CRONACA

Tra merci e pendolari, le vie del mare raccontano due isole diverse

Da una parte gli autotrasportatori che denunciano un sistema ormai al limite, con meno spazio per le merci e attese sempre più lunghe. Dall’altra i pendolari che, per la prima volta dopo mesi, rivendicano un miglioramento tangibile del servizio. Nel dibattito che sta animando Ischia e Procida sul futuro dei collegamenti marittimi, la verità sembra avere almeno due facce. Negli ultimi giorni la New Atec, l’associazione che rappresenta autotrasportatori e commercianti delle isole,ha provato a lanciare un “duro” atto d’accusa contro Caremar. Secondo l’associazione, la compagnia starebbe operando con una flotta ridotta a causa di diversi problemi tecnici, sostituendo navi traghetto tradizionali con unità veloci considerate inadatte alle esigenze del trasporto commerciale. Una scelta che, secondo gli operatori del settore, ridurrebbe sensibilmente la capacità di carico disponibile per camion e mezzi pesanti proprio nel pieno della stagione turistica. 

Ma a questa narrazione se ne contrappone un’altra, meno organizzata e meno rumorosa, quella dei pendolari. 

«Parlo da semplice utente», racconta uno di loro. «Da quando è stata rimodulata l’organizzazione delle corse, la nave delle 21.55 è tornata finalmente puntuale. Per chi, come me, rientra ogni sera sull’isola dopo una giornata di lavoro sulla terraferma, questa è una rivoluzione». 

Il riferimento è alla corsa serale che collega Napoli e Ischia, un collegamento che molti lavoratori descrivevano come imprevedibile. Ritardi accumulati nel corso della giornata finivano spesso per ripercuotersi anche sull’ultima partenza utile per il rientro. Oggi, sostengono diversi utenti abituali, proprio l’impiego differente di alcune unità navali avrebbe consentito una maggiore regolarità del servizio. Il punto, secondo i pendolari, è che l’interesse generale non coincide sempre con quello delle categorie economiche. Se gli autotrasportatori lamentano una minore disponibilità di spazi per i mezzi pesanti, lavoratori e studenti osservano invece che la puntualità delle corse rappresenta un’esigenza altrettanto fondamentale. «Sembra che si parli soltanto dei disagi del trasporto merci», osserva il pendolare. «Nessuno racconta che migliaia di persone oggi riescono a tornare a casa in orario. Per anni abbiamo sopportato ritardi sistematici senza che qualcuno alzasse la voce per noi». 

È una frattura che racconta bene la complessità del sistema dei collegamenti marittimi nel Golfo di Napoli. Le stesse misure organizzative che per una categoria rappresentano un problema possono essere percepite da un’altra come una soluzione. La questione, dunque, non sembra essere soltanto tecnica ma anche politica: quale interesse deve prevalere quando le risorse disponibili non bastano a soddisfare tutte le esigenze? 

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Per gli autotrasportatori la priorità resta garantire il flusso delle merci verso le isole. Per i pendolari, invece, il diritto a collegamenti affidabili e orari certi. Il dato lamante per altro è che spesso, ci spiegano gli operatori del settore, gli autotrasportatori hanno preferito viaggiare con i benefit e le agevolazioni delle compagnie private snobbando la ex pubblica Caremar. Nel merito ci viene spiegato, ad esempio, che la prova di questa verità attualmente starebbe nel fatto che, la nave Caremar delle 6,10 che nel periodo estivo collega le isole di Ischia e Procida con il continente, vienesistematicamente snobbata dagli stessi trasportatori e la suddetta nave partirebbe praticamente vuota, mentre 10 minuti dopo il vettore privato, sempre in estate, registrerebbe il pieno di richieste da parte degli stessi operatori del settore del trasporto merci che oggi si lamentano di Caremar. Due bisogni legittimi, due verità che convivono sullo stesso ponte, a bordo degli stessi traghetti. E che raccontano, forse meglio di qualsiasi comunicato, quanto sia difficile governare la mobilità di territori che dal mare dipendono ogni giorno.

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TESTO INTEGRALE LETTERA

 Una riflessione da semplice pendolare

Io viaggio tutti i giorni e posso parlare per esperienza diretta. Da quando Caremar ha rimodulato alcune corse e riorganizzato l’impiego delle navi, il collegamento serale delle 21:55 è tornato finalmente affidabile. Per noi che rientriamo ogni sera sull’isola era diventato un vero incubo: spesso partiva con ritardi pesanti e nei fine settimana si arrivava anche oltre le 23.00. Adesso, invece, la nave è puntuale ogni giorno.

Capisco le ragioni degli autotrasportatori e il fatto che alcune unità veloci hanno limitazioni per determinati mezzi pesanti, come la stessa New Atec ha evidenziato. Però bisogna guardare anche ai benefici che questa organizzazione ha portato all’utenza ordinaria, ai lavoratori, agli studenti e a tutti quelli che ogni giorno devono spostarsi tra Ischia e la terraferma.

Mi sembra che si parli sempre soltanto dei problemi e mai dei miglioramenti. Chi viaggia quotidianamente sa bene che alcune corse oggi sono molto più regolari di prima. Inoltre, non mi pare corretto far passare il messaggio che tutto sia fermo o peggiorato: molte volte i trasportatori hanno a disposizione collegamenti alternativi e continuano a utilizzarli come hanno sempre fatto.

Nessuno nega le difficoltà del settore merci, ma non si può ignorare che questa riorganizzazione abbia prodotto effetti positivi per migliaia di pendolari. Io giudico il servizio da quello che vivo ogni sera e, da questo punto di vista, la situazione è nettamente migliorata.

Per anni abbiamo sopportato ritardi continui senza che nessuno parlasse dei disagi dei pendolari. Oggi che una soluzione organizzativa sta dando risultati concreti almeno su alcune corse, credo sia giusto riconoscerlo. Le esigenze degli autotrasportatori vanno ascoltate, ma anche quelle dei cittadini che viaggiano ogni giorno meritano rispetto.

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