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Traffico di droga, Mattera in silenzio davanti al gip

Ieri mattina l’interrogatorio di garanzia dell’ischitano finito in carcere con l’accusa di traffico di stupefacenti: anche Vincenzo Iafulli si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il legale Mauro Zollo ricorrerà al Riesame

Si sono svolti ieri mattina gli interrogatori di garanzia dell’ischitano Graziano Mattera e del napoletano Vincenzo Iafulli, finiti nel carcere di Poggioreale dopo essere stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip della Procura della Repubblica di Napoli con l’accusa di traffico di stupefacenti, con il magistrato che a carico del Mattera ha firmato anche il decreto di sequestro di beni per complessivi 120.000 euro ritenuti provento dell’illecita attività di spaccio. I due indagati, entrambi difesi dall’avvocato napoletano Mauro Zollo, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ragion per cui il confronto con il magistrato è stato davvero breve.

Per adesso Mattera e Iafulli resteranno in cella, ma il loro legale ha di fatto già annunciato che il prossimo passo sarà quello di preparare il ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere quantomeno una misura meno afflittiva di quella attualmente in essere. Zollo avrebbe individuato un possibile punto debole nelle intercettazioni che riguardano Graziano Mattera, che secondo l’avvocato sarebbero non utilizzabili. Diverso il discorso che riguarda invece Iafulli, secondo il quale per il difensore ci sarebbe addirittura un problema di corretta identificazione del soggetto. Al napoletano viene infatti attribuita la gestione di un garage nella zona di Porta Capuana, dove Graziano Mattera si sarebbe più volte recato per approvvigionarsi di sostanza stupefacente. Ma il legale, dinanzi al Riesame, giocherà una carta importante, ribadendo che non solo il suo assistito non ha mai gestito alcun garage tantomeno a Porta Capuana, ma che inoltre risulta residente e domiciliato in un’altra zona della città partenopea. L’impressione è che per Zollo ci possano essere anche gli estremi per ottenere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare. Ma questa ovviamente è una partita ancora tutta da giocare e intanto di certo la permanenza dei due indagati nel carcere mandamentale napoletano proseguirà.

Mattera e Iafulli sono finiti in manette nei giorni scorsi quando i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere nei loro confronti perché gravemente indiziati di traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e “critical” (una particolare mistura di hashish e marijuana). Contestualmente, come già spiegato, è stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo di beni acquistati con i proventi dell’attività di spaccio. In particolare un gommone, un’auto, una moto, nonché orologi e gioielli di pregio, del valore di circa 120mila euro. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ischia, hanno permesso di ricostruire un’articolata attività di traffico di stupefacenti, gestita proprio dal Mattera, che sull’isola immetteva sul mercato diversi tipi di sostanza stupefacente. Sono stati inoltre ricostruiti i contatti e i movimenti dell’indagato che aveva uno dei suoi principali fornitori a Napoli. La droga era poi trasportata a Ischia, nascosta all’interno dell’auto dell’acquirente opportunamente modificata, creando un vano nascosto sotto il cruscotto. Lo stupefacente veniva dato in custodia ad alcuni complici, arrestati in flagranza di reato nel corso delle indagini e poi rivenduto a diversi clienti.

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