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Tragedia a Lacco Ameno, “Gianni Shoes” si toglie la vita

Di Marco Gaudini

LACCO AMENO – Una tragica notizia ha sconvolto ieri la comunità di Lacco Ameno, Giovanni Climaco, 66 anni, residente in via Casa Monte si è tolto la vita nella sua abitazione. Giovanni non ha lasciato nessun messaggio, nessuna lettera, neanche un biglietto, eppure ha preparato con cura e decisione il giorno della sua morte. Prima di togliersi la vita ha infatti chiamato un nipote pregandolo di andarlo a trovare a casa. L’uomo, raggiunta l’abitazione del Climaco, appena imboccata la scala ha scorto il corpo del pensionato. La scena che si è trovata davanti era drammatica, nella sua estrema atrocità. Giovanni Climaco si era impiccato sfruttando l’altezza della scala interna nella sua abitazione con un cappio rudimentale realizzato con una tenda. Il ritrovamento è avvenuto intorno alle 15.30, subito sono stati allertati i soccorsi. Sul posto sono giunti Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Municipale e Sanitari del 118. Non vi è stato però nulla da fare anche per i medici, che hanno potuto solo costatare il decesso, che presumibilmente è avvenuto alcune ore prima del ritrovamento del corpo, con ampia probabilità nella tarda mattinata. Una notizia questa, che ha sconvolto profondamente i familiari e gli amici e le tante persone che volevano bene a Giovanni. Da sempre infatti, Giovanni Climaco, era una persona cordiale ed allegra e per anni è stato a contatto con la gente, per la sua attività lavorativa. Era noto a tutti , infatti, grazie all’accorsato negozio di scarpe “GIANNI SHOES” ad Ischia Porto, in Via Venanzio Marone di fronte all’hotel Bristol del quale era stato titolare per decenni fino a poco tempo fa. Iniziò la sua attività in via Roma, all’inizio della salita di San Pietro. Da circa un anno aveva lasciato tutto ed aveva deciso di andare in pensione. Viveva da single nella sua casa di Lacco Ameno. Giovanni Climaco, era quindi da poco in pensione, e non sembra avesse alcun problema di carattere economico. Con ampia probabilità, questo gesto così cruento e drammatico è scaturito da un momento di profonda crisi depressiva che ha colpito Giovanni Climaco negli ultimi tempi. In tanti in queste ore hanno ricordato la sua persona, il suo modo di fare sempre molto cortese, ed allegro. Vi è infatti tanta incredulità, oltre che profonda tristezza tra coloro che lo conoscevano bene. Purtroppo, la depressione, il male del secolo, pare abbia fatto un’altra vittima, in una società sempre più colpita da questa tremenda malattia. Presso l’abitazione di Giovanni Climaco, i Carabinieri, insieme agli agenti della Polizia di Stato, del Commissariato di Ischia, ai quali sono affidate le indagini, hanno avviato tutte le verifiche del caso, al fine di ricostruire la dinamica del drammatico evento. Accertamenti che si svolgono in situazioni del genere, anche se, in questo caso, il tutto è stato chiaro sin dall’inizio, quella maledetto cappio, fatto con quella tende, che Giovanni ha stretto al suo collo, ha determinato la fine di una vita, un’esistenza provata dalla depressione. La salma di Giovanni Climaco resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, presso l’obitorio dell’ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno in attesa delle disposizioni del Pm che ricevuti le relazioni della polizia e del medico legale deciderà se restituire la salma ai parenti o disporre l’autopsia. L’isola piange così, un’altra vittima suicida, un’altra persona che arriva a compiere quel gesto, il più assurdo, il più drammatico ed il più doloroso. Solo poche settimane fa, infatti, Ischia era stata scossa dal suicidio di Mario Mosca, classe 1946, che si tolto la vita, impiccandosi nella sua abitazione ischitana sita in via Vecchia Cartaromana. L’ischitano era rimasto colpito negli affetti più cari dalla morte di un figlio, accaduta qualche anno fa. Un episodio che lo aveva profondamente segnato, addolorandolo in maniera straziante ed indelebile. Quella tragedia, purtroppo, Mario Mosca non era mai riuscito a superarla e questo inevitabilmente aveva finito con l’influire sulla sua tenuta mentale, trasformandolo in un uomo fragile. Un altro dolore per un’isola, purtroppo, troppe volte scossa da episodi del genere, profonde tragedie sulle quali oggi più che mai dobbiamo fermarci a riflettere.
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