi presenti nel libro, Lina Sastri e Gino Rivieccio. «Chiacchierando dell’anniversario dei 50 anni dalla morte di Totò – ha spiegato Ambrosino – abbiamo pensato che ben poco era stato fatto e quindi abbiamo pensato a un’antologia con testimonianze e articoli scritti da chi Totò lo ha conosciuto davvero. Da questo testo, viene fuori il vero Totò». Il libro ‘Totò sbanca-Conoscere e amare il principe Antonio de Curtis’ è, infatti, un saggio corale che narra e svela grandezze, amori, fragilità e sogni del “marziano del Rione Sanità”, come lo definì Luigi Compagnone in un memorabile articolo uscito nel 1987 su Il Mattino, attraverso originali interventi, racconti inediti, una sorprendente sezione antologica e un’ultima parte in cui scorre inarrestabile il fiume di battute, curiosità e aneddoti. Gli autori che hanno accettato la sfida di confrontarsi da angolazioni diverse con la figura di Totò sono Marcello Altamura, Gianni Ambrosino, Laura Cocozza, Roberto D’Ajello, Aldo De Francesco, Max De Francesco, Lidia Girardi, Mario Girardi, Livia Iannotta, Emanuele Imperiali, Marco Mansueto, Amedeo Manzo, Alvaro Mirabelli, Renato Rocco e Alessandro Sansoni. «Non sono mai stata una fan di Totò, ma– ha raccontato al pubblico Lina Sastri – mi ha incuriosito la dicotomia maschera e volto. Ho letto spesso di lui come di un uomo schivo, ma galante e resto incantata da questa dicotomia uomo e maschera. Su Totò tutti hanno detto tutto, ma credo che l’intervista più bella mai stata fatta è quella firmata da Oriana Fallaci». E così, citando una delle più grandi giornaliste del ‘900, Lina Sastri ha iniziato a leggere uno stralcio di quell’intervista apparsa su “L’Europeo” nel 1963, “il mio più bel titolo resta Totò. Con l’altezza imperiale io non ci ho fatto nemmeno un uovo al tegamino, con Totò ci mangio dall’ età di vent’anni. Mi spiego?”. Sul finale, l’accorato intervento di Gino Rivieccio, «Totò ha sbancato nel nostro cuore, quello de napoletani; rimane tra i più amati di tutti i tempi. Il suo è un linguaggio universale, ancora oggi attualissimo, fa parte di quella schiera di attori le cui scene, anche se si conoscono a memoria, si continuano a rivedere mille volte. Come Totò, mi succede con Sordi, Peppino De Filippo e Tognazzi. Totò non poteva che nascere a Napoli e quest’anno sono state tante le manifestazioni in suo onore. Napoli spesso ha la memoria corta però quest’anno si è riscattata!». Nel ricordo di Gaetano Altieri, di cui lunedì ricorreva il giorno del suo onomastico, Lina Sastri ha regalato una versione a cappella a tutti i presenti di “Malafemmena”. E così, con un momento ricco di poesia e un brindisi con un bianco di Pietratorcia, si è conclusa la serata nel ricordo di Gaetano e di Totò.

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