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Tra i due litiganti il terzo gode, l’asilo conteso è dello Stato

Colpo di scena nella vicenda del lungo braccio di ferro tra la Diocesi di Ischia e il Comune di Casamicciola, che da tre anni si contendono la titolarità dell’immobile. Il Demanio ha infatti comunicato che il bene “appartiene al patrimonio indisponibile dello Stato”

Colpo di scena nella controversia che oppone la Diocesi di Ischia al Comune di Casamicciola Terme per il riconoscimento della titolarità dell’asilo situato in località Sentinella. Poche settimane fa nell’udienza di merito dinanzi al Tar i giudici della Quinta Sezione avevano dato ragione alla Diocesi, rappresentata dal Vescovo Lagnese e da don Gino Ballirano, che si era opposta all’ordinanza di requisizione firmata il 28 novembre 2017 dal sindaco Castagna, il quale dopo il terremoto intendeva ottenere l’immobile per poterlo adibire a plesso scolastico, vista la carenza di strutture a seguito del sisma. Tuttavia, mentre il Comune sta valutando la prospettiva di fare appello al Consiglio di Stato per contestare il verdetto, ecco arrivare il responso dell’Agenzia del Demanio, precisamente della Direzione Regionale Campania, a cui il Comune si era rivolto oltre due anni fa chiedendo di procedere ad accertamenti per definire la reale titolarità dell’immobile.

Dopo una serie di sollecitazioni, l’Agenzia ha inviato una nota al Capricho nella quale si legge che «a seguito degli accertamenti effettuati in relazione al bene immobile sito in Casamicciola Terme (NA), censito catastalmente con fg. 1, p.lla 318 denominato “asilo infantile Maria SS. Immacolata”, il quale risulta essere stato oggetto di lavori di finalizzati alla costruzione di un asilo infantile nella prima metà degli anni 60’ in forza della Legge 24.07.1962 n. 1073 a cura della Parrocchia di S. Maria Maddalena in Casamicciola con gli stanziamenti previsti dall’art. 15 della citata normativa, erogati con deliberazione del consiglio di amministrazione della Cassa per il Mezzogiorno n. 163 del 17.07.1963 a copertura dell’intero importo, è emerso che il compendio in argomento, con tutta probabilità, appartiene al patrimonio indisponibile dello Stato». Dunque, la tesi secondo cui la Diocesi non avrebbe valido titolo per rivendicare la proprietà dell’asilo sembrerebbe confermata. E se quell’espressione, “con tutta probabilità”, lascia qualche dubbio, ecco cosa scrive il Demanio nel prosieguo della nota: «Al riguardo si evidenzia che la citata disposizione, all’ultimo comma, testualmente prevede: “Lo Stato si riserva la comproprietà degli edifici di cui al presente articolo per la quota parte corrispondente al contributo concesso. La manutenzione degli edifici grava sugli enti e istituzioni che gestiscono le scuole (quale corrispettivo di locazione per la quota di proprietà dello Stato). Il contributo può essere riscattato con quote ventennali senza interessi”. Nel merito – continua la nota – si sottolinea che, a seguito di diverse richieste di esibizione documentale rivolte alla Diocesi di Ischia e alla Parrocchia di S.Maria Maddalena, nonché a valle di approfondite ricerche appositamente effettuate presso l’Archivio Centrale di Stato, non è stato reperito alcun documento contabile o amministrativo comprovante l’avvenuto riscatto del prestito di cui sopra». Quindi, dopo accurate e ripetute ricerche, il Demanio ha constatato la mancanza di documenti che attestino l’unico atto che avrebbe potuto certificare l’eventuale titolarità della Diocesi sull’edificio.

Del resto, la richiesta del Comune per veder chiaro sulla proprietà dell’asilo era fondata, come alcuni ricorderanno, su una serie di verifiche già eseguite negli anni scorsi, dalle quali emergerebbe che con un atto risalente al 1962 e firmato dal notaio Francesco Nonno il parroco pro tempore della Parrocchia della Maddalena accettava la donazione dell’immobile in questione. L’anno successivo la Cassa del Mezzogiorno concesse alla Parrocchia l’esecuzione dei lavori relativi alla costruzione di un asilo infantile per un importo di lire 29.494.800, somma che successivamente venne elevata a 48.698.480 lire. Una somma concessa interamente a fondo perduto e non in quota parte.

Tenendo presente la legge citata dal Demanio nella nota, la n. 1073 del 1962 sull’ “incremento e proroga dei programmi dell’edilizia scolastica – ripartizione dei contributi per tipi di scuole”, soprattutto l’articolo 15 ultimo comma, l’ente comunale sottolineò  che nel caso del finanziamento concesso dalla Cassa per il Mezzogiorno alla Parrocchia si sarebbe accertato che i 48 milioni e rotti di vecchie lire hanno coperto l’intero importo dei costi necessari alla costruzione dell’opera e di tutto quanto necessario per rendere funzionale l’asilo, compresi arredi e impianti, il tutto come risultante dagli atti contabili consultati presso l’Archivio Generale dello Stato di Roma, all’Eur. Da qui ne conseguirebbe che lo Stato non è comproprietario di “quote” ma dell’intero edificio. E se tra i due litiganti, Diocesi e Comune, a godere sembra essere lo Stato, tale esito potrebbe essere vantaggioso anche per l’ente del Capricho, il quale potrebbe vedersi attribuito a titolo gratuito l’immobile secondo l’uso originario di destinazione scolastica. Di fatto, era questo il proposito dell’amministrazione comunale quando chiese al Demanio di eseguire le ricerche ora illustrate, il cui esito rischia di vanificare il verdetto del Tar di alcuni giorni fa.

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