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Trani replica a Enzo: «Vuol mantenere i cittadini in uno stato di bisogno»

La stroncatura dello stato di calamità naturale che il sindaco d’Ischia ha fatto nella recente intervista a Il Golfo scatena la reazione del leader di minoranza. Che non risparmia accuse al vetriolo…

Le parole del sindaco Enzo Ferrandino – frutto di un’intervista rilasciata a Il Golfo e pubblicata dal nostro giornale lo scorso 1 maggio – proprio non gli sono andate giù. Il primo cittadino ha sparato contro chi, ad esempio, ha sostenuto la proposta dello stato di calamità naturale per le pessime condizioni in cui versa e rischia di versare il turismo ischitano. Per non parlare di quando il sindaco si è definito “formichina sorda”, lasciando intendere di non sentirsi assolutamente infastidito dalle critiche che provengono dai banchi della minoranza, che lo stesso considera essere assolutamente pretestuose e ingiustificate.

Parole dure, che non sono piaciute ad uno dei consiglieri di opposizione del gruppo “Per Ischia”, Gianluca Trani, il quale ha avuto una reazione decisa alle stilettate del primo cittadino ischitano, replicando con pari vigore. E affrontando subito l’avversario a muso duro: «Ci sono gli uomini e le donne che si impegnano per la ricerca delle soluzioni ai problemi delle persone, e poi ci sono gli uomini e le donne del “non si può fare”, quelli cioè che cercano di sabotare le soluzioni specialmente quando provengono dai loro nemici.
E sapete perché fanno questo? Perché, al di là della mancanza di onestà intellettuale, il vero obiettivo di questi politici è quello di mantenere i cittadini e le imprese in stato di bisogno, di dipendenza dal potere, così da esercitare un controllo maligno sulla gente. Ecco perché questi individui non hanno nessuna proposta seria e concreta, nè hanno voglia di fare battaglie che ridurrebbero il loro potere». Il riferimento è senza dubbio a Enzo Ferrandino e Trani non lo nasconde tant’è che il destinatario viene citato nel passaggio successivo: «A questa categoria dei politici del “non si può fare” appartiene senz’altro il sindaco di Ischia che quest’oggi, in un’intervista nella quale si definisce una formichina sorda (complimenti per l’autoironia sulle dimensioni), definisce una “banalità superflua” la nostra richiesta di dichiarazione dello stato di calamità per l’isola, facendo in tal modo, insieme ai suoi avvocati, la figura dei pifferi di montagna, che andarono per suonare ma furono suonati…evidentemente il sindaco ha paura di venire in consiglio comunale per argomentare e votare sul punto, e preferisce adottare la “strategia della tensione”, inducendo i suoi amici avvocati ad inviare messaggi subliminali al sottoscritto (cosa avvenuta nei giorni scorsi) e rilasciando interviste per “mettere le mani avanti”». Cita non meglio precisati avvocati, l’esponente politico, senza però mai fare nomi e cognomi: ma il sospetto, e non sarebbe affatto chissà quale “teorema”, è che il riferimento possa essere a qualche professionista che avrebbe informato Enzo Ferrandino circa l’impossibilità di chiedere lo stato di calamità naturale fortemente sponsorizzato dal gruppo vicino all’europarlamentare Giosi Ferrandino.

Gianluca Trani poi insiste: «Non sanno, il sindaco ed i suoi avvocati, che il governo, ad esempio per il settore aereo, ha già formalmente riconosciuto ed equiparato l’epidemia da Covid 19 ad una calamità naturale ed evento eccezionale (art.79 comma 1 del decreto “Cura Italia”, convertito in legge senza modifiche), creando dunque un precedente rilevante che giustifica la richiesta del medesimo trattamento anche per il settore turismo e, a cascata, per i territori che vivono solo di turismo (come i distretti turistici, riconosciuti formalmente e giuridicamente come tali, e nei quali rientra l’intero territorio della nostra isola).Ma in questo momento, anziché mettersi a capo di una battaglia nell’interesse delle nostre imprese e dei nostri lavoratori, il sindaco preferisce ricercare futili e strampalate motivazioni di legge, per poter dire che “non si può fare”, solo perché la proposta l’ha fatta il gruppo Per Ischia (di cui mi onoro di fare parte). Mentre invece questa battaglia si può fare e il risultato si può ottenere, perché ci sono tutti i presupposti di legge, a patto che tutti noi ci impegniamo, coinvolgendo Regione e Governo, ciascuno per le rispettive competenze». La conclusione è un ulteriore affondo contro Enzo Ferrandino: «È dunque questo il sindaco che Ischia merita? Un sindaco che sa dire solo NO, senza avere nessuna proposta seria per affrontare l’emergenza? Rivolgo infine un appello ai cittadini, alle categorie produttive, alle donne e agli uomini attivi in politica di tutta l’isola, per unirsi a questa battaglia sacrosanta, che va nell’esclusivo interesse della nostra terra, delle nostre imprese, dei nostri lavoratori. In una parola, del nostro futuro… ». Il braccio di ferro, per chi non l’avesse ancora capito, è appena cominciato.

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